Per questo La Russa ha pensato di fare le cose in grande: la festa sarà di fatto trasferita dal 4 novembre (un martedì) al week-end dell'8-9.
Studio, proposte e discussione sulla stabilizzazione del personale militare precario.
“Ci sarà l'alba di un nuovo giorno anche per noi. Un'alba in cui ci sentiremo di nuovo bene e capiremo di non aver sbagliato percorso. Un'alba in cui ci sentiremo orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare. Un'alba che arriverà anche grazie a chi, quando staremo per cadere, ci porgerà la mano. E anche grazie a chi non lo farà” (Braveheart)
STABILIZZAZIONE DEL RUOLO UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE
La Comunità Europea con Direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, ha stabilito il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutti i lavoratori a tempo determinato del settore privato e pubblico (tanto per chi soggiace a diritto pubblico quanto per chi viene sottoposto a diritto privato) una volta che venissero maturati determinati requisiti.
L’ITALIA, in applicazione della riportata Direttiva 1999/70/CE ha emanato il Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368, che garantisce, tra le altre cose, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato a tutti i dipendenti a tempo determinato, una volta che vengano superati i trentasei mesi di servizio con proroga.
Le sentenze della Corte di Giustizia Europea Ruoli C-212/04, C-53/04, C-180/04, tra luglio e settembre 2006, hanno ribadito il diritto alla trasformazione del rapporto a tempo indeterminato per tutta la compagine dei dipendenti pubblici (confermando il contenuto di cui alla Direttiva 1999/70/CE), ovvero anche il diritto al risarcimento per equivalente.
Di conseguenza, lo Stato Italiano, in deroga all’art.36, c.5, D.Lgs. n.165/01, il 27.12.2006, con Legge 296/06 (Finanziaria 2007) ha disposto (art. 1 cc.417, 420, 519, 523, 526), la stabilizzazione (id est: trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato, a tempo indeterminato) di tutto il personale della Pubblica Amministrazione assunto a tempo determinato per un periodo superiore ai 36 mesi, a partire da quello in servizio al 01.01.2007; infatti sarebbe risultato eccessivamente oneroso per le finanze statali procedere alla concessione di un immediato “risarcimento per equivalente” a tutto il personale in possesso del citato requisito.
La “Stabilizzazione” è semplicemente una sanatoria, conseguente a contingenti decisioni prese in ambito europeo.
Per inciso, durante l'anno 2009, il Sig. Y. G., un ufficiale ausiliario del Corpo delle Capitanerie di porto (congedato durante l’anno 2007), è stato stabilizzato nella P.A. proprio in virtù del triennio di servizio maturato nel Corpo delle Capitanerie di porto
Si vuole infatti precisare che il comma 519, articolo unico della legge finanziaria 2007, ha disposto una procedura di assunzione straordinaria di personale della Pubblica Amministrazione, parallela, anche se diversa, a quella relativa alle ordinarie assunzioni.
Secondo la "Difesa" il comma 519, articolo 1 della legge n. 296/06 prevede la stabilizzazione del personale del pubblico impiego in ragione del 20% del fondo di cui al comma 96, art.3, Legge n. 311/04.
Il riportato "fondo" afferisce la disponibilità nei riguardi delle assunzioni in deroga al c.d. blocco del "turn over" stabilito con il comma 95, art. 3, Legge n. 311/04.
Tale divieto generalizzato di assunzioni di personale a tempo indeterminato imposto alle pubbliche amministrazioni per il triennio 2005-2007 dal comma 95 dell'articolo unico della finanziaria 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311), non riguarderebbe il personale dipendente delle Forze armate, e ciò in quanto la detta norma precisa che sono fatte salve le assunzioni connesse con la professionalizzazione delle Forze armate di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, ed alla legge 23 agosto 2004, n. 226.
Conseguentemente, le Forze Armate non potrebbero accedere allo speciale fondo, istituito dal successivo comma 96 per finanziare, in deroga al divieto di cui al suddetto comma 95, quelle assunzioni che si rendessero necessarie per fronteggiare indifferibili esigenze di servizio di particolare rilevanza ed urgenza; pertanto i dipendenti precari delle Forze Armate non potrebbero beneficiare delle stabilizzazioni di cui al comma 519 dell'articolo unico della finanziaria 2007 (L. n. 296/2006), in quanto tale disposizione, per istituire il necessario nuovo fondo per finanziare tali stabilizzazioni, scorpora il 20% del fondo di cui al citato comma 96 della finanziaria 2005.
A ben guardare, il comma 519, articolo 1 della legge n. 296/06 prevede la c.d. stabilizzazione del personale del pubblico impiego statuendo apposito fondo, corrispondente ad una quota (20%) delle risorse di cui al precedente comma 513, e non già al c. 96, art. 3, L. 311/04 tout court; in particolare, si sottolinea che il comma 513 rifinanzia il fondo di cui al c. 96.
Ma già il comma 96 art.3, L.311/04 consisteva in un rifinanziamento del precedente fondo c.d. "in deroga al blocco delle assunzioni" stabilito dall'art. 3, comma 54, della legge n. 350 del 2003.
Il comma 55 della sessa legge stabiliva, poi, che le deroghe di cui al precedente comma – quindi le richieste di assunzione in deroga al "blocco" - erano autorizzate secondo la procedura di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni; e che nell’ambito delle procedure di autorizzazione delle assunzioni è prioritariamente considerata l’immissione in servizio degli addetti a compiti connessi alla sicurezza pubblica, al rispetto degli impegni internazionali, alla difesa nazionale, al soccorso tecnico urgente, alla prevenzione e vigilanza antincendi e alla protezione civile; con ciò autorizzando anche le Forze Armate (in particolare il Ruolo Ufficiali) all'accesso al fondo di che trattasi, come infatti è avvenuto.
A fortiori si sottolinea che in tutti i provvedimenti di Autorizzazione all'assunzione del personale nelle pubbliche amministrazioni in deroga al c.d. "blocco", per gli anni 2004-5-6 e proprio per lo stesso anno di riferimento della stabilizzazione – 2007 - (cfr: D.P.R. 25 agosto 2004, D.P.R. 6 settembre 2005, D.P.R. 28 aprile 2006, D.P.R. 29 novembre 2007), è previsto il beneficio di una parte del fondo di che trattasi in favore del personale delle FFAA.
Nonostante tanto, la "Difesa", in maniera alquanto contraddittoria, sostiene le FFAA essere sottratte al beneficio di cui alla spartizione del fondo in parola.
Invero le Forze Armate, non sono esonerate in toto dal suddetto blocco generalizzato delle assunzioni, né, di conseguenza, ad esse è precluso l'accesso al fondo di cui al comma 96 art. 1 L. 311/04.
Assunzioni connesse con la professionalizzazione
La norma infatti non fa salve tutte le assunzioni delle Forze armate, ma soltanto quelle finanziate dalla legge 14 novembre 2000, n. 331, dal decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e dalla legge 23 agosto 2004, n. 226, ovverosia:
· per quel che attiene le FFAA, le assunzioni relative ai ruoli non direttivi e quelle del personale destinato all'inquadramento, alla formazione ed all'addestramento dell'organico da professionalizzare;
· per quel che attiene il Corpo delle Capitanerie di porto, le sole assunzioni delle categorie del ruolo truppa;
tanto, a mente della L. 331/00 e dell'art. 23, c. 3, e dell'art. 28, c. 1, L. 226/04, (come, peraltro confermato dallo stesso D.P.R.6 settembre 2005).
Infatti, la normativa relativa alla professionalizzazione di cui alla Legge 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04, prevede (in coerenza con gli oneri di cui alla tabella "A" della L. 331/00, e a decorrere dall'anno 2007, dalle tabelle "C" ed "E" di cui alla L. 226/04), per quel che attiene le Forze Armate (ad esclusione del corpo delle Capitanerie di porto):
· l'aumento di 10.450 unità del ruolo dei volontari di truppa in servizio permanente,
· il reclutamento di 30.506 volontari del medesimo ruolo in ferma prefissata,
· il mantenimento in servizio di circa 31.500 volontari di truppa in ferma breve,
Di più stabilisce che al fine di compensare il personale in formazione è computato un contingente di volontari in ferma prefissata di un anno determinato annualmente nelle misure di seguito indicate:
· 4.021 unità nell'anno 2005;
· 821 unità, in ciascuno degli anni dal 2006 al 2011;
· 749 unità, in ciascuno degli anni dal 2012 al 2020.
Infine dispone, al fine di inquadrare, formare e addestrare i volontari in ferma prefissata di un anno, un contingente di personale militare determinato annualmente nelle misure di seguito indicate:
· nell'anno 2005: 210 ufficiali, 350 marescialli, 350 sergenti, 1.743 volontari in servizio permanente;
· negli anni dal 2006 al 2007: 120 ufficiali, 200 marescialli, 200 sergenti, 996 volontari in servizio permanente;
· negli anni dal 2008 al 2020: 90 ufficiali, 150 marescialli, 150 sergenti, 747 volontari in servizio permanente.
Per quel che riguarda il Corpo delle Capitanerei di porto l'assunzione ed il mantenimento in servizio di:
· 3.500 volontari di truppa in servizio permanente del Corpo delle Capitanerie di porto,
· 1.775 volontari in ferma ovvero in rafferma del Corpo delle Capitanerie di porto,
In più al fine di compensare il personale in formazione non impiegabile in attività operative stabilisce un contingente di volontari in ferma prefissata di un anno nelle misure di seguito indicate:
· 200 unità nell'anno 2005;
· 235 unità negli anni 2006 e 2007;
· 5 unità in ciascuno degli anni dal 2008 al 2015.
Sotto tale segno la normativa sulla professionalizzazione delle Forze Armate prevede precisi fondi per l'attuazione del disposto normativo stesso (infatti, ai sensi dell'art. 81 della Costituzione Italiana, ogni legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte).
Da tanto, si precisa che gli unici oneri e relativi fondi previsti dalla detta normativa per l'assunzione del personale da professionalizzare si rinvengono nella Tabella "A" di cui alla legge 331/00 e alle Tabelle "C" ed "E" di cui alla L. 226/04; ovverosia 500.000.000 euro per le FFAA e 70.000.000 per il ruolo truppa delle Capitanerie di porto.
Tanto a fronte di una spesa pari a 9.000.000.000, per mantenere il personale delle Forze armate (escluso il Corpo CP), e di 500.000.000 per quello del Corpo delle Capitanerie.
Per quanto sopra citato, risulta di tutta evidenza che le uniche assunzioni del ruolo ufficiali connesse con la professionalizzazione delle FFAA di cui alle leggi 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04 attengono i seguenti contingenti:
a) nell'anno 2005, 210 ufficiali;
b) negli anni dal 2006 al 2007, 120 ufficiali;
c) negli anni dal 2008 al 2020, 90 ufficiali.
Per le restanti assunzioni di ufficiali delle FFAA, invece, si utilizzano gli ordinari stanziamenti inscritti nei fondi strutturali del Dicastero della Difesa, che, logicamente nulla hanno a che fare con i fondi e quindi con le assunzioni di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04.
Per quel che attiene il Corpo delle Capitanerie, invece, alcuna componente del ruolo ufficiali è legata alla formazione del personale da professionalizzare; infatti il reclutamento degli ufficiali del "Corpo" interviene grazie agli ordinari stanziamenti del Dicastero delle Infrastrutture e dei trasporti.
Risulta, poi, del tutto inconferente con le assunzioni connesse con la professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04) l'inclusione, a partire dal 01.01.2006, delle dotazioni organiche del Ruolo Ufficiali delle FFAA nel decreto di cui all'art.2, c.3 del D.Lgs. 215/04.
Infatti la Legge 2 Dicembre 2004, n.299 (non già il D.lgs. 215/01) stabilisce da un lato, le dotazioni organiche del ruolo ufficiali, dall'altro, che il reclutamento del ruolo ufficiali è regolamentato secondo le disposizioni di cui all'art.60 e seg. del D.Lgs. 490/97, fino all'anno 2009, con ciò vanificando ogni tentativo di ricondurre in toto l'assunzione del personale del ruolo ufficiali delle FFAA o la determinazione organica dello stesso alla normativa sulla professionalizzazione di cui alla L.331/00, al D.Lgs. 215/01, e alla L. 226/04.
Ammesso e non concesso, poi, che la circostanza possa definirsi dirimente della connessione delle assunzioni del Ruolo Ufficiali delle FFAA con la normativa sulla professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04), comunque il Ruolo Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto ne sarebbe escluso, stante la mera considerazione che l'ultimo decreto sull'organica del detto ruolo datato 9.11.2004 risulta adottato ai sensi e per gli effetti del combinato del disposto normativo di cui all'art. 1 e 60 del D.Lgs. 490/97, attinente il "Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali, a norma dell'articolo 1, comma 97, della legge 23 dicembre 1996, n. 662", pertanto altra destinata normativa del tutto inconferente con la Professionalizzazione delle FFAA.
Né la normativa sulla professionalizzazione prevede alcunché per il Ruolo Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto; anzi a ben vedere la gestione del detto personale viene ex lege esclusa dallo stesso dettato normativo (cfr: art.3, c. 1, lett. a, L. 331/00, art. 1, c.1 D.Lgs. 215/01, art. 27, 28 L .226/04).
La prova di tanto si ha nel D.P.R. 6 settembre 2005, recante "autorizzazione ad assunzioni di personale nelle pubbliche amministrazioni, a norma dell'articolo 1, commi 95, 96 e 97 della legge 30 dicembre 2004, n. 311".
Infatti in tale anno aldilà delle 210 assunzioni di ufficiali delle FFAA connesse con la professionalizzazione si sono assunti circa 450 ufficiali delle FFAA, con i fondi per le assunzioni in deroga.
Se effettivamente fosse come sostenuto dalla Difesa, ovverosia che a far data dal 1.01.2006 tutte le assunzioni del ruolo ufficiali fossero connesse con la normativa di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04, ci si domanda come potrebbe mai essere che proprio la stessa normativa sulla professionalizzazione disponga per l'anno 2005 l'assunzione di personale che, secondo la Difesa, solo a far data dall'anno successivo avrebbe dovuto "rientrare" tra le assunzioni connesse con la professionalizzazione; ovvero anche, come sia stato possibile per il ruolo ufficiali delle FFAA attingere lo stesso anno (2005) tanto ai fondi sulla professionalizzazione tanto a quelli sulla stabilizzazione, se non in virtù di un "diversa" destinazione delle risorse!
Infatti, ammesso e non concesso – perchè è circostanza impossibile, né mai provata –, poi, che a partire dal 2006 le risorse già previste specificamente per la professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04), siano state utilizzate anche per l'assunzione del Ruolo Ufficiali delle FFAA, questo non dovrebbe significare che in quel momento le Forze armate sono state "sottratte al blocco delle assunzioni ed alla relativa deroga di cui al comma 96.
Si tratterebbe, come è evidente, di differenti risorse economiche, a cui le Forze Armate (in particolare il Ruolo Ufficiali) hanno avuto accesso alternativamente, in relazione alle proprie esigenze concrete ed alle concrete disponibilità dei relativi fondi, tutti in astratto accessibili.
Ma si ribadisce che la circostanza è del tutto irrealistica stante il fatto che le risorse messe a disposizione dalla professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04) hanno interessato il solo personale "non direttivo" delle FFAA, del quale notoriamente non fa parte il Ruolo Ufficiali; eccezion fatta per il personale assunto per la formazione, mai l'assunzione di alcun ufficiale delle Forze armate è stata garantita da alcun fondo sulla professionalizzazione, né è possibile riscontrare una simile affermazione nella normativa di che trattasi.
Ora, se già nel 2005, come del resto anche nel 2006 e addirittura nello stesso 2007 le FF.AA. sono state autorizzate ad accedere al detto fondo - per giunta proprio per le assunzioni che si vorrebbe far ricadere nella professionalizzazione, quelle che sarebbero dovute essere certamente escluse dal blocco e dal relativo fondo - non si vede per quale ragione le Forze armate non abbiano proceduto a richiedere l'autorizzazione all'accesso al fondo de quo anche per la richiesta di stabilizzazione dei propri "ufficiali precari", peraltro per far fronte a nuove ed autonome esigenze (quelle relative appunto alla stabilizzazione dei dipendenti precari), totalmente diverse, se non addirittura diametralmente opposte, a quelle sottese alla professionalizzazione.
Peraltro, si aggiunga sommessamente che, anche a voler escludere l'accesso delle FF.AA. all'originario fondo di cui al comma 96 della finanziaria 2005, si deve tener presente che, nel momento in cui la finanziaria 2007 ha scorporato il 20% del suddetto fondo, ha bloccato tale quota, mutandone la destinazione. In altri termini, quel 20% non fa più parte del fondo originario, ma costituisce un nuovo fondo, con una nuova destinazione, accessibile soltanto per finanziare le stabilizzazioni di cui al comma 519 della finanziaria 2007. Di conseguenza l'originaria destinazione del primo fondo (le assunzioni urgenti in deroga al blocco del turn over) diventa oggi del tutto irrilevante con riferimento a quel 20% che oggi costituisce un fondo nuovo, autonomo e diverso.
Con specifico riferimento agli Ufficiali, la "Difesa" afferma che le assunzioni a tempo indeterminato (rectius in S.P.E.) degli Ufficiali non potrebbero accedere al fondo di cui al comma 519, in quanto si tratterebbe di assunzioni "funzionali" alla riforma della professionalizzazione, che dunque andrebbero effettuate solo con i fondi propri della professionalizzazione, e non con i fondi del comma 519.
Tuttavia, neanche tale assunto pare condivisibile. Innanzi tutto lascia perplessi il fatto che le assunzioni a tempo indeterminato degli ufficiali delle FFAA possano essere considerate istituto giuridico connesso alla riforma della professionalizzazione, visto che già all'epoca dei fatti (1 gennaio 2007) la riforma era compiuta, in quanto legata alla contingenza dell'abolizione del servizio di leva e alla riduzione dell'organico delle FFAA a 190.000 unità, dunque fisiologicamente temporanea, pensata e realizzata per la "graduale sostituzione leva con militari di professione" (si vedano in tal senso le norme istitutive di tale riforma: legge 14 novembre 2000, n. 331, decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, legge 23 agosto 2004, n. 226).
Inoltre, anche a volere riscontrare tale rapporto funzionale, ciò non toglie che le stesse assunzioni possano essere considerate altrettanto necessarie (al pari degli omologhi colleghi dell'Arma dei Carabinieri) pure con riferimento alla stabilizzazione dei precari, e ciò proprio in base alla ratio sottesa al comma 519.
D'altronde, non bisogna dimenticare che il comma 519 disciplina non le assunzioni tout court, bensì solo quelle mirate, appunto, alla stabilizzazione dei precari. In altri termini, se l'Ufficiale "militare di professione" è pure precario, non si vede per quale ragione non possa accedere alla stabilizzazione ex art. 519.
Peraltro è solo il caso, brevemente di accennare che il c. 95, L. 311/04, non fa salve solamente le assunzioni connesse con la professionalizzazione delle FFAA di cui alle leggi L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04, ma pure quelle connesse con la professionalizzazione dell'Arma dei carabinieri di cui all'articolo 3, comma 70, della legge 24 dicembre 2003, n.350.
Queste ultime assunzioni, in particolare, intervengono a completamento del programma di sostituzione dei carabinieri ausiliari (di cui all’art. 21 della legge 28 dicembre 2001, n.448 e dell’articolo 34, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289), che dispone che in relazione alla necessità di procedere alla progressiva sostituzione dei carabinieri ausiliari in deroga a quanto stabilito dall’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, è attivato un arruolamento di contingenti annui di carabinieri in ferma quadriennale.
Il successivo c. 96 art. 1 della L. 311/04 ha disposto, in deroga al divieto di cui al comma 95, per le amministrazioni ivi previste, apposito fondo per le assunzioni che si rendessero necessarie per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, asservendo l'autorizzazione alle modalità di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n.449, e successive modificazioni.
Ha, infine, statuito al c.96 che nell’ambito delle procedure e nei limiti di autorizzazione all’assunzione di cui al comma 97 è prioritariamente considerata l’immissione in servizio, in particolare, del personale necessario per assicurare il rispetto degli impegni internazionali e il controllo dei confini dello Stato, e degli addetti alla difesa nazionale.
Con ciò, pertanto, da un lato, ha escluso l'accesso al fondo di che trattasi al ruolo truppa tanto delle tre FFAA quanto dell'Arma dei Carabinieri, in quanto dotati di specifico fondo per le assunzioni connesse con la professionalizzazione dello stesso ruolo; dall'altro, ha riservato al personale del Ruolo Ufficiali sia delle FFAA che dell'Arma il beneficio di cui al c. 96, art. 1, L. 311/04.
Invero la finanziaria 2007 ha voluto estendere le risorse destinate alla stabilizzazione scorporando, in aggiunta, anche una porzione del già citato fondo, distinto ed autonomo istituito proprio per la riforma della professionalizzazione.
Di conseguenza, l'accesso al fondo ex comma 96 non può essere precluso in modo generalizzato alle Forze armate, ma al contrario costituisce una risorsa finanziaria a cui anche le FF.AA. (ed in particolare il ruolo ufficiali) possono accedere.
Ciò è comprovato anche dal successivo comma 97, che prevede, proprio con riferimento alle suddette autorizzazioni in deroga al c.d. blocco del turn over, che sia "prioritariamente considerata l'immissione in servizio degli addetti a compiti di sicurezza pubblica e di difesa nazionale" - peraltro ripercorrendo quanto già disciplinato dal riportato comma 55, articolo 3, L. 350/03 -.
Nel merito è solo il caso di accennare l'evidenza della frase che coinvolge le FFAA, e non già i soli corpi di polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e corpo della Guardia di Finanza); infatti, qualora il legislatore avesse voluto intendere gli appartenenti alle sole forze di polizia (tanto ad ordinamento civile quanto militare), gli sarebbe bastato citare gli addetti a compiti di sicurezza pubblica; tutto ciò, come è noto, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 57 del C.P.P.
Il legislatore ha, comunque, messo a disposizione ulteriori risorse (di cui all'art. 1, c. 417, 419, L. 296/07); a fortiori nella circolare del 24 marzo 2007 del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nelle Pubbliche amministrazioni, si legge che le amministrazioni pubbliche non citate espressamente nel comma 519, in quanto sottoposte a specifiche disposizioni in materia di assunzioni ... adeguano i propri ordinamenti a quanto previsto dal medesimo comma 519 in termini di requisiti e modalità di assunzione, tenendo conto delle relative peculiarità e nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio.
Di più si sottolinea che la procedura di cui alla stabilizzazione del personale precario della pubblica amministrazione, prevede altresì (cfr: c. 526, art.1, L. 296/06) che tale procedimento si debba necessariamente estendere ai successivi due anni (2008, 2009); in questo caso, però le assunzioni devono essere garantite dai fondi strutturali del singolo Dicastero, come testimoniato dallo stesso D.p.c.m. 06.08.2008, che ha stabilito le assunzioni a tempo indeterminato di che trattasi con i fondi del singolo Ministero; con ciò legittimando l'ultroneità di riferimento al fondo di cui all'art. 1, c. 96, L. 311/04.
In tal senso è solo il caso di ricordare quanto espresso nel parere del Capo Ufficio Legislativo del Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Avv. Danilo DEL GAIZO, datato 05.12.2006 si legge: "...per le assunzioni in deroga autorizzate sempre per l'anno 2007 è, infine, considerata prioritaria l'immissione in servizio, tra gli altri, degli addetti al personale della difesa nazionale.
lunedì 20 ottobre 2008
Generali nelle scuole, concerti e carrarmati
Per questo La Russa ha pensato di fare le cose in grande: la festa sarà di fatto trasferita dal 4 novembre (un martedì) al week-end dell'8-9.
venerdì 17 ottobre 2008
Volevo essere un soldato
Uscendo dalla vestizione, ricordo gli sguardi tristi dei miei uomini, quei soldati che avevo addestrato e con i quali avevo trascorso momenti indimenticabili, increduli che quel giorno li avrei lasciati per sempre: "Sten, dove vai?", disse uno di loro.
Nel corso degli anni cercai di dimenticare il passato immergendomi nel lavoro, regalando alla mia famiglia una vita tranquilla ed agiata ma...non c'era nulla da fare.
Poi, un giorno, agli inizi degli anni 2000, sbirciando tra le pagine della rivista UNUCI, ecco apparire quella frase che avrebbe nuovamente ridato slancio a tutta la mia vita: "diventa riservista volontario.
La mattina mi alzai di buonora per recarmi presso il Distretto Militare e fornire la mia disponibilità al richiamo nelle "Forze di Completamento Volontarie" (la moderna riserva del nostro esercito).
Gli Ufficiali mi illustrarono il funzionamento di tutta l'attività di militarizzazione e dei miei diritti, senza trascurare la conservazione del posto di lavoro.
Quanto sopra era ribadito nella "Domanda di disponibilità al richiamo" (sezione 3 – diritti del personale richiamato), un documento fornito dall'Amministrazione Militare indispensabile per l'inserimento nella banca dati delle Forze di Completamento.
Non me lo feci ripetere due volte! Felice di tornare ad indossare l'uniforme, diedi immediatamente il mio consenso.
Ovviamente, dinanzi a tale mia decisione, la direzione non fece i salti di gioia ma si limitò ad evidenziare l'inutilità di quel mio servizio nei confronti dello stato: "mandali tutti affanc... stì militari".
Quelle parole suscitarono in me l'effetto contrario, rinforzando la mia scelta.
Il 10 novembre 2003, giunto al reparto, mi misi subito al lavoro, distinguendomi per le "elevate capacità professionali e per l'impegno incondizionato alle attività di istituto" (parole tratte da un elogio scritto ricevuto dal mio comandante).
Mancavano ormai una decina di giorni al termine del periodo di richiamo e tutto procedeva con una certa tranquillità.
Decisi allora di prendere la palla al balzo, come si suol dire, ed accettare una proposta di prolungamento del richiamo. In questa maniera, oltre a portare a compimento tutti i lavori assegnati dal comando, avrei potuto far valere i miei diritti nei confronti dell'azienda, senza subire giornalmente intimidazioni ed atti di mobbing in genere.
Il periodo di richiamo si concluse il 31 marzo 2004 ed il giorno successivo mi presentai sul posto di lavoro.
Cosciente del fatto che nei mie confronti si stava consumando un grave reato (tentativo di attribuzione di una mansione di livello inferiore) ma impotente e solo dinanzi alle decisioni aziendali, non feci obiezioni: rimarcai al proprietario il mio disaccordo e mi incamminai verso il reparto.
Si trattava di una situazione veramente umiliante e spregevole perché, da responsabile, mi ritrovai a prendere ordini da tutti.
Il macchinario assegnatomi era uno dei peggiori: privo di aspiratori, rumorosissimo e soprattutto talmente veloce da impazzire.
Per sfuggire da quell'inferno, accettai un nuovo richiamo alle armi, questa volta per un periodo di 8 mesi, durante il quale l'azienda, tentò costantemente di licenziarmi ricorrendo alla "giusta causa".
Ricordo in particolare quando mi accusarono ingiustamente di danni all'attività produttiva, per aver attivato delle password che rendevano inutilizzabili i computer aziendali.
Il tempo, come si sa, scorre inesorabile ed anche in questo caso arrivò il giorno del congedo.
Il rientro sul posto di lavoro, questa volta, non fu affatto indolore.
Difatti, oltre a non trovare più il cartellino per la vidimazione delle presenze, per tutti i dipendenti collocato all'ingresso dell'unità produttiva, venni invitato a lasciare lo stabilimento per usufruire di quindici giorni di ferie forzate inesistenti!!!
Avevo ben compreso come l'intenzione era quella di allontanarmi dall'azienda trovando un pretesto per licenziarmi.
Il sospetto che volessero allontanarmi dall'azienda era fondatissimo.
L'azienda stava cercando di screditarmi agli occhi dell'Amministrazione Militare, in modo tale da "tagliare" la principale fonte di sostentamento (cioè i richiami) e lasciarmi senza lavoro.
Grazie a Dio, il mio vecchio capo ufficio, divenuto comandante di reparto, riuscì ad "eludere la sorveglianza" riuscendo a richiamarmi alle sue dipendenze.
Fu questo un periodo di aspre battaglie con l'azienda, caratterizzate da una lunga serie di botta e risposta.
Abbandonato anche dalla Forza Armata, senza un lavoro, dovendo mantenere la mia famiglia e contestualmente pagare il mutuo della casa, non sapevo più dove sbattere la testa.
Consigliato dal mio comandante, fui costretto a prendere la decisione più drastica: le dimissioni dall'azienda.
In questo modo quindi, persi il mio posto di lavoro a tempo indeterminato e, dal dicembre del 2006 lotto disperatamente per avere dalla Forza Armata un posto di lavoro in servizio permanente.
Ho scritto a "mezzo mondo": Ministro della Difesa, Onorevoli, Ordine di Malta (sono anche ufficiale del SMOM, corpo ausiliario nel cui servizio permanente si entra per designazione del presidente dell'associazione), Presidenza della Repubblica, Militari.
Visto quanto accaduto, è chiaro che la legge che disciplina il richiamo alle armi offre limitate garanzie di tutela del posto di lavoro.
Dal giorno del congedo, a 40 anni di età, non sono più riuscito a trovare un impiego di lavoro!!!
Quale sarà il mio futuro di uomo?
Ten. f. (cong.) Roberto MATTEI
giovedì 16 ottobre 2008
E-mail per Michele Santoro: "Il Precariato nelle FF.AA."
mercoledì 15 ottobre 2008
FORZE ARMATE: SI PREPARA LA SHOAH
-Concentrazione mezzi e sistemi e relative capacità manutentive in 2-3 grandi strutture interforze;
-Chiusura di arsenali e stabilimenti della Difesa;
-Profonda riorganizzazione strutturale dell'Area tecnico-amministrativa della Difesa;
-Acquisizione diretta di entrate finanziarie diverse da quelle pubbliche da parte delle strutture organizzative: sponsorizzazioni, eventi addestrativi mediatizzati, pubblicazioni, vendita di materiale mediatico, partecipazione a convegni, studi e consulenze tecniche;
-Spinta all'informatizzazione con apertura diretta al pubblico via internet delle strutture amministrative, documentali, per il trattamento economico, la gestione e la selezione del personale;
-Estensione dell'orario di servizio, flessibilità di impiego per esercitazioni ed attività operative, eliminazione dell'indennità di lavoro straordinario e dei recuperi;
-Concorsi e prestazioni da parte della Difesa a favore di altre amministrazioni;
-Minimizzazione delle cerimonie militari e accorpamento con attività addestrative;
-Ridimensionamento ed eventuale cancellazione dell'outsourcing;
-Trasformazione dei soggiorni militari in strutture generatrici di entrate o non onerose per la Difesa;
-Piena utilizzazione dell'obbligo di prepensionamento previsto dalla recente normativa per il "deflusso" del personale anziano non più proficuamente impiegato.
La prima domanda che sorge dalla lettura dei provvedimenti allo studio è: perchè?
Azzardiamo una ipotesi: tutti sono al corrente del recente disastro che ha coinvolto la nostra compagnia di bandiera, l'Alitalia, e molti sapranno che il premier Berlusconi e gli attuali esponenti della maggioranza ne hanno fatto un cavallo di battaglia in campagna elettorale, esattamente come per la questione sicurezza, quest'ultima risolta (sic!) dal governo attualmente in carica con una raffica di tagli senza precedenti che hanno fatto dichiarare al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Camporini, che di questo passo le FF.AA. si ridurranno ad un semplice ente erogatore di stipendi.Ma torniamo all'Alitalia.
Tagli alla Difesa, Soldati a rischio sicurezza
martedì 14 ottobre 2008
Sky, 14 ott 2008, ore 18:00, canale 936
lunedì 13 ottobre 2008
Sole 24 Ore di venerdì 10 ottobre 2008, pagina 25
di Ludovico Marco
mercoledì 8 ottobre 2008
SICILIA, ACCORDO REGIONE-ESERCITO SU MILITARI IN CONGEDO
martedì 7 ottobre 2008
Grazie On. CARLUCCI
Vogliamo manifestare con questo nostro post, il sentimento di ringraziamento per l'interesse manifestato alla causa da parte dell'On. CARLUCCI.
Infatti, privo d'interessi sindacali o similtali, ha fin da subito posto in essere nuovi canali al fine di dirimere la nostra Vessata Questio; questo, senza fermarsi difronte alle singole avversità che le si siano poste; carattere e grinta da prendere ad esempio da parte di tutti!
L'attivo dinamismo, pertanto, che contraddistingue detto Onorevole, messo a nostra disposizione, ha portato giusto ieri ad interloquire direttamente con il Sottosegretario alla “Difesa”, l'On. CROSETTO.
La premura dimostrata promette ulteriori risvolti ed incontri chiarificatori, nella convinzione di un sicuro successo; forse all'inizio sarà solo di una battaglia, ma l'intendimento, del comitato tutto, è quello di vincere la guerra!
Vieni nelle FFAA, anche noi ti garantiamo la precarietà
Idoneo ma fuori graduatoria nell'ultimo concorso per 700 Carabinieri.
Vorrei chiedere a chi di competenza: come mai ogni anno vengono indetti ulteriori concorsi anzichè attingere dalle graduatorie già esistenti?
Molti figli di questi "signoroni" hanno raggirato il problema dell'occupazione lavorativa, entrando da quella che si chiama "porta secondaria". Ossia, non i classici istituti militari come l'Accademia Navale, bensì attraverso un concorso concepito a regola d'arte.
Aspettando il discorso del Presidente sui valori della Costituzione...
venerdì 3 ottobre 2008
PA: BRUNETTA, GOVERNO NON RESPONSABILE MANCATE ASSUNZIONI PRECARI
giovedì 2 ottobre 2008
Brunetta: «Entro giugno la stabilizzazione dei precari»
mercoledì 1 ottobre 2008
P.A: NUOVO EMENDAMENTO PRECARI, SLITTA ABROGAZIONE NORME STABILIZZAZIONE
martedì 30 settembre 2008
Mozione del Co.I.R. CC - Precarietà dei giovani Ufficiali dell'Arma dei Carabinieri
lunedì 29 settembre 2008
Anche l'Arma ha i suoi problemi
venerdì 26 settembre 2008
Lo svolgimento dell'interpellanza n. 2-00097 è rinviato ad altra seduta






giovedì 25 settembre 2008
PREPARIAMOCI!!!
Lettera di protesta al Capo di Gabinetto del Ministro La Russa.
Gentile Dott. Petri
terminate le vacanze, l’ho cercata piu’ volte per rammentarLE l’impegno assunto con i militari precari e per stabilire un primo incontro per avviare quel tavolo di lavoro che Lei ci ha promesso di istituire.
Ho elaborato un disegno di legge che fissa le condizioni di lavoro del militare professionista, impegnato nel duro mestiere delle armi davvero singolare.
Ma Lei è stato molto impegnato con il COCER Carabinieri, che ha preferito rivolgersi, per risolvere le proprie problematiche, direttamente al Capo del Governo e chiedere l’intermediazione dell’On. Gasparri, pur essendo suo naturale referente il Ministero della Difesa.
Peraltro la polemica sull’antifascismo non ha giovato al Ministro La Russa.
I genitori dei Precari vorrebbero organizzare una manifestazione con i loro figli ufficiali in Uniforme davanti a Palazzo Chigi e seguire l’esempio dei COCER Carabinieri, la cui iniziativa ha sortito gli effeti sperati.
Ho consigliato loro di trattare la questione dei Precari nel tavolo di lavoro da Lei istituito, molti pero’ scalpitano.
In attesa di un suo cortese riscontro La saluto molto cordialmente.
Gen. Antonio Pappalardo
Presidente del SUPU
G.Pino
venerdì 19 settembre 2008
Interpellanza urgente
XVI LEGISLATURA
52^ SEDUTA PUBBLICA
Giovedì 18 settembre 2008 - Ore 10
giovedì 11 settembre 2008
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Un atto di per se indubbiamente meritevole, teso a salvare e mantenere in vita una compagnia aerea con bandiera italiana e contestualmente preservare un posto di lavoro a tutti i lavoratori dell’azienda stessa.
E’ però d’obbligo come cittadini porsi delle domande e fare delle considerazioni.
Come mai e perché una azienda giunge ad una situazione economico finanziaria ed operativa drammatica e non più sostenibile come l’attuale?
Qualcuno ha mai misurato l’efficienza e l’efficacia dell’azione degli amministratori, di nomina politica, della società? I loro stipendi sono stati commisurati ai risultati?
Va evidenziato, senza ipocrisia, che i sopra citati "dirigenti" hanno goduto nel tempo, pur con una disastrosa gestione societaria, di emolumenti enormemente superiori a quelli di qualsiasi dirigente pubblico e che benevolmente, a caduta, al personale dipendente della compagnia aerea sono stati concessi stipendi, molto ma molto, superiori a quelli dei dipendenti di compagnie aeree private.
Va sottolineato altresì che il piano di salvataggio prevede un accollo, da parte dello stato italiano (quindi noi tutti) dei debiti della società (circa 2 miliardi di euro) e che contestualmente l’intervento mira a proteggere tutto il personale in esubero (3-5 mila unità) mettendo in campo ammortizzatori sociali a garanzia totale del personale Alitalia per un periodo di sette anni come non mai accaduto in altri settori pubblici o privati.
Da qualche anno analoga situazione (fortunatamente solo in termini di esubero del personale) si vive nelle Forze Armate e particolarmente nell’Aeronautica Militare. si pone infatti in casa nostra il dilemma di cosa fare di alcune migliaia, tra ufficiali e sottufficiali, che si trovano in esubero rispetto al nuovo modello di difesa del 2001, conseguenza, si badi bene, non di errori o scelte inopportune di "manager militari", ma determinante da una precisa scelta politica: il passaggio dall’ "esercito di popolo" con preponderante componente di leva ad un modello di "esercito professionale", più piccolo ma anche più efficiente, con soli militari professionisti.
Una scelta storica!!! derivante da un mutato scenario politico-strategico internazionale: caduta del muro di Berlino – fine della guerra fredda – terrorismo internazionale – necessità di proiezione delle Forze Armate all’esterno dei confini nazionali, e non da dissennate politiche nel campo delle assunzioni e della politica retributiva come nel caso di Alitalia.
Il nuovo modello di difesa, nel ridurre il numero dei militari italiani da oltre 300.000 a 190.000 unità, ha determinato, un conseguente esubero di personale ufficiale e sottufficiale, a fronte di una massiccia necessità di personale volontario per far fronte alla mancanza della leva. gli esuberi in questione dovevano, secondo la legge istitutiva del modello di difesa, essere riassorbiti nel tempo, (entro il 2020) con procedure di esodo agevolato e con transiti in altre settori della pp.aa..
Orbene con altrettanto coraggio e senza ipocrisia va detto che purtroppo non si intravede soluzione alcuna al problema.
Il governo (sia quello attuale che quelli precedenti) non riesce a garantire al personale militare, il rispetto della dignità personale e professionale attraverso una ricollocazione in altri ambiti lavorativi, rispettando esperienze e professionalità ovvero prevedendo un collocamento a riposo attraverso adeguati ammortizzatori sociali. anzi con il d.l. n° 112/2008 (finanziaria triennale "tremontiana") si cerca di eliminare il "surplus" di personale attraverso il pensionamento coatto (ovvero la cacciata) al compimento di 40 anni contributivi di gran parte del personale, privando di fatto lo stesso della possibilità di rimanere in servizio con significative penalizzazioni economiche e penose situazioni di smarrimento sociale.
Ma perché questo doppiopesismo? conteremo meno dei, pur bravissimi, dipendenti Alitalia???
A loro (e per carità ne siamo lieti) tutte le garanzie sociali e a noi nulla???
Sarà cosi perché i militari "usi ed obbedir tacendo" non possono bloccare servizi essenziali, scioperare, manifestare, contrattare, forse non possono neanche esprimere il proprio disappunto???
Al contrario il cittadino in uniforme è sempre pronto all’uso: dalle attività tipiche a garanzia della sicurezza e difesa della nazione, alle missioni internazionali, all’ordine pubblico se necessario, passando per gli interventi in caso di calamità naturali, finendo, se necessario, anche per acquisire benemerenze in campo ambientale (Napoli docet)!!!
Noi però percepiamo e registriamo nel nostro personale tanta amarezza per l’attuale diverso, mortificante ed ingiustificato trattamento da parte di chi ci governa, su tale delicatissimo argomento.
E’ di queste ore peraltro anche la notizia di un possibile piano nella scuola per il reimpiego del personale in esubero e per la stabilizzazione di quello precario, attraverso il trasferimento in alcune amministrazioni dello stato (Ministero Interno e Beni Ambientali).
Ed a noi chi ci pensa ??
Intanto il Ministro della Difesa si perde in improbabili e nostalgiche riscritture storico-culturali del tempo passato, dedicandosi, come troppo spesso accade ai politici, al solo ricordo dei militari caduti (cui l’onore ed il rispetto è assoluto ed indistinto, e mal si presta a strumentalizzazioni di parte).
Così facendo però ci si dimentica dei "militari vivi", cui a fronte di continui sacrifici operativi vengono invece sottratte risorse e talvolta come nel caso dei volontari "precarizzati" e degli esuberi vengono addirittura spente le speranze per un futuro professionale nelle FF.AA..
Siamo tutti lavoratori, ma noi militari siamo prima di tutto servitori fedeli dello stato italiano.
E’ ora che qualcuno se lo ricordi!!!
Roma, 10 settembre 2008
il COCER A.M.
martedì 2 settembre 2008
Forze dell’ordine: QUASI 4.000 POSTI SENZA DI NOI!!!
DALLA SPERANZA ALLA BEFFA,
E QUESTI SONO FATTI E NON PAROLE
Decreto del Presidente della Repubblica 26 giugno 2008 (G.U. 29/07/2008 n. 176)Autorizzazione ad assumere personale a tempo indeterminato per la Polizia di Stato, l'Arma dei Carabinieri, il Corpo della Guardia di finanza, il Corpo di polizia penitenziaria ed il Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell'articolo 3, comma 89, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.
L’articolo 1, parla con la solita filastrocca dove manca la gratitudine al nostro impegno, la nostra presenza, la nostra vivacità. Ma allora ci volete proprio escludere???
Tabella che rappresentiamo con 2 colonne mancanti e che potevano essere inserite!!!
AMM. - AUTORIZ. - PREC. FF.AA. - AUSIL.
C.C - 1.372 - 0? - 0?
P.S. - 1.046 - 0? - 0?
G.D.F. - 1.091 - 0? - 0?
P.PEN. - 216 - 0? - 0?
C.F.S. - 188 - 0? - 0?
Ecco come si attua la speranza dopo tante battaglie, impegni, studi, riunioni, contrasti, spese inutili e tanta, tanta voglia di farcela…con un bello schiaffo di dimenticanza da parte di uno Stato, amato e servito in silenzio.
Cosa ci sarebbe da ridire, quali pregiudizi sul personale militare ora precario, che ha già dato prova di saperci fare e che ora chiede solo di continuare a servire questo Paese?
Cosa c’è da dire se degli ufficiali e militari dell’esercito vanno a fare servizio dentro le fila dei Carabinieri, della Polizia o della Gdf per le specialità in cui si può valorizzare la loro preparazione, insieme ai colleghi precari dei rispettivi corpi?
Che tipo di dissesto possono portare ufficiali e militari della marina se vanno impiegati ad esempio nel servizio navale dei carabinieri, della polizia o della Gdf?
E che danno possono arrecare quelli dell’aeronautica se vanno nei rispettivi servizi aerei?
Ci chiediamo e Vi chiediamo, ma è poi cosi grave voler continuare a servire il nostro Paese con grande vivacità e serietà? Non pensate siamo una risorsa preziosa che ogni Stato vorrebbe avere? Non pensate che siamo figli di questa amata Patria?
Esistono ancora cittadini in divisa di serie B?
Si tratta di personale già preparato militarmente, con esperienza e che con un breve corso di aggiornamento e formazione professionale può andare onorevolmente a dare prova di un impiego sicuramente proficuo, rapido e meno oneroso per lo Stato. Oppure no?
Esiste ancora un distinguo chiaro e marcato sulla provenienza del personale dalle FF.AA. o si tratta di organismi puri che non vogliono essere intaccati da immissioni di altri corpi?
Eppure si parla tanto di unificazione operativa fra le forze dell’ordine e le ff.aa. , di richieste di equiparazioni nella rappresentanza militare e poi tanta ipocrisia che fa rivoltare le organizzazioni sindacali di polizia o dei cocer?
Oppure le ragioni sono altre?
Se si considera il risparmio attuato con l’immissione del personale militare precario si può o aumentare il numero di unità, o migliorare l’impiego, o risparmiare e basta.
Poi le unità possono crescere con l’ausilio in servizio del personale in ausiliaria; dato che è già pagato per stare a casa, mettiamolo a frutto, a beneficio della sicurezza del Paese.
Se poi la repulsione da parte delle organizzazioni sindacali nei confronti di altri militari da accettare nei loro organici tocca le stelle c’è sempre l’escamotage del servizio di guardia nazionale (di cui abbiamo già accennato) che poteva metter ogni cosa a tacere, soppiantando le nutrite critiche sull’impiego dei militari in compiti di oo.pp.
Questa è la realtà e questa è la beffa che tutti i precari militari delle FFAA e dell’ausiliaria si beccano in esito al loro impegno e al loro nutrito interesse di voler continuare a servire uno Stato che per volontà dei suoi amministratori da prova compiuta di averli dimenticati, rottamati o comunque di non amarli più.
Comm ps G. Pino
mercoledì 27 agosto 2008
Lettera aperta di un sottoufficiale
venerdì 8 agosto 2008
giovedì 7 agosto 2008
I Militari non dicono mai no!
Bisogna dare ai cittadini la maggiore percezione dello Stato, e nella considerazione che le Forze di Polizia sono in carenza di organici, il Governo ha pensato bene di utilizzare le Forze Armate, le quali hanno offerto generosamente di impiegare tremila uomini sul territorio.
I Cittadini hanno scelto questo Governo soprattutto per la forte campagna elettorale improntata sulla sicurezza, ma non dimentichiamoci che i “cittadini in divisa” hanno scelto questo Governo soprattutto per le tante promesse fatte quando era all’opposizione.
Il precariato, il riordino dei ruoli, la specificità erano un punti cardini ed impegnativi!
All’estero i nostri soldati vengono impiegati fino all’estremo sacrificio, in Patria vengono chiamati da qualche giornalista pacifista unilaterale alla vecchia maniera sessantottina, “soldatini” addestrati alla Rambo.
I nostri militari sono giovani addestrati alle più disparate situazioni, sono militari professionisti e come tali pronti a sacrificare se stessi per il bene della Patria!
Non si può pensare di arrivare al punto della competizione, non avrebbe senso, non si può pensare che “qualcuno” sta invadendo l’orticello del vicino. Stiamo solo mostrando si essere pronti a qualsiasi tipo di impiego, forse solo questo potrebbe davvero dar fastidio!!!
Il Governo spende 40 Mln di Euro per l’emergenza sicurezza e non assume i giovani nelle Forze di Polizia.
Cari Signori, gli sperequati in questa situazione sono le Forze Armate!
Con il D.L. 112 si è avuto per le Forze di Polizia lo sblocco del Turn Over con l’assunzione di 6000 giovani, i quali ne hanno tutto il diritto in quanto sono i vincitori di concorso!.
Chi si sente con il nodo alla gola sono i Volontari in Ferma Breve e successivamente saranno i Volontari in Ferma Prefissata di Quattro Anni se questo decreto diverrà legge.
Il taglio del 40% dal 2010 sarà come una spada di Damocle sulle teste di tutti quei giovani che sperano di farsi una famiglia, che hanno missioni sulle spalle, che hanno trenta anni di età e nei loro occhi non si vede uno spiraglio di luce, ma solo preoccupazione ed incertezza.
Il Governo si deve impegnare a dare serie e concrete rassicurazioni non solo agli Stati Maggiori ma anche a tutto il personale, ed alle loro famiglie, che è in attesa di sapere di quale morte è costretto a morire
Francesco Gentile
martedì 5 agosto 2008
PRECARIATO MILITARE, PERSONALE MILITARE DELL’AUSILIARIA E IN QUIESCENZA NELLE FORZE DI POLIZIA INSIEME IN MARCIA VERSO UN OBIETTIVO COMUNE:
Cosi anche per le forze di polizia che mandano in quiescenza personale ancora in grado di dare una serie di esperienze e di laboriosità importanti per la lotta diffusa alla illegalità e al crimine. Nessuno dice che un professore universitario, un primario medico , professionisti dei vari comparti continuano egregiamente ad operare anche fino a 75 anni e qualcuno li passa senza dare segni di cedimento. Se la salute c’è ben venga allora l’impiego utile di tutto il personale in quiescenza in compiti che aiutino a vivere meglio le nostre famiglie dentro le nostre città.
Certamente sarà anche utile agevolare il personale che si dichiarerà disponibile al transito verso l’impiego civile dove sono richiesti compiti in cui lo status militare non è necessario , ma la formazione militare sicuramente è un qualcosa in più che potrà giovare all’espletamento dei propri compiti a favore della collettività.
Possiamo studiare un sistema tecnico organizzativo che concili tutto questo in breve tempo partendo dalle esigenze e arrivando a concepire progetti esecutivi rapidi da attuare. Possiamo aprire un nuovo capitolo nella storia di questo nazione che vanta tante glorie e ancora può stupire per come reagire alle sfide del nuovo millennio.
Comm. Ps Giuseppe Pino
venerdì 1 agosto 2008
Al sig. Ministro della Difesa e degli Interni
Eppure il problema sarebbe di facile soluzione; è noto che sino a tre anni fa, per le FF.AA., e specificatamente per i Volontari di Truppa, era previsto un iter di tre anni alla fine del quale gli stessi venivano valutati, e solo in un certo numero, per il passaggio in servizio permanente, per gli altri purtroppo "tutti a casa" salvo concorsi straordinari. Il riferimento è naturalmente alla categoria dei V.f.b. volontari in ferma breve di tre anni. Per costoro, in base al concorso iniziale vi era la possibilità della concessione di ben tre rinnovi biennali del contratto a tempo determinato, con alla fine la quasi certezza del passaggio in s.p.e.; invece, da due anni a questa parte, fine dei rinnovi, esclusi quelli in servizio presso le Capitaneria, e fine delle illusioni del "posto fisso" dopo anni di rischi e sacrifici (molti infatti hanno partecipato ad operazioni di pace all’estero!).
E’ bene tenere presente però che i concorsi ai quali i volontari hanno partecipato prevedevano, tra l’altro, anche il passaggio in Polizia o presso l’Arma dei Carabinieri, tanto a fine ferma; come già detto diversi volontari, nell’ambito del numero programmato, hanno vinto il concorso mentre molti altri sono stati dichiarati idonei ma non utilmente collocati in graduatoria; pertanto "fine di un’altra illusione".
Ma vi è di più! Con l’approvazione della finanziaria del 2006 legge n. 196 art. 1 comma 519 e ss., tradotto in termini più chiari "legge sulla eliminazione del precariato", molti militari in congedo speravano di tornare in servizio a tempo indeterminato; anche quest’altra aspirazione è "quasi fallita" in quanto pendono numerosi ricorsi dinanzi il Consiglio di Stato, ed è stata sollevata la questione di incostituzionalità in merito alla non applicazione di questa legge ai militari, in violazione degli artt. 3 e 97 della Carta Costituzionale; i tempi però non sono certamente brevi.
Ed allora, cari Ministri e caro Governo, perché non risolvere il problema nel modo più semplice migliore e proficuo per tutti?
I Volontari, che tra l’altro hanno sacrificato parte della loro giovinezza senza alcun vantaggio a favore della Patria, potrebbero tranquillamente risolvere il problema della emergenza che successivamente diventa ordinarietà – prestando le proprie persone a coprire i posti che servono di n. 2.500 militari, proprio per la sicurezza. In poche parole, possono assumersi gli ex v.f.b. che sono stati dichiarati idonei ma non "vincitori" di concorso per il passaggio in s.p.e., in servizio presso la Polizia o nell’Arma dei Carabinieri. Si tratta certamente di giovani che hanno già acquisito una esperienza e professionalità e che quindi possono essere immediatamente impegnati, ai fini della sicurezza, senza alcuno spreco di risorse economiche per la loro preparazione.
Lo stesso sistema potrebbe attuarsi anche per gli Ufficiali di Complemento ed in Ferma Prefissata, i quali con un corso professionale di sei mesi potrebbero far parte della Polizia o dei Carabinieri.
A mio avviso una tale soluzione andrebbe a risolvere più di un problema, non solo sotto l’aspetto politico, ma anche sotto quello economico, sociale e lavorativo.
Sarei desideroso di conoscere chi sarebbe contrario ad una simile soluzione.
Avv. Enzo Gigante
Presidente Centro Giuridico di Studi Militari di Taranto
Presso M.a.c.
“La Responsabilità”
la Rappresenta Militare non serve? Sopprimiamola per decreto !
Sicuramente posso pensare che il Governo ha mancato di tatto in quanto alcuni degli articoli riguardano tutte quelle materie di competenza della Rappresentanza Militare e del Cocer in particolare. Ma se fosse vero che il costo annuo a carico del Ministero della Difesa per il Funzionamento della rappresentanza Militare e di 40 milioni di euro mi sembra irragionevole che il ministero della difesa spenda una somma cosi elevata per delle semplici “Consulenze “ Che il Ministro della Funzione Pubblica On.Brunetta e il Ministro del Tesoro On: Tremonti farebbero bene a sopprimerla per Decreto Legge assumendo magari un paio di consulenti con una spesa decisamente inferiore e magari dedicare queste cifre considerevoli per i rinnovi contrattuali . Infine sempre per decreto legge concedere il diritto “Sindacale “ ai lavoratori militari che tanto non costa niente in quanto e totale carico degli stessi lavoratori Militari.
Cagliari, 30.07.2008
Lettera a sua Santità - PAPA Benedetto XVI
Le rivolgiamo questo appello, noi genitori dell’Associazione Genitori dei Precari delle Forze Armate, per dar voce a tanti giovani d’Italia ai quali sono stati negati i più elementari diritti di tutela e dignità, assicurati dalle leggi dello Stato italiano, ad altri lavoratori cosiddetti "civili"; essi, in numero di poche centinaia, pur vincitori di pubblico concorso con contratto a tempo determinato, non hanno ottenuto il trattenimento in servizio, propedeutico alla stabilizzazione del proprio lavoro come previsto dalla Legge Finanziaria 2007, al comma 519; trattenimento concesso a tanti alti precari della pubblica amministrazione, Carabinieri compresi.
La figura del precariato al quale sono sottoposti i nostri figli, è figlio della cattiva gestione del personale intrapresa dalle Forze Armate che bandiscono tutt’oggi concorsi "usa e getta", creando così solo nuovi precari; tale sistema in Italia è favorito dalla formale e cavillosa interpretazione giuridica di leggi, da parte degli alti ufficiali degli Stati Maggiori della Difesa -"Autentica loggia massonica"- che producono risultati di palese iniquità per il futuro di molti giovani.
I nostri figli, tra le migliori e preparate gioventù d’Italia, sono stati messi sulla strada dallo stato dopo 3÷5 anni di servizio, senza ricevere alcun trattamento di fine rapporto, senza ottenere il riconoscimento di indennità di disoccupazione; tali ammortizzatori sociali sono riconosciuti a tutti i lavoratori!
Esponenti autorevoli della nostra generazione, carichi di diritti e stipendi elevatissimi, negano alle generazioni future la possibilità di costruirsi un futuro dignitoso ed una Famiglia, in un percorso già reso difficile da tante avversità e mali sociali.
Come potranno i nostri figli, nel tempo che verrà, avere riconoscenza per i loro padri?
Come potranno i nostri figli avere rispetto per coloro che oggi hanno così disposto della loro vita futura, negandogli tanti diritti elementari?
Saranno i giovani dei Cristiani così forti, nonostante gli insegnamenti ricevuti, da perdonare questa "Via Crucis" loro inflitta con tanta inaudita leggerezza?
Come potranno insegnare ad altri esseri umani la speranza di fede, di una vita migliore, nel momento in cui si affacciano nel cammino della vita?
E perdoni noi, Santità Reverendissima, che ricerchiamo per i nostri Figli il conforto di una Sua Parola nelle sedi che riterrà più opportune.
IL PRESIDENTE
Antonio CURCIO








