Studio, proposte e discussione sulla stabilizzazione del personale militare precario.
“Ci sarà l'alba di un nuovo giorno anche per noi. Un'alba in cui ci sentiremo di nuovo bene e capiremo di non aver sbagliato percorso. Un'alba in cui ci sentiremo orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare. Un'alba che arriverà anche grazie a chi, quando staremo per cadere, ci porgerà la mano. E anche grazie a chi non lo farà” (Braveheart)
STABILIZZAZIONE DEL RUOLO UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE
La Comunità Europea con Direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, ha stabilito il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutti i lavoratori a tempo determinato del settore privato e pubblico (tanto per chi soggiace a diritto pubblico quanto per chi viene sottoposto a diritto privato) una volta che venissero maturati determinati requisiti.
L’ITALIA, in applicazione della riportata Direttiva 1999/70/CE ha emanato il Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368, che garantisce, tra le altre cose, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato a tutti i dipendenti a tempo determinato, una volta che vengano superati i trentasei mesi di servizio con proroga.
Le sentenze della Corte di Giustizia Europea Ruoli C-212/04, C-53/04, C-180/04, tra luglio e settembre 2006, hanno ribadito il diritto alla trasformazione del rapporto a tempo indeterminato per tutta la compagine dei dipendenti pubblici (confermando il contenuto di cui alla Direttiva 1999/70/CE), ovvero anche il diritto al risarcimento per equivalente.
Di conseguenza, lo Stato Italiano, in deroga all’art.36, c.5, D.Lgs. n.165/01, il 27.12.2006, con Legge 296/06 (Finanziaria 2007) ha disposto (art. 1 cc.417, 420, 519, 523, 526), la stabilizzazione (id est: trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato, a tempo indeterminato) di tutto il personale della Pubblica Amministrazione assunto a tempo determinato per un periodo superiore ai 36 mesi, a partire da quello in servizio al 01.01.2007; infatti sarebbe risultato eccessivamente oneroso per le finanze statali procedere alla concessione di un immediato “risarcimento per equivalente” a tutto il personale in possesso del citato requisito.
La “Stabilizzazione” è semplicemente una sanatoria, conseguente a contingenti decisioni prese in ambito europeo.
Per inciso, durante l'anno 2009, il Sig. Y. G., un ufficiale ausiliario del Corpo delle Capitanerie di porto (congedato durante l’anno 2007), è stato stabilizzato nella P.A. proprio in virtù del triennio di servizio maturato nel Corpo delle Capitanerie di porto
Si vuole infatti precisare che il comma 519, articolo unico della legge finanziaria 2007, ha disposto una procedura di assunzione straordinaria di personale della Pubblica Amministrazione, parallela, anche se diversa, a quella relativa alle ordinarie assunzioni.
Secondo la "Difesa" il comma 519, articolo 1 della legge n. 296/06 prevede la stabilizzazione del personale del pubblico impiego in ragione del 20% del fondo di cui al comma 96, art.3, Legge n. 311/04.
Il riportato "fondo" afferisce la disponibilità nei riguardi delle assunzioni in deroga al c.d. blocco del "turn over" stabilito con il comma 95, art. 3, Legge n. 311/04.
Tale divieto generalizzato di assunzioni di personale a tempo indeterminato imposto alle pubbliche amministrazioni per il triennio 2005-2007 dal comma 95 dell'articolo unico della finanziaria 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311), non riguarderebbe il personale dipendente delle Forze armate, e ciò in quanto la detta norma precisa che sono fatte salve le assunzioni connesse con la professionalizzazione delle Forze armate di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, ed alla legge 23 agosto 2004, n. 226.
Conseguentemente, le Forze Armate non potrebbero accedere allo speciale fondo, istituito dal successivo comma 96 per finanziare, in deroga al divieto di cui al suddetto comma 95, quelle assunzioni che si rendessero necessarie per fronteggiare indifferibili esigenze di servizio di particolare rilevanza ed urgenza; pertanto i dipendenti precari delle Forze Armate non potrebbero beneficiare delle stabilizzazioni di cui al comma 519 dell'articolo unico della finanziaria 2007 (L. n. 296/2006), in quanto tale disposizione, per istituire il necessario nuovo fondo per finanziare tali stabilizzazioni, scorpora il 20% del fondo di cui al citato comma 96 della finanziaria 2005.
A ben guardare, il comma 519, articolo 1 della legge n. 296/06 prevede la c.d. stabilizzazione del personale del pubblico impiego statuendo apposito fondo, corrispondente ad una quota (20%) delle risorse di cui al precedente comma 513, e non già al c. 96, art. 3, L. 311/04 tout court; in particolare, si sottolinea che il comma 513 rifinanzia il fondo di cui al c. 96.
Ma già il comma 96 art.3, L.311/04 consisteva in un rifinanziamento del precedente fondo c.d. "in deroga al blocco delle assunzioni" stabilito dall'art. 3, comma 54, della legge n. 350 del 2003.
Il comma 55 della sessa legge stabiliva, poi, che le deroghe di cui al precedente comma – quindi le richieste di assunzione in deroga al "blocco" - erano autorizzate secondo la procedura di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni; e che nell’ambito delle procedure di autorizzazione delle assunzioni è prioritariamente considerata l’immissione in servizio degli addetti a compiti connessi alla sicurezza pubblica, al rispetto degli impegni internazionali, alla difesa nazionale, al soccorso tecnico urgente, alla prevenzione e vigilanza antincendi e alla protezione civile; con ciò autorizzando anche le Forze Armate (in particolare il Ruolo Ufficiali) all'accesso al fondo di che trattasi, come infatti è avvenuto.
A fortiori si sottolinea che in tutti i provvedimenti di Autorizzazione all'assunzione del personale nelle pubbliche amministrazioni in deroga al c.d. "blocco", per gli anni 2004-5-6 e proprio per lo stesso anno di riferimento della stabilizzazione – 2007 - (cfr: D.P.R. 25 agosto 2004, D.P.R. 6 settembre 2005, D.P.R. 28 aprile 2006, D.P.R. 29 novembre 2007), è previsto il beneficio di una parte del fondo di che trattasi in favore del personale delle FFAA.
Nonostante tanto, la "Difesa", in maniera alquanto contraddittoria, sostiene le FFAA essere sottratte al beneficio di cui alla spartizione del fondo in parola.
Invero le Forze Armate, non sono esonerate in toto dal suddetto blocco generalizzato delle assunzioni, né, di conseguenza, ad esse è precluso l'accesso al fondo di cui al comma 96 art. 1 L. 311/04.
Assunzioni connesse con la professionalizzazione
La norma infatti non fa salve tutte le assunzioni delle Forze armate, ma soltanto quelle finanziate dalla legge 14 novembre 2000, n. 331, dal decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e dalla legge 23 agosto 2004, n. 226, ovverosia:
· per quel che attiene le FFAA, le assunzioni relative ai ruoli non direttivi e quelle del personale destinato all'inquadramento, alla formazione ed all'addestramento dell'organico da professionalizzare;
· per quel che attiene il Corpo delle Capitanerie di porto, le sole assunzioni delle categorie del ruolo truppa;
tanto, a mente della L. 331/00 e dell'art. 23, c. 3, e dell'art. 28, c. 1, L. 226/04, (come, peraltro confermato dallo stesso D.P.R.6 settembre 2005).
Infatti, la normativa relativa alla professionalizzazione di cui alla Legge 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04, prevede (in coerenza con gli oneri di cui alla tabella "A" della L. 331/00, e a decorrere dall'anno 2007, dalle tabelle "C" ed "E" di cui alla L. 226/04), per quel che attiene le Forze Armate (ad esclusione del corpo delle Capitanerie di porto):
· l'aumento di 10.450 unità del ruolo dei volontari di truppa in servizio permanente,
· il reclutamento di 30.506 volontari del medesimo ruolo in ferma prefissata,
· il mantenimento in servizio di circa 31.500 volontari di truppa in ferma breve,
Di più stabilisce che al fine di compensare il personale in formazione è computato un contingente di volontari in ferma prefissata di un anno determinato annualmente nelle misure di seguito indicate:
· 4.021 unità nell'anno 2005;
· 821 unità, in ciascuno degli anni dal 2006 al 2011;
· 749 unità, in ciascuno degli anni dal 2012 al 2020.
Infine dispone, al fine di inquadrare, formare e addestrare i volontari in ferma prefissata di un anno, un contingente di personale militare determinato annualmente nelle misure di seguito indicate:
· nell'anno 2005: 210 ufficiali, 350 marescialli, 350 sergenti, 1.743 volontari in servizio permanente;
· negli anni dal 2006 al 2007: 120 ufficiali, 200 marescialli, 200 sergenti, 996 volontari in servizio permanente;
· negli anni dal 2008 al 2020: 90 ufficiali, 150 marescialli, 150 sergenti, 747 volontari in servizio permanente.
Per quel che riguarda il Corpo delle Capitanerei di porto l'assunzione ed il mantenimento in servizio di:
· 3.500 volontari di truppa in servizio permanente del Corpo delle Capitanerie di porto,
· 1.775 volontari in ferma ovvero in rafferma del Corpo delle Capitanerie di porto,
In più al fine di compensare il personale in formazione non impiegabile in attività operative stabilisce un contingente di volontari in ferma prefissata di un anno nelle misure di seguito indicate:
· 200 unità nell'anno 2005;
· 235 unità negli anni 2006 e 2007;
· 5 unità in ciascuno degli anni dal 2008 al 2015.
Sotto tale segno la normativa sulla professionalizzazione delle Forze Armate prevede precisi fondi per l'attuazione del disposto normativo stesso (infatti, ai sensi dell'art. 81 della Costituzione Italiana, ogni legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte).
Da tanto, si precisa che gli unici oneri e relativi fondi previsti dalla detta normativa per l'assunzione del personale da professionalizzare si rinvengono nella Tabella "A" di cui alla legge 331/00 e alle Tabelle "C" ed "E" di cui alla L. 226/04; ovverosia 500.000.000 euro per le FFAA e 70.000.000 per il ruolo truppa delle Capitanerie di porto.
Tanto a fronte di una spesa pari a 9.000.000.000, per mantenere il personale delle Forze armate (escluso il Corpo CP), e di 500.000.000 per quello del Corpo delle Capitanerie.
Per quanto sopra citato, risulta di tutta evidenza che le uniche assunzioni del ruolo ufficiali connesse con la professionalizzazione delle FFAA di cui alle leggi 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04 attengono i seguenti contingenti:
a) nell'anno 2005, 210 ufficiali;
b) negli anni dal 2006 al 2007, 120 ufficiali;
c) negli anni dal 2008 al 2020, 90 ufficiali.
Per le restanti assunzioni di ufficiali delle FFAA, invece, si utilizzano gli ordinari stanziamenti inscritti nei fondi strutturali del Dicastero della Difesa, che, logicamente nulla hanno a che fare con i fondi e quindi con le assunzioni di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04.
Per quel che attiene il Corpo delle Capitanerie, invece, alcuna componente del ruolo ufficiali è legata alla formazione del personale da professionalizzare; infatti il reclutamento degli ufficiali del "Corpo" interviene grazie agli ordinari stanziamenti del Dicastero delle Infrastrutture e dei trasporti.
Risulta, poi, del tutto inconferente con le assunzioni connesse con la professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04) l'inclusione, a partire dal 01.01.2006, delle dotazioni organiche del Ruolo Ufficiali delle FFAA nel decreto di cui all'art.2, c.3 del D.Lgs. 215/04.
Infatti la Legge 2 Dicembre 2004, n.299 (non già il D.lgs. 215/01) stabilisce da un lato, le dotazioni organiche del ruolo ufficiali, dall'altro, che il reclutamento del ruolo ufficiali è regolamentato secondo le disposizioni di cui all'art.60 e seg. del D.Lgs. 490/97, fino all'anno 2009, con ciò vanificando ogni tentativo di ricondurre in toto l'assunzione del personale del ruolo ufficiali delle FFAA o la determinazione organica dello stesso alla normativa sulla professionalizzazione di cui alla L.331/00, al D.Lgs. 215/01, e alla L. 226/04.
Ammesso e non concesso, poi, che la circostanza possa definirsi dirimente della connessione delle assunzioni del Ruolo Ufficiali delle FFAA con la normativa sulla professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04), comunque il Ruolo Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto ne sarebbe escluso, stante la mera considerazione che l'ultimo decreto sull'organica del detto ruolo datato 9.11.2004 risulta adottato ai sensi e per gli effetti del combinato del disposto normativo di cui all'art. 1 e 60 del D.Lgs. 490/97, attinente il "Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali, a norma dell'articolo 1, comma 97, della legge 23 dicembre 1996, n. 662", pertanto altra destinata normativa del tutto inconferente con la Professionalizzazione delle FFAA.
Né la normativa sulla professionalizzazione prevede alcunché per il Ruolo Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto; anzi a ben vedere la gestione del detto personale viene ex lege esclusa dallo stesso dettato normativo (cfr: art.3, c. 1, lett. a, L. 331/00, art. 1, c.1 D.Lgs. 215/01, art. 27, 28 L .226/04).
La prova di tanto si ha nel D.P.R. 6 settembre 2005, recante "autorizzazione ad assunzioni di personale nelle pubbliche amministrazioni, a norma dell'articolo 1, commi 95, 96 e 97 della legge 30 dicembre 2004, n. 311".
Infatti in tale anno aldilà delle 210 assunzioni di ufficiali delle FFAA connesse con la professionalizzazione si sono assunti circa 450 ufficiali delle FFAA, con i fondi per le assunzioni in deroga.
Se effettivamente fosse come sostenuto dalla Difesa, ovverosia che a far data dal 1.01.2006 tutte le assunzioni del ruolo ufficiali fossero connesse con la normativa di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04, ci si domanda come potrebbe mai essere che proprio la stessa normativa sulla professionalizzazione disponga per l'anno 2005 l'assunzione di personale che, secondo la Difesa, solo a far data dall'anno successivo avrebbe dovuto "rientrare" tra le assunzioni connesse con la professionalizzazione; ovvero anche, come sia stato possibile per il ruolo ufficiali delle FFAA attingere lo stesso anno (2005) tanto ai fondi sulla professionalizzazione tanto a quelli sulla stabilizzazione, se non in virtù di un "diversa" destinazione delle risorse!
Infatti, ammesso e non concesso – perchè è circostanza impossibile, né mai provata –, poi, che a partire dal 2006 le risorse già previste specificamente per la professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04), siano state utilizzate anche per l'assunzione del Ruolo Ufficiali delle FFAA, questo non dovrebbe significare che in quel momento le Forze armate sono state "sottratte al blocco delle assunzioni ed alla relativa deroga di cui al comma 96.
Si tratterebbe, come è evidente, di differenti risorse economiche, a cui le Forze Armate (in particolare il Ruolo Ufficiali) hanno avuto accesso alternativamente, in relazione alle proprie esigenze concrete ed alle concrete disponibilità dei relativi fondi, tutti in astratto accessibili.
Ma si ribadisce che la circostanza è del tutto irrealistica stante il fatto che le risorse messe a disposizione dalla professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04) hanno interessato il solo personale "non direttivo" delle FFAA, del quale notoriamente non fa parte il Ruolo Ufficiali; eccezion fatta per il personale assunto per la formazione, mai l'assunzione di alcun ufficiale delle Forze armate è stata garantita da alcun fondo sulla professionalizzazione, né è possibile riscontrare una simile affermazione nella normativa di che trattasi.
Ora, se già nel 2005, come del resto anche nel 2006 e addirittura nello stesso 2007 le FF.AA. sono state autorizzate ad accedere al detto fondo - per giunta proprio per le assunzioni che si vorrebbe far ricadere nella professionalizzazione, quelle che sarebbero dovute essere certamente escluse dal blocco e dal relativo fondo - non si vede per quale ragione le Forze armate non abbiano proceduto a richiedere l'autorizzazione all'accesso al fondo de quo anche per la richiesta di stabilizzazione dei propri "ufficiali precari", peraltro per far fronte a nuove ed autonome esigenze (quelle relative appunto alla stabilizzazione dei dipendenti precari), totalmente diverse, se non addirittura diametralmente opposte, a quelle sottese alla professionalizzazione.
Peraltro, si aggiunga sommessamente che, anche a voler escludere l'accesso delle FF.AA. all'originario fondo di cui al comma 96 della finanziaria 2005, si deve tener presente che, nel momento in cui la finanziaria 2007 ha scorporato il 20% del suddetto fondo, ha bloccato tale quota, mutandone la destinazione. In altri termini, quel 20% non fa più parte del fondo originario, ma costituisce un nuovo fondo, con una nuova destinazione, accessibile soltanto per finanziare le stabilizzazioni di cui al comma 519 della finanziaria 2007. Di conseguenza l'originaria destinazione del primo fondo (le assunzioni urgenti in deroga al blocco del turn over) diventa oggi del tutto irrilevante con riferimento a quel 20% che oggi costituisce un fondo nuovo, autonomo e diverso.
Con specifico riferimento agli Ufficiali, la "Difesa" afferma che le assunzioni a tempo indeterminato (rectius in S.P.E.) degli Ufficiali non potrebbero accedere al fondo di cui al comma 519, in quanto si tratterebbe di assunzioni "funzionali" alla riforma della professionalizzazione, che dunque andrebbero effettuate solo con i fondi propri della professionalizzazione, e non con i fondi del comma 519.
Tuttavia, neanche tale assunto pare condivisibile. Innanzi tutto lascia perplessi il fatto che le assunzioni a tempo indeterminato degli ufficiali delle FFAA possano essere considerate istituto giuridico connesso alla riforma della professionalizzazione, visto che già all'epoca dei fatti (1 gennaio 2007) la riforma era compiuta, in quanto legata alla contingenza dell'abolizione del servizio di leva e alla riduzione dell'organico delle FFAA a 190.000 unità, dunque fisiologicamente temporanea, pensata e realizzata per la "graduale sostituzione leva con militari di professione" (si vedano in tal senso le norme istitutive di tale riforma: legge 14 novembre 2000, n. 331, decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, legge 23 agosto 2004, n. 226).
Inoltre, anche a volere riscontrare tale rapporto funzionale, ciò non toglie che le stesse assunzioni possano essere considerate altrettanto necessarie (al pari degli omologhi colleghi dell'Arma dei Carabinieri) pure con riferimento alla stabilizzazione dei precari, e ciò proprio in base alla ratio sottesa al comma 519.
D'altronde, non bisogna dimenticare che il comma 519 disciplina non le assunzioni tout court, bensì solo quelle mirate, appunto, alla stabilizzazione dei precari. In altri termini, se l'Ufficiale "militare di professione" è pure precario, non si vede per quale ragione non possa accedere alla stabilizzazione ex art. 519.
Peraltro è solo il caso, brevemente di accennare che il c. 95, L. 311/04, non fa salve solamente le assunzioni connesse con la professionalizzazione delle FFAA di cui alle leggi L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04, ma pure quelle connesse con la professionalizzazione dell'Arma dei carabinieri di cui all'articolo 3, comma 70, della legge 24 dicembre 2003, n.350.
Queste ultime assunzioni, in particolare, intervengono a completamento del programma di sostituzione dei carabinieri ausiliari (di cui all’art. 21 della legge 28 dicembre 2001, n.448 e dell’articolo 34, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289), che dispone che in relazione alla necessità di procedere alla progressiva sostituzione dei carabinieri ausiliari in deroga a quanto stabilito dall’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, è attivato un arruolamento di contingenti annui di carabinieri in ferma quadriennale.
Il successivo c. 96 art. 1 della L. 311/04 ha disposto, in deroga al divieto di cui al comma 95, per le amministrazioni ivi previste, apposito fondo per le assunzioni che si rendessero necessarie per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, asservendo l'autorizzazione alle modalità di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n.449, e successive modificazioni.
Ha, infine, statuito al c.96 che nell’ambito delle procedure e nei limiti di autorizzazione all’assunzione di cui al comma 97 è prioritariamente considerata l’immissione in servizio, in particolare, del personale necessario per assicurare il rispetto degli impegni internazionali e il controllo dei confini dello Stato, e degli addetti alla difesa nazionale.
Con ciò, pertanto, da un lato, ha escluso l'accesso al fondo di che trattasi al ruolo truppa tanto delle tre FFAA quanto dell'Arma dei Carabinieri, in quanto dotati di specifico fondo per le assunzioni connesse con la professionalizzazione dello stesso ruolo; dall'altro, ha riservato al personale del Ruolo Ufficiali sia delle FFAA che dell'Arma il beneficio di cui al c. 96, art. 1, L. 311/04.
Invero la finanziaria 2007 ha voluto estendere le risorse destinate alla stabilizzazione scorporando, in aggiunta, anche una porzione del già citato fondo, distinto ed autonomo istituito proprio per la riforma della professionalizzazione.
Di conseguenza, l'accesso al fondo ex comma 96 non può essere precluso in modo generalizzato alle Forze armate, ma al contrario costituisce una risorsa finanziaria a cui anche le FF.AA. (ed in particolare il ruolo ufficiali) possono accedere.
Ciò è comprovato anche dal successivo comma 97, che prevede, proprio con riferimento alle suddette autorizzazioni in deroga al c.d. blocco del turn over, che sia "prioritariamente considerata l'immissione in servizio degli addetti a compiti di sicurezza pubblica e di difesa nazionale" - peraltro ripercorrendo quanto già disciplinato dal riportato comma 55, articolo 3, L. 350/03 -.
Nel merito è solo il caso di accennare l'evidenza della frase che coinvolge le FFAA, e non già i soli corpi di polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e corpo della Guardia di Finanza); infatti, qualora il legislatore avesse voluto intendere gli appartenenti alle sole forze di polizia (tanto ad ordinamento civile quanto militare), gli sarebbe bastato citare gli addetti a compiti di sicurezza pubblica; tutto ciò, come è noto, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 57 del C.P.P.
Il legislatore ha, comunque, messo a disposizione ulteriori risorse (di cui all'art. 1, c. 417, 419, L. 296/07); a fortiori nella circolare del 24 marzo 2007 del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nelle Pubbliche amministrazioni, si legge che le amministrazioni pubbliche non citate espressamente nel comma 519, in quanto sottoposte a specifiche disposizioni in materia di assunzioni ... adeguano i propri ordinamenti a quanto previsto dal medesimo comma 519 in termini di requisiti e modalità di assunzione, tenendo conto delle relative peculiarità e nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio.
Di più si sottolinea che la procedura di cui alla stabilizzazione del personale precario della pubblica amministrazione, prevede altresì (cfr: c. 526, art.1, L. 296/06) che tale procedimento si debba necessariamente estendere ai successivi due anni (2008, 2009); in questo caso, però le assunzioni devono essere garantite dai fondi strutturali del singolo Dicastero, come testimoniato dallo stesso D.p.c.m. 06.08.2008, che ha stabilito le assunzioni a tempo indeterminato di che trattasi con i fondi del singolo Ministero; con ciò legittimando l'ultroneità di riferimento al fondo di cui all'art. 1, c. 96, L. 311/04.
In tal senso è solo il caso di ricordare quanto espresso nel parere del Capo Ufficio Legislativo del Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Avv. Danilo DEL GAIZO, datato 05.12.2006 si legge: "...per le assunzioni in deroga autorizzate sempre per l'anno 2007 è, infine, considerata prioritaria l'immissione in servizio, tra gli altri, degli addetti al personale della difesa nazionale.
venerdì 31 ottobre 2008
Comunicato Importante
mercoledì 29 ottobre 2008
Parere Uppa n.48/08
lunedì 27 ottobre 2008
LA RUSSA: NIENTE FANNULLONI NEL COMPARTO SICUREZZA E DIFESA, MA I TAGLI CI SARANNO LO STESSO
I tagli operati dal governo al bilancio della Difesa "ci sono stati perchè il governo ha deciso di far costare meno lo Stato e di allineare il peso sostenuto dai cittadini a quello degli altri paesi europei - ha detto La Russa.
Per il ministro La Russa bisogna riconfigurare la struttura delle forze armate, perchè ancora oggi si registra "un surplus di sottufficiali".
E-mail di un collega
Vi scrivo per quanto accaduto la settimana scorsa a Guidonia, (Centro di Selezione Nazionale A.M.) ovvero, dell'annullamento del concorso per Sottotenenti dell'Aeronautica Militare, in servizio permanente effettivo.
Quanto accaduto, dire che è scandaloso è niente.
Sono sicuro che siete venuti a conoscenza di ciò, dai media, ma per me e tanti altri come me, ossia Ufficiali Congedati (50 circa) che eravamo li, è diverso.
Io vorrei sapere adesso, chi risarcirà il danno economico, visto che è tutta l'estate che studio per fare queste dannate prove scritte; ma soprattutto chi ci risarcirà dal danno morale subito, si perché così si può definire. Non solo siamo stati congedati dopo tre anni di ferma, abbiamo dovuto aspettare più di un anno per l'uscita di un nuovo concorso (ossia questo) e adesso, siamo stati costretti dal Presidente della Commissione e da tutti i suoi collaboratori (Colonnelli e T.
Colonnelli) ad abbandonare le prove concorsuali e tornare a casa, aspettando e sperando che la Direzione per il Personale Militare ci faccia sapere di che "morte dobbiamo morire".
Sapevo che questi erano concorsi "truccati" ma non fino a questo punto!
SecondoVoi vale la pena? Studiare tanto per cosa? Per sperare di fare un lavoro per cui si è portati e che si ama. Ma ne vale davvero la pena?
Io spero che questi grandi signori con le stellette si rendano conto del danno che mi hanno arrecato, anzi Ci hanno arrecato, a noi poveri illusi che speravamo di poter cambiare la nostra vita, potendo vincere un concorso del genere e che invece sarebbe stato riservato solo ed esclusivamente per "pochi intimi".
Spero vivamente che la giustizia faccia il proprio corso e che questa gente paghi per tutto ciò, non meritano affatto il posto che hanno.
Vi ringrazio vivamente per l'arduo lavoro che svolgete e l'impegno che ci mettete per far valere i nostri diritti.
Distinti saluti
Ten. (Cong) A.M
sabato 25 ottobre 2008
venerdì 24 ottobre 2008
Il Ministero della Difesa risponde ad un nostro collega via e-mail
Sig xxxxxxxxx
. in esito a quanto da Lei esposto, Le comunico che all'atto dell'arruolamento quale AUC (Allievo Ufficiale di Complemento), i concorrenti erano a conoscenza di firmare un contratto a tempo determinato con l'Amministrazione Difesa;
. i relativi bandi di concorso, pubblicati nel corso degli anni, offrivano agli Ufficiali in questione, al termine della relativa ferma, la possibilità di partecipare in relazione al titolo di studio posseduto e qualora in possesso dei requisiti richiesti ai concorsi per la nomina ad ufficiale in servizio permanente in cui erano, inoltre, previste riserve di posti fino all'80% di quelli messi a concorso.
Tagli alla Difesa
Inoltre, attualmente il personale impegnato per il sevizio di ordine pubblico e costretto a vivere dei disagi di notevole entità, infatti quelli impegnati su Chiaiano attualmente alloggiano in tende campali, mentre il personale impegnato su Roma si trova ad alloggiare in strutture recuperate all’ultimo momento ad esempio alcune in disuso da 2 anni e riattrezzate dagli stessi per potervi almeno dormire, mentre dall’altro canto in sbeffando tutto il personale che opera sul territorio, attualmente su Roma sono presenti diverse strutture destinate alla ricezione di personale militare e rispettivi familiari che viene anche per vacanza sulla Capitale sia in servizio che in quiescenza, senza entrare nel merito di chi sono la maggior parte dei fruitori di detto servizio, strutture che potrebbero invece essere messe a disposizione di detto personale ed evitare che quest’ultimi si trovino ad affrontare disaggi assurdi ed inutili, per nulla ripagati dall’indennità che percepisco di circa 30 € giornaliere, mentre, ad alimentare ulteriormente il disaggio sofferto, tutto il resto del personale impegnato per lo stesso tipo di servizio tra cui Carabinieri, Finanzieri e Poliziotti alloggiano in alberghi che le rispettive amministrazioni hanno preventivamente convenzionato per l’esigenza.
Se bisogna applicare dei tagli iniziamo a tagliare anche su queste infrastrutture per lo meno non necessarie, ogni FF.AA ha decine di strutture ricettive su tutto il territorio nazionale tra stabilimenti balneari e montani, foresterie nelle più importanti città, così recuperando fondi che potrebbero essere impegnati per altro, magari rinnovando il contratto e stabilizzare i precari, senza tralasciare quante unità sono impegnate per la gestione degli stessi.
Delegato COCER E.I. CMC BITTI dr Leonardo
Cell. 339/8089788
Statuto dei Lavoratori Militari - Conferenza stampa
Il documento, di concezione moderna, è l’attuazione delle norme costituzionali sulla libertà di pensiero e dignità dei lavoratori militari, nonchè sul loro rapporto di specialità con lo Stato.
La proposta di legge, elaborata dal SUPU con il contributo di varie Associazioni d’Arma e Combattentistiche e il Comitato dei Precari delle Forze Armate, sarà presentata dal Gruppo Parlamentare dell’MpA - Movimento per le Autonomie - con l’adesione di parlamentari sia dell’opposizione che della maggioranza.
Saranno presenti autorità politiche, istituzionali e sindacali.
giovedì 23 ottobre 2008
E-mail di un precario
A questo punto, posso affermare. Non siamo ipocriti... anche i nostri concorsi 'NON ERANO CRISTALLINI'!
'Fanno sempre così, specialmente quando si STUFANO o sanno che DEVE ENTRARE QUALCUNO. Senti a me, vai via e presenta ricorso. Vattene, togliti da qui, guarda che casino non rischiare pure la denuncia!'
martedì 21 ottobre 2008
E-mail di un anonimo
L'Italietta fa ridere.
Noi siamo addirittura peggio dei nostri rappresentanti politici!
Poi ad un certo punto arriva qualche pseudo-intellettuale (Vittorio Sgarbi, Bruno Vespa, Filippo Facci...) e se la cantano come vogliono, si rigirano la frittata, credono di "accaparrarsi" il pubblico senza personalità e senza opinioni proprie!
Italia del trucco: Italia che siamo
L’Italia è sfiduciata nelle Istituzioni, sfilacciata, mal governata; una mucillaggine sociale e una poltiglia di massa rassegnata all’inezia e che inclina verso il peggio, che si uccide e si ferisce nei festeggiamenti di capodanno. Insomma: un caos organizzato.
L’Italia dove non c’è libertà di stampa e di parola. I media appartengono ad una casta foraggiata dallo Stato e dai partiti politici; con emolumenti stratosferici, sottoposti a dipendenza e servilismo, nepotismo e clientelismo. I giornalisti sono precari, censurati ed intimiditi dal potere politico e giudiziario.
L’Italia dove i servizi pubblici sono indecenti: emergenza idrica; posta ferma nei depositi; rifiuti ammassati e bruciati per le strade; telefonia in monopolio mal funzionante ed intercettata; ferrovie nel caos, con passeggeri abbandonati o congelati, con treni affollati, sporchi, con legionella, pulci, cimici e zecche.
L’Italia dove non c’è giustizia: con abusi nelle carceri pieni di gente indigente e presunta innocente; con meno carceri per i reati più gravi; con 4 milioni di vittime di errori giudiziari.
L’Italia dove c’è illegalità e malagiustizia; con le 31.353 richieste in 3 anni di equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo; dove si spara nei tribunali o dove gli avvocati sono stressati.
L’Italia dove il fallimento di aziende sane è una fabbrica del reddito per gli operatori della giustizia.
L’Italia dove è impedita la difesa e l’accesso al gratuito patrocinio.
L’Italia dove le denunce penali non sono iscritte nel registro generale.
L’Italia dove tutti sono responsabili per le loro azioni, meno che i magistrati: casta impunita, ai quali il peggio che li può capitare è il trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale.
L’Italia dove è norma insabbiare i procedimenti penali contro gli stessi colleghi magistrati e i poteri forti e, nonostante tutto ciò, vi sia una marea di magistrati inquisiti.
L’Italia dove la magistratura è una casta con privilegi e segreti; definita come una lobby mafiosa, sovversiva ed eversiva, che influisce sul potere esecutivo e legislativo.
L’Italia dove vige l’impunità per i parlamentari, i magistrati, i commissari d’esame dei concorsi truccati; i funzionari pubblici non sono licenziati, pur condannati per gravi delitti.
L’Italia dove gli avvocati e i notai non sono stinchi di santo, abusando del loro status.
L’Italia dove la stessa magistratura, per la pseudo lotta alla mafia: usa l’incompatibilità ambientale per i magistrati scomodi o le lotte di potere per le carriere; o lincia Giovanni Falcone e Agostino Cordoba; o processa Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrestò Riina; o non confisca i beni sequestrati alla mafia.
L’Italia dove le indagini sulla massoneria e sulle stragi sono bloccate.
L’Italia dove risulta essere governata da politici drogati, ignoranti, pregiudicati, falsi, voltagabbana, puttanieri e mafiosi, assenteisti e costosi per la comunità.
L’Italia dove ci sono sprechi: aeroporti inutili, compagnie aeree e marittime inutili e dannose; opere pubbliche incompiute; voli di Stato; auto blu; pensioni faraoniche; privilegi faraonici ai parlamentari, ai magistrati, ai consiglieri regionali, ai funzionari pubblici, ai professori universitari, ai giornali.
L’Italia dove si “regalano” le case pubbliche ai politici.
L’Italia dove tutti e sempre sono in conflitto di interessi.
L’Italia dove le elezioni sono truccate.
L’Italia dove amministrare la cosa pubblica significa cadere in tentazione e delinquere.
L’Italia dove ci sono appalti pubblici truccati.
L’Italia dove gli impiegati pubblici sono malati, assenteisti e improduttivi.
L’Italia dove i militari sono condannati per tangenti, o segretano le morti per l’uranio impoverito o il vaccino.
L’Italia dove la polizia, l’arma dei carabinieri, la guardia di finanza sono accusati di violenza o altri reati, facendo fare i lavori sporchi ai vigilantes, considerati polizia di serie B.
L’Italia dove si elevano sanzioni amministrative truffa.
L’Italia dove ci sono collaudi falsi dei veicoli.
L’Italia dove ci sono abusi edilizi ed inquinamento atmosferico, inquinamento delle acque, inquinamento ambientale, inquinamento acustico.
L’Italia dove ci sono gli incendi boschivi redditizi.
L’Italia dove gli allievi sono più bravi degli insegnanti.
L’Italia dove per trovare lavoro ti devi asservire e far raccomandare, dove è inconsistente il collocamento pubblico o privato, se non per creare precariato.
L’Italia dove i sindacati sono un’altra casta, con poteri e privilegi.
L’Italia dove c’è sfruttamento dei lavoratori, addirittura sfruttamento a danno dei giudici onorari, dei giudici di pace, degli assistenti parlamentari, dei medici specializzandi, dei praticanti avvocato, dei giornalisti.
L’Italia dove c’è il mobbing nelle istituzioni.
L’Italia dove non c’è tutela della salute dei lavoratori e prevenzione degli infortuni.
L’Italia dove sono truccati gli esami scolastici e delle patenti, oltre che i test di ammissione alle università.
L’Italia dove tutti occupano un posto di responsabilità che non merita, in quanto sono truccati tutti i concorsi pubblici, compresi quelli forensi, giudiziari, accademici, notarili, giornalistici, sanitari, televisivi, inps, postali, scolastici, sportivi, canterini; negli enti locali i concorsi sono truccati, o sono concorsi senza concorso, o sono concorsi a sorteggio, o sono concorsi parentali.
L’Italia dove ci sono compagnie assicurative riunite in cartello, rincari RCA ingiustificati e inadempienze risarcitorie, sinistri truffa e avvocati con magistrati collusi tra di loro, che assicurano il risarcimento.
L’Italia dove ci sono truffe bancarie, le mani della giustizia sui banchieri e la piovra delle banche sulla giustizia, le banche come la più grande rete di connivenza con la mafia, l’usura bancaria.
L’Italia dove tutti evadono le tasse.
L’Italia dove c’è il caro prezzi ingiustificato.
L’Italia dove c’è lo sciopero selvaggio, senza rispetto e tutela dei diritti altrui.
L’Italia dove ci sono i falsi invalidi e le barriere architettoniche.
L’Italia dove gli stranieri clandestini emulano gli italiani.
L’Italia dove i padri separati rivogliono i loro figli.
L’Italia dove di pedofilia si abusa parlando o accusando.
L’Italia dove la politica crea clientelismo nella sanità e, per gli effetti, crea malasanità.
L’Italia dove, addirittura, lo sport e insito di dubbi sulla sua correttezza e lealtà.
Questa è l’Italia che siamo.
Grazie dell’attenzione.
Concorsi truccati: dimostrazione matematica
Schema ideale: due vincitori per un posto
"Truccati è una parola grossa", ribatte Luigi Donato, barone doc, ordinario di cardiologia alla scuola superiore Sant'Anna di Pisa, che è come dire la Normale, l'Olimpo delle scienze applicate, nonché presidente dell'area di ricerca del Cnr di Pisa, 1300 dipendenti, il più importante centro del Cnr in Italia.
"Il fatto è riprende Donato che il meccanismo che si è messo in piedi per questi concorsi facilita la realizzazione di soluzioni precostituite, che sono pienamente legittimate dal meccanismo perverso che è stato messo a punto".
Lei obietta sull'aggettivo truccati, ma concorsi del quale si conosce il vincitore in quale altro modo potrebbero essere chiamati?
"Parlerei di meccanismo perverso".
Ma una lotteria che ha sorteggio già determinato è una lotteria truccata. E non è la stessa cosa per un concorso?
"Attenzione, il fatto è che il collegio dei docenti della materia, che poi è la lobby, si trova d'accordo e dice: questa volta votiamo per te te e te. E perché votiamo per te per te e per te? Perché deve vincere il tale e il tal'altro".
Come funziona il sistema?
"La facoltà chiede un concorso per una materia, mettiamo cardiologia. La commissione ad esempio per i professori associati è formata da un membro interno e da quattro esterni, due ordinari e due associati".
Come fanno a controllare le nomine?
"Perché le nomine degli esterni vengono fatte dal collegio dei professori della materia, che è una lobby, la corporazione dei professori di quella materia, un'associazione, che non ha alcuna veste giuridica e sfugge a qualunque controllo anche del ministero".
Come può esserci un potere così assoluto sulle commissioni di concorso?
"Perché tutti quanti sono interessati. Perchè questa volta lo vinci tu e la prossima volta lo vinco io".
Formalmente chi costituisce la commissione?
"L'ho già detto. Viene eletta dal collegio, che in sostanza è un organo di governo spontaneo, interno alla categoria, che però fa da lobby e controlla completamente chi accede alle cattedre di quella determinata materia".
E la facoltà subisce le scelte della lobby?
"Normalmente questo gioco è fatto con l'accordo della facoltà che indice il concorso, ma poiché per regolamento dovranno uscire due vincitori, ci si mette d'accordo per far uscire la coppia che va bene a tutti".
Ma sono uno o due i posti da assegnare?
"No, deve essere coperto un posto".
Allora perché vengono scelti due vincitori?
"Perché il secondo sarà destinato ad altra sede".
E la facoltà?
"La facoltà può prendersi o l'uno o l'altro o nessuno dei due. Ed è un meccanismo perverso perché tutti quanti all'interno della corporazione sono in qualche modo, se mi si passa la parola, ricattabili. Perché se non stai a questo accordo, tu la prossima volta non avrai questo o quest'altro posto".
Meccanismo perfetto.
"Ma se per caso il desiderio della facoltà non collima con il desiderio della corporazione succede un pasticcio, per esempio succede che i candidati, che non sono graditi dalla lobby, vengono invitati a ritirarsi".
Se non sono graditi alla facoltà, chi vince, la facoltà o la lobby?
"Normalmente la lobby. Ad esempio c'è stato un concorso di recente, in cui c'era conflitto tra facoltà e corporazione. Così le persone non gradite sono state invitate a ritirarsi. Su nove se ne sono ritirati più della metà. E questa è una cosa che è abbastanza frequente".
Il dire che questo andazzo non è poi cosa così grave mi pare derivi più dalla diffusione del malcostume che dalla gravità del medesimo.
"Infatti è gravissimo. Però bisogna fare attenzione, non si può dire che sia un meccanismo universale, è assai meno grave anche in medicina e nel settore delle discipline di base, quelle non professionali o anche in altri facoltà come lettere e ingegneria".
Lì non succede?
"Voglio dire che c'è sempre l'accordo di massima ma non c'è la manfrina su quelli da far ritirare".
Che cosa fa la differenza?
"Secondo me tutto è legato alla connessione tra l'attività clinica ospedaliera professionale e la posizione accademica, perché è una posizione di potere non soltanto accademico ma anche economico".
Come uscirne?
"Come ha annunciato il ministro Moratti e come fanno le grandi università del mondo. Non si fanno concorsi, si fa la cooptazione. Mi va bene il tale e chiamo il tale".
Perché allora c'è il concorso?
"Perché consente il controllo da parte della lobby".
Ma il risultato sarebbe ottenuto nello stesso modo.
"No, io ho lavorato alla Columbia University, in Germania, in Olanda, in Inghilterra, in Svezia. E lì decide o il consiglio di facoltà o il preside, c'è una struttura che decide e che ha tutto l'interesse alla più alta qualificazione".
Mentre i concorsi farsa rispondono a quale interesse?
"Al fatto che una disciplina venga controllata. Oltrettutto in questo modo si è esasperato il localismo".
L'irresistibile ascesa del cretino locale, è il titolo di un saggio sul problema.
"Esatto, perché far venire un professore da fuori comporta un peso in più sul bilancio della facoltà, mentre far vincere uno interno quasi non incide perché è poca cosa la differenza tra lo stipendio di un professore associato e quello di ordinario. Sono inverosimili idiozie, che finiscono con il dequalificare il sistema. Parliamo tanto di autonomia e dunque applichiamola, chi la userà bene andrà su, chi la userà male andrà giù".
E-mail di un anonimo
Mi veniva in mente una storiella realmente accaduta ad una mia amica (non faccio nomi) qui a Palermo.
Praticamente dopo essersi laureata in architettura questa mia amica voleva entrare a lavorare all’Università e quindi ha partecipato ad un concorso. Passato lo scritto doveva affrontare l’esame orale. Iniziarono gli interrogatori e durante l’esame di una delle aspiranti, la ragazza che era in quel momento sotto esame riceve una telefonata al suo cellulare privato. Risponde e poi passa il cellulare ad uno dei membri della commissione!!!!!!!!!!!!
Inutile dire che quella ragazza ha passato l’esame, la mia amica invece no.
Che i concorsi in Italia sono truccati ormai si sa ma che le persone non trovano neanche più vergogna, che non cercano neanche più a nascondere questo fatto, è una cosa veramente abominevole!
Pensando poi che stiamo parlando di un reato vero e proprio!!!!!
Li sbatterei in galera uno per uno!!!!
STORIA DI UN CONCORSO TRUCCATO...
E-mail di un anonimo
L’altro giorno la capitale d’italia e la sua gentile arietta hanno ospitato il sottoscritto, pronto per un concorso pubblico.
Due minuti per spiegare le regole e si parte.
Alla fine della prima prova ci chiedono di uscire per poter preparare la successiva, alcuni escono, altri no (magagna 5).
Durante il terzo scritto, estremamente difficile, la simpatica vecchietta dice ad alta voce: “i signori J, K, Y, W e Z non hanno ancora scritto il nome sulle precedenti cartelle, alla fine di questa venite a scriverli” (magagna 6).
Una volta finito, ci invitano ad andare presso un altro ufficio, ben distante dalla sede d’esame, così da verificare l’eventuale convocazione per l’orale e non avere l’opportunità di controllare il proprio scritto (magagna 7).
Misteriosamente, nonostante sia molto ferrato sulla materia, non vengo convocato.
Io ne ho viste 7 di magagne, potevano cambiare l’esito semplicemente compilando una nuova scheda e facendo inserire alla fine i nomi dei prescelti, oppure dettare i nomi degli eletti all’altro ufficio.
Bene, non mi resta che brindare a chi organizza questi fantastici concorsi e ai loro figli, che possano nascere deformi, io tornerò fuori dai confini italici e ci resterò per molto tempo, almeno finché non si smetterà di parlare di politica e calcio.
Annullato concorso RS Aeronautica di Guidonia

FONTE
lunedì 20 ottobre 2008
Convocazione per il 22 ottobre 2008
Generali nelle scuole, concerti e carrarmati
Per questo La Russa ha pensato di fare le cose in grande: la festa sarà di fatto trasferita dal 4 novembre (un martedì) al week-end dell'8-9.
venerdì 17 ottobre 2008
Volevo essere un soldato
Uscendo dalla vestizione, ricordo gli sguardi tristi dei miei uomini, quei soldati che avevo addestrato e con i quali avevo trascorso momenti indimenticabili, increduli che quel giorno li avrei lasciati per sempre: "Sten, dove vai?", disse uno di loro.
Nel corso degli anni cercai di dimenticare il passato immergendomi nel lavoro, regalando alla mia famiglia una vita tranquilla ed agiata ma...non c'era nulla da fare.
Poi, un giorno, agli inizi degli anni 2000, sbirciando tra le pagine della rivista UNUCI, ecco apparire quella frase che avrebbe nuovamente ridato slancio a tutta la mia vita: "diventa riservista volontario.
La mattina mi alzai di buonora per recarmi presso il Distretto Militare e fornire la mia disponibilità al richiamo nelle "Forze di Completamento Volontarie" (la moderna riserva del nostro esercito).
Gli Ufficiali mi illustrarono il funzionamento di tutta l'attività di militarizzazione e dei miei diritti, senza trascurare la conservazione del posto di lavoro.
Quanto sopra era ribadito nella "Domanda di disponibilità al richiamo" (sezione 3 – diritti del personale richiamato), un documento fornito dall'Amministrazione Militare indispensabile per l'inserimento nella banca dati delle Forze di Completamento.
Non me lo feci ripetere due volte! Felice di tornare ad indossare l'uniforme, diedi immediatamente il mio consenso.
Ovviamente, dinanzi a tale mia decisione, la direzione non fece i salti di gioia ma si limitò ad evidenziare l'inutilità di quel mio servizio nei confronti dello stato: "mandali tutti affanc... stì militari".
Quelle parole suscitarono in me l'effetto contrario, rinforzando la mia scelta.
Il 10 novembre 2003, giunto al reparto, mi misi subito al lavoro, distinguendomi per le "elevate capacità professionali e per l'impegno incondizionato alle attività di istituto" (parole tratte da un elogio scritto ricevuto dal mio comandante).
Mancavano ormai una decina di giorni al termine del periodo di richiamo e tutto procedeva con una certa tranquillità.
Decisi allora di prendere la palla al balzo, come si suol dire, ed accettare una proposta di prolungamento del richiamo. In questa maniera, oltre a portare a compimento tutti i lavori assegnati dal comando, avrei potuto far valere i miei diritti nei confronti dell'azienda, senza subire giornalmente intimidazioni ed atti di mobbing in genere.
Il periodo di richiamo si concluse il 31 marzo 2004 ed il giorno successivo mi presentai sul posto di lavoro.
Cosciente del fatto che nei mie confronti si stava consumando un grave reato (tentativo di attribuzione di una mansione di livello inferiore) ma impotente e solo dinanzi alle decisioni aziendali, non feci obiezioni: rimarcai al proprietario il mio disaccordo e mi incamminai verso il reparto.
Si trattava di una situazione veramente umiliante e spregevole perché, da responsabile, mi ritrovai a prendere ordini da tutti.
Il macchinario assegnatomi era uno dei peggiori: privo di aspiratori, rumorosissimo e soprattutto talmente veloce da impazzire.
Per sfuggire da quell'inferno, accettai un nuovo richiamo alle armi, questa volta per un periodo di 8 mesi, durante il quale l'azienda, tentò costantemente di licenziarmi ricorrendo alla "giusta causa".
Ricordo in particolare quando mi accusarono ingiustamente di danni all'attività produttiva, per aver attivato delle password che rendevano inutilizzabili i computer aziendali.
Il tempo, come si sa, scorre inesorabile ed anche in questo caso arrivò il giorno del congedo.
Il rientro sul posto di lavoro, questa volta, non fu affatto indolore.
Difatti, oltre a non trovare più il cartellino per la vidimazione delle presenze, per tutti i dipendenti collocato all'ingresso dell'unità produttiva, venni invitato a lasciare lo stabilimento per usufruire di quindici giorni di ferie forzate inesistenti!!!
Avevo ben compreso come l'intenzione era quella di allontanarmi dall'azienda trovando un pretesto per licenziarmi.
Il sospetto che volessero allontanarmi dall'azienda era fondatissimo.
L'azienda stava cercando di screditarmi agli occhi dell'Amministrazione Militare, in modo tale da "tagliare" la principale fonte di sostentamento (cioè i richiami) e lasciarmi senza lavoro.
Grazie a Dio, il mio vecchio capo ufficio, divenuto comandante di reparto, riuscì ad "eludere la sorveglianza" riuscendo a richiamarmi alle sue dipendenze.
Fu questo un periodo di aspre battaglie con l'azienda, caratterizzate da una lunga serie di botta e risposta.
Abbandonato anche dalla Forza Armata, senza un lavoro, dovendo mantenere la mia famiglia e contestualmente pagare il mutuo della casa, non sapevo più dove sbattere la testa.
Consigliato dal mio comandante, fui costretto a prendere la decisione più drastica: le dimissioni dall'azienda.
In questo modo quindi, persi il mio posto di lavoro a tempo indeterminato e, dal dicembre del 2006 lotto disperatamente per avere dalla Forza Armata un posto di lavoro in servizio permanente.
Ho scritto a "mezzo mondo": Ministro della Difesa, Onorevoli, Ordine di Malta (sono anche ufficiale del SMOM, corpo ausiliario nel cui servizio permanente si entra per designazione del presidente dell'associazione), Presidenza della Repubblica, Militari.
Visto quanto accaduto, è chiaro che la legge che disciplina il richiamo alle armi offre limitate garanzie di tutela del posto di lavoro.
Dal giorno del congedo, a 40 anni di età, non sono più riuscito a trovare un impiego di lavoro!!!
Quale sarà il mio futuro di uomo?
Ten. f. (cong.) Roberto MATTEI
giovedì 16 ottobre 2008
E-mail per Michele Santoro: "Il Precariato nelle FF.AA."
mercoledì 15 ottobre 2008
FORZE ARMATE: SI PREPARA LA SHOAH
-Concentrazione mezzi e sistemi e relative capacità manutentive in 2-3 grandi strutture interforze;
-Chiusura di arsenali e stabilimenti della Difesa;
-Profonda riorganizzazione strutturale dell'Area tecnico-amministrativa della Difesa;
-Acquisizione diretta di entrate finanziarie diverse da quelle pubbliche da parte delle strutture organizzative: sponsorizzazioni, eventi addestrativi mediatizzati, pubblicazioni, vendita di materiale mediatico, partecipazione a convegni, studi e consulenze tecniche;
-Spinta all'informatizzazione con apertura diretta al pubblico via internet delle strutture amministrative, documentali, per il trattamento economico, la gestione e la selezione del personale;
-Estensione dell'orario di servizio, flessibilità di impiego per esercitazioni ed attività operative, eliminazione dell'indennità di lavoro straordinario e dei recuperi;
-Concorsi e prestazioni da parte della Difesa a favore di altre amministrazioni;
-Minimizzazione delle cerimonie militari e accorpamento con attività addestrative;
-Ridimensionamento ed eventuale cancellazione dell'outsourcing;
-Trasformazione dei soggiorni militari in strutture generatrici di entrate o non onerose per la Difesa;
-Piena utilizzazione dell'obbligo di prepensionamento previsto dalla recente normativa per il "deflusso" del personale anziano non più proficuamente impiegato.
La prima domanda che sorge dalla lettura dei provvedimenti allo studio è: perchè?
Azzardiamo una ipotesi: tutti sono al corrente del recente disastro che ha coinvolto la nostra compagnia di bandiera, l'Alitalia, e molti sapranno che il premier Berlusconi e gli attuali esponenti della maggioranza ne hanno fatto un cavallo di battaglia in campagna elettorale, esattamente come per la questione sicurezza, quest'ultima risolta (sic!) dal governo attualmente in carica con una raffica di tagli senza precedenti che hanno fatto dichiarare al Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Camporini, che di questo passo le FF.AA. si ridurranno ad un semplice ente erogatore di stipendi.Ma torniamo all'Alitalia.
Tagli alla Difesa, Soldati a rischio sicurezza
martedì 14 ottobre 2008
Sky, 14 ott 2008, ore 18:00, canale 936
lunedì 13 ottobre 2008
Sole 24 Ore di venerdì 10 ottobre 2008, pagina 25
di Ludovico Marco