“Ci sarà l'alba di un nuovo giorno anche per noi. Un'alba in cui ci sentiremo di nuovo bene e capiremo di non aver sbagliato percorso. Un'alba in cui ci sentiremo orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare. Un'alba che arriverà anche grazie a chi, quando staremo per cadere, ci porgerà la mano. E anche grazie a chi non lo farà” (Braveheart)

"Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso. La creatività nasce dall'ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono i meriti. E' nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza. Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo. Invece di questo, lavoriamo duro! L'unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla" (Albert Einstein 1879-1955)
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...la flessibilità è una caratteristica meritevole, la precarietà è uno stato di sofferenza...
"Esorto tutti ad una presa di coscienza, esorto tutti a non subire un trattamento ignomignoso. Invito tutti a non subire gli eventi ma partecipare agli stessi. Bisogna portare ogni vicenda, ogni torto, ogni intento dilatorio dinanzi alle sedi giudiziarie ed in tutti i gradi del giudizio. Bisogna essere uniti e partecipi."
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STABILIZZAZIONE DEL RUOLO UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE

La Comunità Europea con Direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, ha stabilito il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutti i lavoratori a tempo determinato del settore privato e pubblico (tanto per chi soggiace a diritto pubblico quanto per chi viene sottoposto a diritto privato) una volta che venissero maturati determinati requisiti.

L’ITALIA, in applicazione della riportata Direttiva 1999/70/CE ha emanato il Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368, che garantisce, tra le altre cose, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato a tutti i dipendenti a tempo determinato, una volta che vengano superati i trentasei mesi di servizio con proroga.

Le sentenze della Corte di Giustizia Europea Ruoli C-212/04, C-53/04, C-180/04, tra luglio e settembre 2006, hanno ribadito il diritto alla trasformazione del rapporto a tempo indeterminato per tutta la compagine dei dipendenti pubblici (confermando il contenuto di cui alla Direttiva 1999/70/CE), ovvero anche il diritto al risarcimento per equivalente.

Di conseguenza, lo Stato Italiano, in deroga all’art.36, c.5, D.Lgs. n.165/01, il 27.12.2006, con Legge 296/06 (Finanziaria 2007) ha disposto (art. 1 cc.417, 420, 519, 523, 526), la stabilizzazione (id est: trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato, a tempo indeterminato) di tutto il personale della Pubblica Amministrazione assunto a tempo determinato per un periodo superiore ai 36 mesi, a partire da quello in servizio al 01.01.2007; infatti sarebbe risultato eccessivamente oneroso per le finanze statali procedere alla concessione di un immediato “risarcimento per equivalente” a tutto il personale in possesso del citato requisito.

La “Stabilizzazione” è semplicemente una sanatoria, conseguente a contingenti decisioni prese in ambito europeo.

Per inciso, durante l'anno 2009, il Sig. Y. G., un ufficiale ausiliario del Corpo delle Capitanerie di porto (congedato durante l’anno 2007), è stato stabilizzato nella P.A. proprio in virtù del triennio di servizio maturato nel Corpo delle Capitanerie di porto

Si vuole infatti precisare che il comma 519, articolo unico della legge finanziaria 2007, ha disposto una procedura di assunzione straordinaria di personale della Pubblica Amministrazione, parallela, anche se diversa, a quella relativa alle ordinarie assunzioni.

Secondo la "Difesa" il comma 519, articolo 1 della legge n. 296/06 prevede la stabilizzazione del personale del pubblico impiego in ragione del 20% del fondo di cui al comma 96, art.3, Legge n. 311/04.

Il riportato "fondo" afferisce la disponibilità nei riguardi delle assunzioni in deroga al c.d. blocco del "turn over" stabilito con il comma 95, art. 3, Legge n. 311/04.

Tale divieto generalizzato di assunzioni di personale a tempo indeterminato imposto alle pubbliche amministrazioni per il triennio 2005-2007 dal comma 95 dell'articolo unico della finanziaria 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311), non riguarderebbe il personale dipendente delle Forze armate, e ciò in quanto la detta norma precisa che sono fatte salve le assunzioni connesse con la professionalizzazione delle Forze armate di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, ed alla legge 23 agosto 2004, n. 226.

Conseguentemente, le Forze Armate non potrebbero accedere allo speciale fondo, istituito dal successivo comma 96 per finanziare, in deroga al divieto di cui al suddetto comma 95, quelle assunzioni che si rendessero necessarie per fronteggiare indifferibili esigenze di servizio di particolare rilevanza ed urgenza; pertanto i dipendenti precari delle Forze Armate non potrebbero beneficiare delle stabilizzazioni di cui al comma 519 dell'articolo unico della finanziaria 2007 (L. n. 296/2006), in quanto tale disposizione, per istituire il necessario nuovo fondo per finanziare tali stabilizzazioni, scorpora il 20% del fondo di cui al citato comma 96 della finanziaria 2005.

A ben guardare, il comma 519, articolo 1 della legge n. 296/06 prevede la c.d. stabilizzazione del personale del pubblico impiego statuendo apposito fondo, corrispondente ad una quota (20%) delle risorse di cui al precedente comma 513, e non già al c. 96, art. 3, L. 311/04 tout court; in particolare, si sottolinea che il comma 513 rifinanzia il fondo di cui al c. 96.

Ma già il comma 96 art.3, L.311/04 consisteva in un rifinanziamento del precedente fondo c.d. "in deroga al blocco delle assunzioni" stabilito dall'art. 3, comma 54, della legge n. 350 del 2003.

Il comma 55 della sessa legge stabiliva, poi, che le deroghe di cui al precedente comma – quindi le richieste di assunzione in deroga al "blocco" - erano autorizzate secondo la procedura di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni; e che nell’ambito delle procedure di autorizzazione delle assunzioni è prioritariamente considerata l’immissione in servizio degli addetti a compiti connessi alla sicurezza pubblica, al rispetto degli impegni internazionali, alla difesa nazionale, al soccorso tecnico urgente, alla prevenzione e vigilanza antincendi e alla protezione civile; con ciò autorizzando anche le Forze Armate (in particolare il Ruolo Ufficiali) all'accesso al fondo di che trattasi, come infatti è avvenuto.

A fortiori si sottolinea che in tutti i provvedimenti di Autorizzazione all'assunzione del personale nelle pubbliche amministrazioni in deroga al c.d. "blocco", per gli anni 2004-5-6 e proprio per lo stesso anno di riferimento della stabilizzazione – 2007 - (cfr: D.P.R. 25 agosto 2004, D.P.R. 6 settembre 2005, D.P.R. 28 aprile 2006, D.P.R. 29 novembre 2007), è previsto il beneficio di una parte del fondo di che trattasi in favore del personale delle FFAA.

Nonostante tanto, la "Difesa", in maniera alquanto contraddittoria, sostiene le FFAA essere sottratte al beneficio di cui alla spartizione del fondo in parola.

Invero le Forze Armate, non sono esonerate in toto dal suddetto blocco generalizzato delle assunzioni, né, di conseguenza, ad esse è precluso l'accesso al fondo di cui al comma 96 art. 1 L. 311/04.


Assunzioni connesse con la professionalizzazione

La norma infatti non fa salve tutte le assunzioni delle Forze armate, ma soltanto quelle finanziate dalla legge 14 novembre 2000, n. 331, dal decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e dalla legge 23 agosto 2004, n. 226, ovverosia:

· per quel che attiene le FFAA, le assunzioni relative ai ruoli non direttivi e quelle del personale destinato all'inquadramento, alla formazione ed all'addestramento dell'organico da professionalizzare;

· per quel che attiene il Corpo delle Capitanerie di porto, le sole assunzioni delle categorie del ruolo truppa;

tanto, a mente della L. 331/00 e dell'art. 23, c. 3, e dell'art. 28, c. 1, L. 226/04, (come, peraltro confermato dallo stesso D.P.R.6 settembre 2005).

Infatti, la normativa relativa alla professionalizzazione di cui alla Legge 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04, prevede (in coerenza con gli oneri di cui alla tabella "A" della L. 331/00, e a decorrere dall'anno 2007, dalle tabelle "C" ed "E" di cui alla L. 226/04), per quel che attiene le Forze Armate (ad esclusione del corpo delle Capitanerie di porto):

· l'aumento di 10.450 unità del ruolo dei volontari di truppa in servizio permanente,

· il reclutamento di 30.506 volontari del medesimo ruolo in ferma prefissata,

· il mantenimento in servizio di circa 31.500 volontari di truppa in ferma breve,

Di più stabilisce che al fine di compensare il personale in formazione è computato un contingente di volontari in ferma prefissata di un anno determinato annualmente nelle misure di seguito indicate:

· 4.021 unità nell'anno 2005;

· 821 unità, in ciascuno degli anni dal 2006 al 2011;

· 749 unità, in ciascuno degli anni dal 2012 al 2020.

Infine dispone, al fine di inquadrare, formare e addestrare i volontari in ferma prefissata di un anno, un contingente di personale militare determinato annualmente nelle misure di seguito indicate:

· nell'anno 2005: 210 ufficiali, 350 marescialli, 350 sergenti, 1.743 volontari in servizio permanente;

· negli anni dal 2006 al 2007: 120 ufficiali, 200 marescialli, 200 sergenti, 996 volontari in servizio permanente;

· negli anni dal 2008 al 2020: 90 ufficiali, 150 marescialli, 150 sergenti, 747 volontari in servizio permanente.

Per quel che riguarda il Corpo delle Capitanerei di porto l'assunzione ed il mantenimento in servizio di:

· 3.500 volontari di truppa in servizio permanente del Corpo delle Capitanerie di porto,

· 1.775 volontari in ferma ovvero in rafferma del Corpo delle Capitanerie di porto,

In più al fine di compensare il personale in formazione non impiegabile in attività operative stabilisce un contingente di volontari in ferma prefissata di un anno nelle misure di seguito indicate:

· 200 unità nell'anno 2005;

· 235 unità negli anni 2006 e 2007;

· 5 unità in ciascuno degli anni dal 2008 al 2015.

Sotto tale segno la normativa sulla professionalizzazione delle Forze Armate prevede precisi fondi per l'attuazione del disposto normativo stesso (infatti, ai sensi dell'art. 81 della Costituzione Italiana, ogni legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte).

Da tanto, si precisa che gli unici oneri e relativi fondi previsti dalla detta normativa per l'assunzione del personale da professionalizzare si rinvengono nella Tabella "A" di cui alla legge 331/00 e alle Tabelle "C" ed "E" di cui alla L. 226/04; ovverosia 500.000.000 euro per le FFAA e 70.000.000 per il ruolo truppa delle Capitanerie di porto.

Tanto a fronte di una spesa pari a 9.000.000.000, per mantenere il personale delle Forze armate (escluso il Corpo CP), e di 500.000.000 per quello del Corpo delle Capitanerie.

Per quanto sopra citato, risulta di tutta evidenza che le uniche assunzioni del ruolo ufficiali connesse con la professionalizzazione delle FFAA di cui alle leggi 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04 attengono i seguenti contingenti:

a) nell'anno 2005, 210 ufficiali;

b) negli anni dal 2006 al 2007, 120 ufficiali;

c) negli anni dal 2008 al 2020, 90 ufficiali.

Per le restanti assunzioni di ufficiali delle FFAA, invece, si utilizzano gli ordinari stanziamenti inscritti nei fondi strutturali del Dicastero della Difesa, che, logicamente nulla hanno a che fare con i fondi e quindi con le assunzioni di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04.

Per quel che attiene il Corpo delle Capitanerie, invece, alcuna componente del ruolo ufficiali è legata alla formazione del personale da professionalizzare; infatti il reclutamento degli ufficiali del "Corpo" interviene grazie agli ordinari stanziamenti del Dicastero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Risulta, poi, del tutto inconferente con le assunzioni connesse con la professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04) l'inclusione, a partire dal 01.01.2006, delle dotazioni organiche del Ruolo Ufficiali delle FFAA nel decreto di cui all'art.2, c.3 del D.Lgs. 215/04.

Infatti la Legge 2 Dicembre 2004, n.299 (non già il D.lgs. 215/01) stabilisce da un lato, le dotazioni organiche del ruolo ufficiali, dall'altro, che il reclutamento del ruolo ufficiali è regolamentato secondo le disposizioni di cui all'art.60 e seg. del D.Lgs. 490/97, fino all'anno 2009, con ciò vanificando ogni tentativo di ricondurre in toto l'assunzione del personale del ruolo ufficiali delle FFAA o la determinazione organica dello stesso alla normativa sulla professionalizzazione di cui alla L.331/00, al D.Lgs. 215/01, e alla L. 226/04.

Ammesso e non concesso, poi, che la circostanza possa definirsi dirimente della connessione delle assunzioni del Ruolo Ufficiali delle FFAA con la normativa sulla professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04), comunque il Ruolo Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto ne sarebbe escluso, stante la mera considerazione che l'ultimo decreto sull'organica del detto ruolo datato 9.11.2004 risulta adottato ai sensi e per gli effetti del combinato del disposto normativo di cui all'art. 1 e 60 del D.Lgs. 490/97, attinente il "Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali, a norma dell'articolo 1, comma 97, della legge 23 dicembre 1996, n. 662", pertanto altra destinata normativa del tutto inconferente con la Professionalizzazione delle FFAA.

Né la normativa sulla professionalizzazione prevede alcunché per il Ruolo Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto; anzi a ben vedere la gestione del detto personale viene ex lege esclusa dallo stesso dettato normativo (cfr: art.3, c. 1, lett. a, L. 331/00, art. 1, c.1 D.Lgs. 215/01, art. 27, 28 L .226/04).

La prova di tanto si ha nel D.P.R. 6 settembre 2005, recante "autorizzazione ad assunzioni di personale nelle pubbliche amministrazioni, a norma dell'articolo 1, commi 95, 96 e 97 della legge 30 dicembre 2004, n. 311".

Infatti in tale anno aldilà delle 210 assunzioni di ufficiali delle FFAA connesse con la professionalizzazione si sono assunti circa 450 ufficiali delle FFAA, con i fondi per le assunzioni in deroga.

Se effettivamente fosse come sostenuto dalla Difesa, ovverosia che a far data dal 1.01.2006 tutte le assunzioni del ruolo ufficiali fossero connesse con la normativa di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04, ci si domanda come potrebbe mai essere che proprio la stessa normativa sulla professionalizzazione disponga per l'anno 2005 l'assunzione di personale che, secondo la Difesa, solo a far data dall'anno successivo avrebbe dovuto "rientrare" tra le assunzioni connesse con la professionalizzazione; ovvero anche, come sia stato possibile per il ruolo ufficiali delle FFAA attingere lo stesso anno (2005) tanto ai fondi sulla professionalizzazione tanto a quelli sulla stabilizzazione, se non in virtù di un "diversa" destinazione delle risorse!

Infatti, ammesso e non concesso – perchè è circostanza impossibile, né mai provata –, poi, che a partire dal 2006 le risorse già previste specificamente per la professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04), siano state utilizzate anche per l'assunzione del Ruolo Ufficiali delle FFAA, questo non dovrebbe significare che in quel momento le Forze armate sono state "sottratte al blocco delle assunzioni ed alla relativa deroga di cui al comma 96.

Si tratterebbe, come è evidente, di differenti risorse economiche, a cui le Forze Armate (in particolare il Ruolo Ufficiali) hanno avuto accesso alternativamente, in relazione alle proprie esigenze concrete ed alle concrete disponibilità dei relativi fondi, tutti in astratto accessibili.

Ma si ribadisce che la circostanza è del tutto irrealistica stante il fatto che le risorse messe a disposizione dalla professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04) hanno interessato il solo personale "non direttivo" delle FFAA, del quale notoriamente non fa parte il Ruolo Ufficiali; eccezion fatta per il personale assunto per la formazione, mai l'assunzione di alcun ufficiale delle Forze armate è stata garantita da alcun fondo sulla professionalizzazione, né è possibile riscontrare una simile affermazione nella normativa di che trattasi.

Ora, se già nel 2005, come del resto anche nel 2006 e addirittura nello stesso 2007 le FF.AA. sono state autorizzate ad accedere al detto fondo - per giunta proprio per le assunzioni che si vorrebbe far ricadere nella professionalizzazione, quelle che sarebbero dovute essere certamente escluse dal blocco e dal relativo fondo - non si vede per quale ragione le Forze armate non abbiano proceduto a richiedere l'autorizzazione all'accesso al fondo de quo anche per la richiesta di stabilizzazione dei propri "ufficiali precari", peraltro per far fronte a nuove ed autonome esigenze (quelle relative appunto alla stabilizzazione dei dipendenti precari), totalmente diverse, se non addirittura diametralmente opposte, a quelle sottese alla professionalizzazione.

Peraltro, si aggiunga sommessamente che, anche a voler escludere l'accesso delle FF.AA. all'originario fondo di cui al comma 96 della finanziaria 2005, si deve tener presente che, nel momento in cui la finanziaria 2007 ha scorporato il 20% del suddetto fondo, ha bloccato tale quota, mutandone la destinazione. In altri termini, quel 20% non fa più parte del fondo originario, ma costituisce un nuovo fondo, con una nuova destinazione, accessibile soltanto per finanziare le stabilizzazioni di cui al comma 519 della finanziaria 2007. Di conseguenza l'originaria destinazione del primo fondo (le assunzioni urgenti in deroga al blocco del turn over) diventa oggi del tutto irrilevante con riferimento a quel 20% che oggi costituisce un fondo nuovo, autonomo e diverso.

Con specifico riferimento agli Ufficiali, la "Difesa" afferma che le assunzioni a tempo indeterminato (rectius in S.P.E.) degli Ufficiali non potrebbero accedere al fondo di cui al comma 519, in quanto si tratterebbe di assunzioni "funzionali" alla riforma della professionalizzazione, che dunque andrebbero effettuate solo con i fondi propri della professionalizzazione, e non con i fondi del comma 519.

Tuttavia, neanche tale assunto pare condivisibile. Innanzi tutto lascia perplessi il fatto che le assunzioni a tempo indeterminato degli ufficiali delle FFAA possano essere considerate istituto giuridico connesso alla riforma della professionalizzazione, visto che già all'epoca dei fatti (1 gennaio 2007) la riforma era compiuta, in quanto legata alla contingenza dell'abolizione del servizio di leva e alla riduzione dell'organico delle FFAA a 190.000 unità, dunque fisiologicamente temporanea, pensata e realizzata per la "graduale sostituzione leva con militari di professione" (si vedano in tal senso le norme istitutive di tale riforma: legge 14 novembre 2000, n. 331, decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, legge 23 agosto 2004, n. 226).

Inoltre, anche a volere riscontrare tale rapporto funzionale, ciò non toglie che le stesse assunzioni possano essere considerate altrettanto necessarie (al pari degli omologhi colleghi dell'Arma dei Carabinieri) pure con riferimento alla stabilizzazione dei precari, e ciò proprio in base alla ratio sottesa al comma 519.

D'altronde, non bisogna dimenticare che il comma 519 disciplina non le assunzioni tout court, bensì solo quelle mirate, appunto, alla stabilizzazione dei precari. In altri termini, se l'Ufficiale "militare di professione" è pure precario, non si vede per quale ragione non possa accedere alla stabilizzazione ex art. 519.

Peraltro è solo il caso, brevemente di accennare che il c. 95, L. 311/04, non fa salve solamente le assunzioni connesse con la professionalizzazione delle FFAA di cui alle leggi L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04, ma pure quelle connesse con la professionalizzazione dell'Arma dei carabinieri di cui all'articolo 3, comma 70, della legge 24 dicembre 2003, n.350.

Queste ultime assunzioni, in particolare, intervengono a completamento del programma di sostituzione dei carabinieri ausiliari (di cui all’art. 21 della legge 28 dicembre 2001, n.448 e dell’articolo 34, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289), che dispone che in relazione alla necessità di procedere alla progressiva sostituzione dei carabinieri ausiliari in deroga a quanto stabilito dall’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, è attivato un arruolamento di contingenti annui di carabinieri in ferma quadriennale.

Il successivo c. 96 art. 1 della L. 311/04 ha disposto, in deroga al divieto di cui al comma 95, per le amministrazioni ivi previste, apposito fondo per le assunzioni che si rendessero necessarie per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, asservendo l'autorizzazione alle modalità di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n.449, e successive modificazioni.

Ha, infine, statuito al c.96 che nell’ambito delle procedure e nei limiti di autorizzazione all’assunzione di cui al comma 97 è prioritariamente considerata l’immissione in servizio, in particolare, del personale necessario per assicurare il rispetto degli impegni internazionali e il controllo dei confini dello Stato, e degli addetti alla difesa nazionale.

Con ciò, pertanto, da un lato, ha escluso l'accesso al fondo di che trattasi al ruolo truppa tanto delle tre FFAA quanto dell'Arma dei Carabinieri, in quanto dotati di specifico fondo per le assunzioni connesse con la professionalizzazione dello stesso ruolo; dall'altro, ha riservato al personale del Ruolo Ufficiali sia delle FFAA che dell'Arma il beneficio di cui al c. 96, art. 1, L. 311/04.

Invero la finanziaria 2007 ha voluto estendere le risorse destinate alla stabilizzazione scorporando, in aggiunta, anche una porzione del già citato fondo, distinto ed autonomo istituito proprio per la riforma della professionalizzazione.

Di conseguenza, l'accesso al fondo ex comma 96 non può essere precluso in modo generalizzato alle Forze armate, ma al contrario costituisce una risorsa finanziaria a cui anche le FF.AA. (ed in particolare il ruolo ufficiali) possono accedere.

Ciò è comprovato anche dal successivo comma 97, che prevede, proprio con riferimento alle suddette autorizzazioni in deroga al c.d. blocco del turn over, che sia "prioritariamente considerata l'immissione in servizio degli addetti a compiti di sicurezza pubblica e di difesa nazionale" - peraltro ripercorrendo quanto già disciplinato dal riportato comma 55, articolo 3, L. 350/03 -.

Nel merito è solo il caso di accennare l'evidenza della frase che coinvolge le FFAA, e non già i soli corpi di polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e corpo della Guardia di Finanza); infatti, qualora il legislatore avesse voluto intendere gli appartenenti alle sole forze di polizia (tanto ad ordinamento civile quanto militare), gli sarebbe bastato citare gli addetti a compiti di sicurezza pubblica; tutto ciò, come è noto, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 57 del C.P.P.

Il legislatore ha, comunque, messo a disposizione ulteriori risorse (di cui all'art. 1, c. 417, 419, L. 296/07); a fortiori nella circolare del 24 marzo 2007 del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nelle Pubbliche amministrazioni, si legge che le amministrazioni pubbliche non citate espressamente nel comma 519, in quanto sottoposte a specifiche disposizioni in materia di assunzioni ... adeguano i propri ordinamenti a quanto previsto dal medesimo comma 519 in termini di requisiti e modalità di assunzione, tenendo conto delle relative peculiarità e nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio.

Di più si sottolinea che la procedura di cui alla stabilizzazione del personale precario della pubblica amministrazione, prevede altresì (cfr: c. 526, art.1, L. 296/06) che tale procedimento si debba necessariamente estendere ai successivi due anni (2008, 2009); in questo caso, però le assunzioni devono essere garantite dai fondi strutturali del singolo Dicastero, come testimoniato dallo stesso D.p.c.m. 06.08.2008, che ha stabilito le assunzioni a tempo indeterminato di che trattasi con i fondi del singolo Ministero; con ciò legittimando l'ultroneità di riferimento al fondo di cui all'art. 1, c. 96, L. 311/04.

In tal senso è solo il caso di ricordare quanto espresso nel parere del Capo Ufficio Legislativo del Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Avv. Danilo DEL GAIZO, datato 05.12.2006 si legge: "...per le assunzioni in deroga autorizzate sempre per l'anno 2007 è, infine, considerata prioritaria l'immissione in servizio, tra gli altri, degli addetti al personale della difesa nazionale.

venerdì 14 novembre 2008

Soldati: professionisti dimenticati

Nel libro “Soldati” di Fabio Mini (Einaudi, 2008), che è stato Capo di stato maggiore del Comando Nato (forze del Sud Europa) e al vertice della Kfor in Kosovo (forza militare di pacificazione), si descrive l’attuale situazione del mestiere del soldato con le relative problematiche legate alla sicurezza dei cittadini e delle famigerate operazioni umanitarie.

Infatti l’apparato di 186.668 soldati italiani non serve più a difendere le frontiere e non si sa nemmeno da chi possa venire la vera minaccia. Non esistono più problemi nazionali e almeno in Europa le forze armate andrebbero integrate. Fabio Mini, dall’interno della macchina militare ci svela i retroscena e gli aneddoti dei nuovi professionisti della sicurezza: il soldato che non è più soltanto un guerriero, un tecnico o una spia dell’intelligence. Spesso è un precario fra molti mercenari, mandato a uccidere e morire da generali e ammiragli alle prese con bilanci e poltrone. E la dilagante burocratizzazione politicizzata fa aumentare i rischi relativi alla sicurezza dei milioni di cittadini italiani, europei ed occidentali.
Comunque mi sembra giusto citare un aneddoto molto “crudo” di vita militare raccontato da questo testimone d’eccezione: “La capacità di sopportazione e l’abilità di sopravvivenza dei soldati superano ogni immaginazione. Di questo ne hanno sempre approfittato i politici disattenti e anche i comandanti fanatici o soltanto ambiziosi. Nel deserto del Mojave, in California, nel 1980 partecipai a una missione di recupero di una squadra di marines lasciati, per sbaglio o arroganza, in pieno deserto per sette giorni con un litro d’acqua a testa. Li ritrovammo completamente disidratati ma vivi, in buche profonde quasi tre metri. Invece di pattugliare il deserto, come il loro comandante aveva ordinato, e di rimetterci la pelle, come lui avrebbe voluto, cercarono tra le sassaie un pezzo di terreno più morbido e si misero immediatamente a scavare. Più in fondo andavano e più potevano trovare refrigerio di giorno, ripararsi dal rigore del freddo notturno e sfruttare le differenze di temperatura per far condensare l’umidità e berla a gocce”.
Vorrei terminare con la risposta di Fabio Mini, alla domanda di una giornalista e madre israeliana che aveva perso un figlio soldato in guerra, che le chiedeva perché gli uomini e i militari non sembrano mai stanchi di combattere . “Per il commercio di nuove armi… Per brama di potere… Anche, ma non solo. Potrei lanciarmi in una dissertazione sulla natura umana rivolta al male o al bene… L’anelito alla libertà, la guerra all’ingiustizia, la guerra per la stessa pace, ma di fronte a chi ha perso un figlio soldato anche le ragioni più nobili rischiano di esaltare indirettamente la guerra, di cadere nella retorica e di offendere. La verità del nostro tempo è che combattiamo perché tolleriamo un sistema che tende all’ineguaglianza e all’insicurezza, perché chi ha la forza non ha il cervello e chi ha il cervello non ha la forza di sviluppare altri mezzi e strumenti di regolazione della sicurezza mondiale. Combattiamo perché non abbiamo voglia e fantasia di pensare in modo diverso, perché siamo pervasi dalla paura di perdere ciò che abbiamo e non spinti dal desiderio di ottenere ciò che di migliore offre la vita. Poi, se non bastasse, combattiamo male perché sono cambiati i parametri della guerra, e perché ancora ragioniamo in termini di vittoria e sconfitta… Perché usiamo armi e strategie sbagliate e via via, con l’aumentare dell’arroganza politica e della forza militare, diventiamo più impotenti e stupidi”.
Combattiamo perché una pulsione calda e profonda ci chiede di vincere, dominare e conquistare, e noi dobbiamo lottare e a volte uccidere o morire per contraccambiare il suo amore.

P.S. Erodoto affermava che la guerra è la madre di tutte le cose, e in un certo senso questo avviene ancora oggi, poiché internet e molte altre tecnologie di oggi sono il risultato degli ingenti investimenti monetari nei laboratori di ricerca militari (internet doveva servire alle comunicazioni militari in caso di guerra nucleare).

Lettera al Direttore del TG4: Dr. Emilio Fede

Gentilissimo Direttore,
Le rivolgo queste poche righe, con vera emozione, essendo un assiduo telespettatore di Retequattro ed in particolare del TG4.
Sono un genitore di un ufficiale precario soggetto al "fuoco amico" dell’Amministrazione della Difesa, nella veste di rappresentante di tanti genitori di giovani che hanno tal sventura.
Come si dirà esistono i precari della Difesa?
Signorsì! Signor Direttore esistono! Esistono! anche se non appaiono, perché vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole.
Congedati dagli Alti Comandi, non stabilizzati, senza stellette, essi sono ormai civili che non hanno i diritti dei civili, perdono i ricorsi, non assurgono al pubblico nei media, e non frequentano la piazza tanto cara ad altri, patiscono l’indifferenza di tanti giornalisti e conduttori radical chic, proni a recitare giaculatorie davanti all’altare della "ricerca" ritenuto vilipeso dalle annunciate riforme governative.
Si parla tanto di sprechi nella pubblica amministrazione; ecco allora, Direttore, un esempio lampante di ciò che viene gettato ai pesci a suon di quattrini del contribuente: ragazzi vincitori di pubblici concorsi con esperienze e professionalità conseguite in anni di lavoro; inoltre si continua a bandire nuovi concorsi per assumere altri ufficiali usa e getta.
Che senso ha tutto questo?
Il Ministro Brunetta conosce tutto ciò?
Siamo preoccupati Direttore…e come non dovremmo esserlo visto che il comma 519 della Finanziaria 2007 dispone espressamente che gli unici lavoratori della pubblica amministrazione da trattenere in servizio, prioritariamente, nelle more delle procedure di stabilizzazione siano proprio gli Ufficiali in ferma prefissata delle Forze Armate.
C’è un colpevole di tale violazione della Legge?
Si parla tanto di un aiuto ai giovani per inserirsi nella società; perché costringerli a ricorsi interminabili nei Tribunali a costi elevati?
Che cittadini delusi avremo un domani?
Da ex appartenenti alle Forze Armate, da cittadini di questa civilissima Repubblica, i nostri ragazzi non si faranno imporre forche caudine di alcun genere e grideranno civilmente, con forza e con i mezzi consentiti dalla legge, l’ingiustizia patita e possibile in ogni luogo possibile.
Noi saremo sempre al loro fianco e saremo sempre la loro voce.
Raccoglieremo tante testimonianze sulla via crucis inflitta loro, affinché sia resa conoscenza ed insegnamento ad altri, attraverso la pubblicazione di un libro.
Signor Direttore ci rivolgiamo a Lei, perché siamo certi che comprenderà la situazione meglio di altri, essendo figlio di un militare e, in quanto tale, portatore di valori di attaccamento alla nostra bella Italia.
Lei ci dirà perché non vi rivolgete al Ministro della Difesa cui compete per legge il Dicastero? È stata cosa vana e inutile, in quanto abbiamo avuto la netta sensazione che il Ministro La Russa (che delusione per noi che siamo stati suoi grandi sostenitori!!) è alla completa mercè dei Capi di Stato Maggiori, veri padroni del Ministero della Difesa!!!
Le alleghiamo perciò il documento che abbiamo inviato al nostro amatissimo Presidente del Consiglio, nella speranza che sia data voce e giustizia a chi non ne ha.
Antonio Curcio

martedì 11 novembre 2008

Forme di protesta per il 4 Febbraio 2009

Il SUPU ha in animo di organizzare alcune forme di protesta in Roma e in altre località, ove ritenuto opportuno, per protestare contro l’iniquo trattamento riservato ai lavoratori militari precari, e ai pensionati con le seguenti modalità:

Data: 4 Febbraio 2009, dalle ore 09,00 alle ore 19,00
Luogo: Roma o altre città

Forme di protesta:

- allestimento di uno stand in via del Corso o piazza Montecitorio (se in Roma) o in altre città contemporaneamente, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi dei precari e dei pensionati militari con una corretta campagna di informazione. Nella circostanza si distribuirà materiale informativo (fra cui lo “Statuto dei Lavoratori Militari”) e si provvederà a promuovere il rinnovo della tessera per l’anno 2009 sia per i pensionati che per i precari. Nell’occasione saranno esposte tabelle con le relative proposte e con eventuale raccolta di firme sui seguenti quesiti:
1) accettate il precariato nelle Forze armate?
2) accettate l’impiego del personale in ausiliaria e quiescenza nel campo della sicurezza del Paese?
3) accettate l’impiego del personale militare precario per arginare le attuali emergenze nel nostro Paese?
4) altre proposte da voi suggerite;

- manifestazione con sfilata per via dei Fori Imperiali con i precari in uniforme senza stellette;
Alla manifestazione saranno invitati parlamentari, autorità varie, stampa e TV. Abbiamo già ottenuto il sostegno del Movimento per l’Autonomia (MpA) e della UIL. Chiederemo l’appoggio anche degli altri partiti e sindacati.
Gli interessati debbono far pervenire le loro adesioni entro il 28 Gennaio 2009, dichiarando grado, nome e cognome e se portano con loro l’uniforme, al seguente indirizzo elettronico: sicurezzacittadini@libero.it
Occorre fornire i dati tempestivamente per le necessarie autorizzazioni di polizia.

P.S.: Questo documento è una bozza. Chi vuol fornire altre idee è libero di farlo. Se congruenti, saranno accolte.

Il Presidente
Antonio Pappalardo

Occorre rispondere all’arroganza!!!

Di fronte all’arroganza del dott. Petri, Capo della Segreteria particolare del Ministro della Difesa, che a luglio ci ha promesso di istituire un tavolo di lavoro per discutere sul precariato nelle Forze Armate, e che da quel giorno non ci ha degnato più di alcuna risposta, occorre reagire.
Invito il personale precario di ogni ordine e grado di inviare la propria adesione ad una manifestazione da svolgere in Roma nel mese di dicembre, in Via dei Fori Imperiali.
L’adesione può essere data al seguente indirizzo di posta elettronica info@supu.it oppure riservatamente a: SUPU, via Po 162, 00198 - Roma.

lunedì 10 novembre 2008

RADIO SICUREZZA: Intervista esclusiva all'On. Francesco BOSI (UDC)

Il suo partito è sempre stato molto sensibile al tema della sicurezza e si è sempre schierato dalla parte delle forze dell'ordine. Ormai da anni però vengono destinate poche risorse al Comparto Sicurezza qualunque sia il Governo in carica. Perché non si riesce a destinare fondi sufficienti alla forze dell'ordine? E che cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi mesi? (E-mail inviata da Gianluca da Torino)
Sicuramente l'autore della mail ha ragione. C'è questo trend di contenimento della spesa pubblica che riguarda in verità tutti i Comparti, però credo che le questioni della Sicurezza e della Difesa debbano stare al riparo dai tagli di risorse. Bisogna stare molto attenti a come si procede perché al momento questi tagli hanno determinato contraccolpi negativi sulle forze dell'ordine e sulle forze armate. Si tratta, infatti, di strutture che hanno bisogna di certezze sui tempi e sui numeri e non possono essere di anno in anno rimesse in discussione per evitare che si generino inefficienze. Bisogna mettere al riparo questi Comparti dagli andamenti delle Finanziarie e dalle esigenze di far quadrare il bilancio. A questi settori devono essere date continuità e certezza perché quando si cominciano a togliere le risorse con tagli quasi sempre mirati sul personale, significa buttare all'aria un sistema organizzato e pagare delle conseguenze altissime, forse non nell'immediato ma sicuramente nel giro di qualche anno.
Alla Camera è passato il provvedimento riguardante la specificità delle forze dell'ordine. Come giudica questa misura e quali altre eventuali migliorie vorrebbe apportare? (E-mail inviata da Enrico da Prato)
A dire la verità la questione della specificità è sempre esistita. Il Comparto Sicurezza e Difesa è sempre stato tenuto fuori dal resto del pubblico impiego perché si tratta di attività di servizi particolari e speciali che li differenziano fortemente dagli altri. Quindi, l'errore è stato nel famoso decreto fiscale di Tremonti (approvato a fine luglio) di non contemplare questa specificità che poi è stata recuperata con l'approvazione di emendamenti anche da parte nostra e così si è ricostruito un quadro di normalità. Quindi non c'è nulla di eccezionale, perché questa è e deve essere la normalità. Basti un esempio per tutti: quando si penalizzano le assenze per malattia ad un dipendente pubblico civile dello Stato o degli enti locali o di qualunque altro comparto che non usufruisca di una indennità di servizio, sostanzialmente non sono penalizzati per niente. Quelli, invece, che nella loro retribuzione vedono quella parte dell'indennità di servizio che corrisponde a quasi la metà della retribuzione, se gli tagli quella gli dimezzi lo stipendio. E questa è una profonda ingiustizia, non si possono trattare allo stesso modo situazioni così diverse.
Il provvedimento sulla specificità ha suscitato diverse opinioni molto contrastanti tra loro. C'è chi l'ha considerato una svolta storica, oltre che un giusto riconoscimento, e chi lo ha considerato come uno “spot del Governo” visto che manca la necessaria copertura finanziaria. Lei che idea si è fatto a riguardo?
Io ho una sufficiente esperienza di vita parlamentare e di Governo, essendo stato anche Sottosegretario alla Difesa, per sapere che l'importante è fissare i criteri ed i principi perché, poi, le risorse si trovano e, comunque, ci sono mille occasioni per reperirle. Il nostro compito è fissare principi e diritti e questo è stato affermato con quella norma sulla specificità che è stata approvata.
Da troppi anni ormai si parla di Riforma della Rappresentanza Militare, ma poi nessuno fa nulla. Qual'è la posizione dell'Udc sull'introduzione del sindacato nelle forze armate? Siete favorevoli o contrari? (E-mail inviata da Mario da Udine)
Sono contrario al sindacato nelle forze armate perché anche qui c'è una specificità delle quale bisogna tener conto. Ci sono elementi di natura gerarchica ed elementi di carattere tipicamente militare che non possono essere trasportati su altri piani. Credo che il Cocer sia ancora oggi uno strumento importante; eventualmente alla luce dell'esperienza di questi anni si può vedere di apportare dei piccoli aggiustamenti laddove si è visto che le cose non funzionano. Ma ben altro è parlare di sindacalizzazione che per me rimane antitetica con lo status di militare.
Com'è il clima in Commissione Difesa alla Camera? Anche lì si risente delle tensioni che ci sono a livello di politica generale o riuscite a portare avanti i lavori senza ostruzionismi particolari?
Assolutamente no. Il clima che si è instaurato in Commissione Difesa è molto diverso da quello che si respira a livello nazionale. Tra l'altro non è una novità perché tradizionalmente funziona sempre così. Tutti hanno la percezione che le forze dell'ordine e le forze armate rappresentano anche il simbolo dell'unità nazionale e, quindi, anche quando emergono pareri discordanti si discute con grande serenità e serietà su queste problematiche.
Si sta muovendo qualcosa per risolvere il problema del precariato nelle forze armate (in particolare per quanto riguarda gli ufficiali precari)? E sul riordino delle carriere cosa ci può dire? (E-mail inviata da Franco da Roma)
Sul precariato nelle forze armate qualcosa si farà e penso che riusciremo a risolvere il problema. Certo si vive con maggior ansia la questione perché c'è questo taglio alla spesa. Il meccanismo che c'era era quello di poter poi alla fine mettere a ruolo un numero abbastanza consistente di persone. Quando si bloccano, come è accaduto recentemente, il reclutamento e poi l'addestramento si reca indubbiamente un danno a tutto la struttura organizzativa e tra i danni c'è anche quello di coloro che acquisiscono lo status di militari o di ufficiale dell'Arma poi se ne devono andare via. Siamo tutti consapevoli che debbano essere fatti degli sforzi e sono moderatamente ottimista. Sul riordino delle carriere, invece, mi sembra presto perché il discorso è stato appena avviato ed è stato messo all'ordine del giorno e, quindi, sarebbe prematuro fare delle previsioni. Comunque, io confido in un clima buono. Sicuramente è migliore rispetto a quello che c'era nella scorsa legislatura quando in Commissione Difesa c'erano presenze antimilitariste che a volte creavano delle turbative. Ora mi sembra che grandi differenze non se ne trovino e che ci sia da parte di tutti i membri della Commissione la consapevolezza di dover cercare nei limiti del possibile le soluzioni più confacenti alla salvaguardia della forza e dell'efficienza del Comparto Sicurezza e Difesa.
Quali sono le prossime iniziative che l'Udc ha in programma in tema di Sicurezza?
Noi vogliamo capire bene dal Governo cosa si vuol fare delle forze armate sia a livello interno che a livello internazionale. Promuoveremo un convegno per capire cosa bolle in pentola perché in effetti il taglio di risorse che è stato fatto è molto forte: siamo scesi per la prima volta nella storia italiana attorno allo 0,8% del Pil per le forze armate che è un numero inferiore a tutti Paesi più importanti e industrializzati che sono anche nostri partner nelle organizzazioni internazionali. Cerchiamo delle forme di razionalizzazione che facciano risparmiare, però non tocchiamo tutte le volte il “modello”, sennò non avremo mai la garanzia dell'efficienza delle forze armate. Stabiliamo quante risorse servono al Comparto e poi però lasciamolo in pace il più a lungo possibile al riparo da tagli, modifiche ed “irruzioni” di vario tipo.

sabato 8 novembre 2008

“Le Regole del Gioco”

Lettera a Feltri 07.11.08

Gentile Direttore,
due pugili, prima di scazzottarsi, vengono chiamati al centro del ring, dove l’arbitro ricorda loro le regole del gioco: niente colpi bassi e alla nuca, nessuna trattenuta. I militari, in questo dopoguerra, sono stati portati nel ring per la lotta della vita, come tutte le altre categorie sociali. Ma, al momento del rispetto delle regole, hanno avuto le mani legate e, per giunta, dietro la schiena. Per cui hanno preso pugni in faccia da ogni parte, senza potersi difendere. Hanno avuto sottratto tutti quei riconoscimenti per il particolare servizio che rendono. E nessuno è intervenuto per chiedere ciò che ad essi spetta per una scelta di vita in cui nemmeno ai familiari è riconosciuto un’autonomia lavorativa e culturale. Lo Stato garantisce la sicurezza nell’ambiente di lavoro a tutti i cittadini. Ciò non può essere fatto nei confronti dei militari. Il loro rischio bellico non può essere limitato. Che fa , diciamo al nemico di spararci con le pallottole di gomma? Tanti anni fa, insieme ad una Compagnia di Allievi Ufficiali, giunti a Roma da Modena per la sfilata del 2 giugno, incrociammo alcuni giovinastri, di una ben individuata sottocultura, alimentata dalla sinistra, che aveva in odio bandiere, tricolore, sentimenti di amor patrio. Costoro si misero a sghignazzare e a irriderci. Il Capitano, che ci comandava, sguainò la sciabola, che purtroppo è solo di abbellimento. Ma quei cagasotto non capirono che il gesto era meramente simbolico e se la diedero alle gambe. Ecco il vero problema: quando i militari debbono difendere dall’arroganza e dal vituperio i valori e i simboli della Patria, non hanno i mezzi per poterlo fare.

Taluni pseudo giornalisti o indagatori da strapazzo, tirano fuori le falsità più gravi per colpirli. Come è accaduto l’altro giorno in una trasmissione televisiva di La7, proprio il 4 novembre, festa delle Forze Amate. Ci hanno accusato di essere dei fannulloni. Se facessimo un’indagine noi sulla laboriosità e correttezza di alcuni giornalisti, altro che casta! Noi purtroppo siamo tenuti al riserbo. Dobbiamo morderci le labbra e tacere. E su questa debolezza dei militari molti ci inzuppano il pane. Taluni vertici militari, protesi ad avere prebende e ulteriori incarichi anche a fine carriera, non hanno avuto il coraggio di reagire rispondendo nei modi dovuti. Una volta, un Presidente della Repubblica mi disse di ingoiare il rospo, nel senso che dovevo accettare una ingiustizia. Lo mandai a farsi benedire. E i politici, abituati a militari con la coda fra le gambe, si stizzirono. Cercarono di colpirmi alla schiena, non avendo il coraggio di farlo di fronte.

Ma l’altro giorno, si è verificato un fatto straordinario. Il nostro Sindacato dei militari e poliziotti in congedo, il SUPU, il Comitato dei Precari delle Forze Armate, alcuni esponenti di AssoArma e dell’ANUPSA, hanno presentato alla Camera dei Deputati un documento, lo “Statuto dei lavoratori militari”, che il Gruppo Parlamentare del Movimento per l’Autonomia, ha trasformato in proposta di legge. Il Capo gruppo dell’MpA, on. Lo Monte, ha dichiarato che il senso della proposta è quello di colmare un vuoto legislativo che si è aggravato con l´abolizione del servizio di leva obbligatorio e la trasformazione delle Forze armate in esercito professionale. Un vuoto che rende complessa e precaria la tutela giuridica dei militari in tutte le fasi della loro carriera, dall´arruolamento al pensionamento. Gli appartenenti alle forze dell´ordine debbono godere di diritti e di tutele al pari degli altri lavoratori. E’ stato espresso l’impegno a far calendarizzare al più presto il provvedimento, intorno al quale si raccoglierà il più ampio consenso politico bipartisan. L´obiettivo dello Statuto è prima di tutto quello di garantire i diritti democratici e civili dei militari, sia in carriera che in quiescenza, eliminando ogni forma di precariato nelle Forze armate con la stabilizzazione di tutti quegli ufficiali che hanno superato i limiti minimi dell´apprendistato previsti per legge. Siamo all’inizio di un percorso virtuoso, in cui gli uomini con le stellette sapranno operare scelte per il bene della Patria in modo consapevole, senza mortificarsi dinanzi ad alcuno, nel rispetto delle norme costituzionali, che impongono a noi militari il sacro dovere di difendere la Patria, ma a tutti gli altri cittadini, nessuno escluso, di rispettare i valori su cui essa si basa, senza infingimenti e ipocrisie, non oscurando un passato in cui è prevalso l’odio verso tutto ciò che era pulizia, onestà e lealtà, espresse da una gioventù che oggi subisce l’onta del precariato, dopo aver servito la Patria all’estero nel pericolo durevole. La nostra più bella gioventù è stata volgarmente umiliata. E di ciò qualcuno dovrà un giorno rendere conto prima di tutto alla sua coscienza, sempre che ne abbia avuto una.
Antonio Pappalardo, Generale dei Carabinieri
Presidente del SUPU

venerdì 7 novembre 2008

Lettera al Presidente del Consiglio

noi dell'Associazione dei genitori degli Ufficiali Precari delle Forze Armate, nel salutare grati, le numerose iniziative ed avvii di riforme intraprese dall’inizio Legislatura dal Suo Governo e Maggioranza presieduta, ad Ella ci rivolgiamo fiduciosi, per portare a conoscenza fatti e circostanze che temiamo possano esserle taciuti e sia resa giustizia a molti giovani ai quali viene negata.
In data 18 settembre 2008, ben 47 parlamentari del PDL hanno urgentemente interpellato il Sig. Ministro della Difesa per conoscere quali siano gli intendimenti del Ministro della Difesa, circa la corretta applicazione della legge, con particolare riguardo alla prevista stabilizzazione degli ufficiali in ferma prefissata della Marina Militare, a partire dal personale congedato nell'anno 2007, considerando che il Governo precedente solo a parole si era impegnato a risolvere il problema della precarietà nella pubblica amministrazione, ma di fatto tale dicastero rientra tra quelli con il maggior numero di lavoratori precari.
Da mesi sui media si dibatte di precariato della ricerca e della scuola, ma né politici, giornalisti e conduttori vari che si inseguono sul video, paiono dimostrare o accennare di conoscere l’esistenza del precariato delle Forze Armate, sciagurata conseguenza di riforme parlamentari finalizzate alla professionalizzazione delle FFAA e all’abolizione del servizio di leva.
Orbene “Je accuse” questo “civilissimo” Stato, di negare a molti Figli d’Italia, appartenuti o appartenenti alla pubblica amministrazione militare, qual è quella della Difesa, quei più elementari diritti di tutela, dignità e crescita lavorativa, che di converso assicura agli altri settori della p.a., ai lavoratori cosiddetti “civili”, ed extracomunitari compresi.
Nei fatti, le norme scellerate di reclutamento adottate per soddisfare gli organici, i comportamenti di funzionari tenuti nei confronti di questi giovani, sono foriere negli effetti degli anni a venire, di aspettative negate ed aggravate da continui concorsi , attraverso dinieghi e prese per i fondelli continue, che coinvolgeranno se non vi si porrà rimedio all’infinito, altri giovani che seguiranno.
Di quanto asserito, sia palese, Signor Presidente, il miserrimo insegnamento dato a tanti giovani da alcuni elementi dalla nostra generazione, onusti ormai solo di diritti, privilegi e pensioni, poveri nei doveri, orbi di fronte alla visione della vita che avanza, attraverso l’alta trasparenza amministrativa resa al concorso Ruli Speciali dell'Aeronautica Militare, tenutosi nei giorni scorsi a Guidonia, ed annullato dopo essere stati rinvenuti in un cestino, i quiz delle risposte ai test somministrati.
Questi Giovani, vincitori in tutti i casi di un pubblico concorso, in molti casi di due pubblici concorsi, quasi tutti laureati, sono stati congedati per “fine ferma”, vero e proprio arcaismo militare evocante il tempo delle trincee del Carso ove paiono ancora attestate le nostre FF.AA., anziché “per fine rapporto a tempo determinato” in forma e sostanza certamente più commisurata al diritto amministrativo vigente nella pubblica amministrazione italiana, al qual diritto non si dovrebbe così sottrarre, al pari di quella civile, una pubblica amministrazione ancorché militare di un moderno Stato Occidentale; così Signor Presidente, dopo il mancato rispetto del comma 519 della Legge finanziaria 2007 da parte di chi doveva, tanti Ufficiali precari sono ricorsi al TAR del Lazio, per la negata stabilizzazione, vittime assieme a tanti altri meno fortunati Colleghi, del “fuoco amico” ministeriale.
Per essi, in assenza della previsione del versamento dei contributi indiretti da parte dell’Amministrazione militare, l’INPS che evidentemente non gode di una posizione sul Carso, ha negato, in conseguenza, l’indennità di disoccupazione, né ha consentito per le normative in vigore nella vita cosiddetta “civile”, precedenze in graduatoria per ottenere un nuovo lavoro, adeguato a quello perduto, come invece avviene per qualunque altro lavoratore, extracomunitario compreso (ci teniamo a sottolinearlo).
A questi ormai Figliastri d’Italia, in quasi tutti i casi, salvo eccezioni normate, è stato negato il TFR sugli anni di servizio prestato alle dipendenze di quella che è comunque Pubblica Amministrazione, in quanto “non spettante”.
Carta straccia sono risultate, tra le tante cicute ammannite a questi giovani, le certificazioni dei corsi addestrativi di formazione attuati dall’Amministrazione militare per l’avvio alla professione, perché risultati non confrontabili e dunque immisurabili per il riconoscimento di crediti Universitari in Europa e del Mondo.
Nel proseguo senza apparente motivo, per questi Laureati e Laureandi pur sempre precari, è saltato anche un tavolo tecnico promesso in luglio, dalla segreteria particolare del Ministero Difesa, al Generale Pappalardo del SUPU- UIL, al rappresentante degli Ufficiali Precari delle FF.AA Dr. Rocco Morea. E dallo scrivente Antonio Curcio in rappresentanza dei Genitori degli Ufficiali Precari, ove presentare proposte di superamento del precariato militare, senza perché, nonostante tante e conclamate carenze organiche e annunciate assunzioni previste dal Governo in materia di Sicurezza, che comporteranno certamente aggravi pubblici per altre spese concorsuali , addestramento di nuovo personale, missioni, partecipazione a commissioni etc etc., ma che per la previsione di normative anche esse vigenti i nostri Figli non potranno partecipare.
Amara l’accusa di chi evidentemente non grato di questo apporto di nuovo sangue popolare dal pedigree non predeterminato, ha accusato i nostri giovani di “accattare” solamente un posto.
Sconcertante e non commentabile il contenuto che emerge lettura della scheda tecnica allegata alla risposta scritta avuta da un intraprendente giovane ex ufficiale, che novello ed ardimentoso Icaro ha osato rivolgersi tanto in alto, sino a giungere alla Segreteria Difesa:
-Sapevate che il vostro rapporto di lavoro era a tempo determinato.
-A disposizione degli Ufficiali ausiliari sono riservati l’80% dei posti nei concorso RS banditi tutti gli anni!
Travolgente sale alla mente, la risposta senza tempo dell’amato Totò: Ma mi faccia il piacere….
Signor Presidente, Ella che governa questo Paese, con la profonda sensibilità di un Padre che traspare continuamente dai media, sa come noi tutti che i genitori riconoscono quando per i propri Figli è il momento di cavarsela da soli, lo riconosciamo, lo comprendiamo, lo sentiamo.
Di converso, essi ce lo ricordano qualora dovessimo disattendere a ciò.
Ecco perché non siamo qui, per comportarci come dovessimo accompagnarli all’asilo come facevamo in tempi migliori, ma perché in questa circostanza, si impone la presenza di chi a ragione dell’esperienza di una vita è portatore di valori di essa e riconosce in questi accadimenti l’esistenza di un problema fondamentale di mancanza di rispetto tra generazioni, unico e vero denominatore comune della turbativa sociale che aggredisce la nostra civiltà, minando in conseguenza irrimediabilmente le basi della nostra società. Dunque, questo è il problema etico della nostra società da contenere od eliminare, in tutte le circostanze che a prescindere dalla forma che abbia, quando si palesi.
Personalmente dentro ad ognuno di noi genitori è vivido l’evento scritto in sedi più autorevolissime, riguardante un Figlio torna a casa. E’ festa e lo sia per tutti.
Ce li teniamo i nostri Figli e così faremo finché vorranno! Sono una ricchezza e l’altrui cecità che li voleva Figliastri non prevarrà, in qualche modo faremo lo stesso.
Certo continueranno ad amare l’Italia, come noi, sono cose che non si comprano nelle bancarelle dei mercati. Ma nessuno giudichi costoro se nel proseguo dimostreranno di non amare uno Stato parziale nell’assicurare fondamentali diritti costituzionali alle generazioni più giovani, e perciò incapace di giungere ai livelli delle grandi democrazie occidentali.
E voglia scusare Signor Presidente, il tempo prezioso sottratto da questa lettera a Lei, che ha tante, e troppe cose storte da raddrizzare, volevamo farle giungere alcune verità che probabilmente nessuno porterebbe a Sua conoscenza.


San Giorgio a Cremano 28.10.2008
Antonio Curcio
Rappresentante dei Genitori degli Ufficiali Precari FF.AA.

Rivista UNUCI


Stabilizzazione del personale nell’ambito del Ministero della Difesa

Ricevute diverse richieste riguardanti, in aderenza all’art. 1 della legge finanziaria 2007, la possibilità di stabilizzazione nelle Forze Armate di Ufficiali di complemento che hanno trascorso periodi nelle Forze Armate, la Presidenza Nazionale ha attivato il Ministero della Difesa - Direzione Generale per il Personale Militare competente alla trattazione della materia che ha risposto con la lettera che segue che, al momento, non soddisfa le legittime aspettative degli interessati.


Segue la lettera di PERSOMIL

L’Applicazione della normativa sulla stabilizzazione nell’ambito dell’Amministrazione della difesa


L’art. 1, comma 519, della legge 27.12.2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), che ha introdotto la stabilizzazione, per l’anno 2007, del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni presso le pubbliche amministrazioni, trova applicazione nei confronti del personale dell’Arma dei carabinieri ma non anche nei confronti del personale delle Forze armate (Esercito, Marina ed Aeronautica), che è destinatario della normativa speciale di settore sulla c.d. professionalizzazione (legge n. 331/2000. D.Lgs n. 215/2001, legge n. 226/2004).
Le Forze Armate, infatti, in quanto sottratte al divieto di nuove assunzioni (c.d. blocco del turn over) posto per gli anni 2005, 2006 e 2007, dall’art. 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n.311 (legge finanziaria 2005), sono anche escluse dalla ripartizione delle risorse del fondo che è stato istituito dal successivo comma 96 per consentire assunzioni in deroga al suddetto divieto ed al quale è possibile attingere, nel limite di una quota pari al 20%, al fine della stabilizzazione del personale non dirigenziale.
Prova di ciò è che esse non figurano tra le Amministrazioni autorizzate dal D.P.R. 29 dicembre 2007 alla stabilizzazione del personale precario. Il Consiglio di Stato ha riconosciuto la legittimità della posizione assunta dall’amministrazione della difesa (vedasi, ex plurimis, la sentenza n. 1542/2008 del 10.04.2008), asserendo la inapplicabilità della normativa sulla stabilizzazione, tra gli altri, agli ufficiali ausiliari delle Forze armate.
Il personale dell’Arma dei carabinieri, viceversa, in quanto sottratto alla normativa sulla professionalizzazione ed assoggettato al regime autorizzatorio delle assunzioni in deroga, è destinatario delle risorse finanziarie messe a disposizione per le assunzioni in deroga al blocco del turn over, quindi, per la stabilizzazione.
Per tale ragione, il già citato D.P.R. 29 dicembre 2007 ha autorizzato la stabilizzazione di 70 unità di personale dell’Arma dei carabinieri.
Alla luce delle disposizioni impartite dalla direttiva n. 7 del 30 aprile 2007 del Ministro per le riforme e le innovazioni nelle pubbliche amministrazioni, l’Amministrazione della difesa sta procedendo, pertanto, alla definizione di requisiti e criteri per la selezione delle 70 unità di personale dell’Arma dei carabinieri da stabilizzare, a mente della autorizzazione di cui sopra.
Esclusivamente il personale dell’Arma dei carabinieri, al termine della selezione operata secondo i criteri di cui sopra e previo accertamento del mantenimento del processo del possesso dei requisiti richiesti dalla legge, potrà beneficiare della stabilizzazione. I caratteri che l’assunzione a tempo indeterminato dovrà avere rispetto al rapporto precedentemente instaurato sono stati specificati dalla Circolare n. 5/2008 emanata in data 18 aprile 2008 dal Dipartimento della funzione pubblica.
Si sottolinea, al riguardo, che i periodi di servizio prestati in qualità di militare di leva/ausiliario/volontario in ferma annuale/ufficiale di complemento di prima nomina non possono, comunque, essere computati al fine della stabilizzazione.
Tali servizi, siccome prestati prima che l’art. 1 della legge 23 agosto 2004, n. 226, sospendesse il servizio di leva a decorrere dal 1° gennaio 2005, devono considerarsi sostitutivi del servizio di leva.
Essi, pertanto, hanno dato origine a meri obblighi di servizio e non a veri e propri rapporti di impiego a tempo determinato utili ai fini della stabilizzazione.
Per il 2008, infine, la stabilizzazione del personale non dirigenziale dell’Arma, sempre che questo sia in possesso dei requisiti di cui al comma 519, sopra citato, potrà avvenire nel limite di un contingente che comporti una spesa pari al 40 per cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell’anno precedente, a norma dell’art. 1, comma 526, della legge finanziaria 2007.
Si riportano, di seguito, alcuni riferimenti utili in materia di stabilizzazione del personale non dirigenziale:
- D.P.R. 29 novembre 2007, concernente "l’autorizzazione alle assunzioni, per l’anno 2007, per le
amministrazioni dello Stato anche ad ordinamento autonomo, le agenzie, gli enti pubblici non economici e gli enti di ricerca, nonché gli enti di cui all’art. 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, sottoposti al blocco delle assunzioni di cui all’art. 1, comma 95, della legge n. 311 del 2004" pubblicato nella Gazz. Uff. 17 gennaio 2008, n. 14;
- D.P.R. 29 dicembre 2007, concernente "l’autorizzazione alla stabilizzazione del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato, a norma dell’articolo 1, comma 519, della legge 27 dicembre 2006, n. 296" pubblicato nella Gazz. Uff. 21 febbraio 2008, n. 44;
- Direttiva n. 7 del 30 aprile 2007 del Ministro per le riforme e le innovazioni nelle pubbliche amministrazioni Luigi Nicolais;
- Nota Circolare 10/07 del 20 luglio 2007 del Dipartimento della funzione pubblica;
- Circolare n. 5/2008 del 18 aprile 2008 del Dipartimento della funzione pubblica.

giovedì 6 novembre 2008

Il Blog di EXIT (LA7)

Ieri sera alle 21:30 su LA7 è andato in onda il programma EXIT dal titolo:
l'Italia un paese diseguale e l'esercito del dopo naja.
La seconda parte del programma ha trattato l’Esercito Italiano.
Uomini che rischiano ogni giorno la vita, ma anche privilegiati e fannulloni.
Dove si annidano gli sprechi?
E dove si imboscano i soldati fannulloni?
E come vivono gli eroi che vanno in missione rischiando la vita?
L’Esercito Italiano nell’era del dopo-naja, come nessuno ve lo ha mai raccontato.
Invitiamo tutti a lasciare un commento sul blog di EXIT, relativo alla nostra causa.
GRAZIE

mercoledì 5 novembre 2008

Difesa - MpA (Movimento per l’Autonomia) presenta proposta di legge “Statuto Lavoratori Militari”

Oggi 5 novembre 2008, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati il Gruppo Parlamentare del Movimento per l’Autonomia (MpA), unitamente al SUPU, al Comitato dei Precari delle Forze Armate e ad alcuni esponenti di AssoArma e ANUPSA, ha presentato la proposta di legge sullo “Statuto dei Lavoratori Militari”. Di seguito il comunicato stampa.
Il documento, epocale, vuole sanare un vuoto normativo con l’attribuzione di uno status giuridico al lavoratore militare.

DIFESA. MOVIMENTO PER L’AUTONOMIA (MpA)
PRESENTA PROPOSTA DI LEGGE “STATUTO LAVORATORI MILITARI”

Il gruppo parlamentare del Movimento per l´Autonomia ha presentato una proposta di legge per introdurre nell´ordinamento giuridico lo `Statuto dei lavoratori militari´.
Il provvedimento, che come prima firma reca quella del capogruppo Carmelo Lo Monte, è stato illustrato oggi in una conferenza stampa a Montecitorio alla quale hanno partecipato, oltre ai deputati ed esponenti del Movimento, il generale Antonio Pappalardo, presidente del SUPU (Sindacato Unitario Pensionati in Uniforme) e dirigente dell´Mpa, insieme a numerosi esponenti delle Associazioni d´arma.
“Il senso della nostra proposta - ha dichiarato Lo Monte - è quello di colmare un vuoto legislativo che si è aggravato con l´abolizione del servizio di leva obbligatorio e la trasformazione delle Forze Armate in esercito professionale. Un vuoto - ha continuato - che rende complessa e precaria la tutela giuridica dei militari in tutte le fasi della loro carriera, dall´arruolamento al pensionamento. Pensiamo invece che gli appartenenti alle forze dell´ordine debbano godere di diritti e di tutele al pari degli altri lavoratori - ha concluso - e per questo ci impegneremo a far calendarizzare al più presto questo provvedimento intorno al quale intendiamo raccogliere il più ampio consenso politico bipartisan”.
“L´obiettivo dello Statuto - ha spiegato il Generale Pappalardo - è prima di tutto quello di garantire i diritti democratici e civili dei militari, sia in carriera che in quiescenza, nonché di eliminare ogni forma di precariato nelle Forze Armate e stabilizzare tutti quegli ufficiali che hanno superato i limiti minimi dell´apprendistato previsti per legge. Lo Statuto contiene norme che da un lato lasciano impregiudicata l´azione di comando, caratteristica fondamentale della organizzazione gerarchica delle Forze Armate, e dall´altro dettano regole per la tutela giuridica, economica e normativa della condizione del militare. Ci auguriamo - ha concluso Pappalardo - che questo provvedimento diventi presto legge e che i lavoratori militari con il loro Statuto possano godere finalmente di un vero e proprio istituto di tutela”.
Roma 5 novembre 2008

venerdì 31 ottobre 2008

Comunicato Importante

Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra causa...


Vista l'insistenza con la quale voi fruitori del blog richiedete informazioni sulle eventuali azioni intraprese dal Comitato tutto, siamo qui per comunicarvi che nelle passate settimane abbiamo tentato inutilmente di sfruttare i canali politici del Ministero della Difesa, rappresentando loro i possibili scenari che si potessero prospettare.

Nonostante un'iniziale positiva disposizione manifestata da alcuni esponenti del sopraccitato Dicastero, allo stato attuale delle cose, la tardiva risposta ci impone di dar seguito alla manifestazione concreta e plateale del nostro diritto.


Il tempo è galantuomo, ma qualche volta è necessario andargli incontro.


Siamo quindi ad informarvi che abbiamo un colpo in canna dagli effetti devastanti per l'intera Amministrazione.

Per evitare di rendere pubblica la notizia, invitiamo tutti i ricorrenti al TAR a contattare il Comitato, via e-mail, con la massima urgenza, entra il giorno 7 novembre c.a., pregandovi di indicare i propri dati anagrafici comprensivi di recapiti telefonici, e specificando la propria arma di appartenenza, relativo corso frequentato e le date precise dell'incorporamento, rafferma e congedo.


Adesso siamo noi ad avere il coltello dalla parte del manico...siamo padroni del nostro destino, siete padroni del vostro destino.


Muoiono gli uomini non le idee...non basta essere bravi, bisogna essere i migliori: e noi lo siamo e lo dimostreremo anche alla Amministrazione.


Fino alla vittoria...Audacia, Audacia, Audacia!!!
N.B.: i destinatari di questo post sono solo (ripeto solo) ed esclusivamente coloro che hanno impugnato il congedo dinanzi al TAR, che hanno già ottenuto sentenza di rigetto e che non si sono ancora costituiti in giudizio al Consiglio di Stato.

...al posto della coscrizione, c'è la scelta di una carriera professionale...

LIBERO: I precari con le stellette

mercoledì 29 ottobre 2008

Parere Uppa n.48/08

Parere al Ministero dell'Ambiente in merito alle procedure di autorizzazione ad assumere ai sensi dell’art. 1, comma 519, legge 26 dicembre 2006, n. 296. Stabilizzazione di personale.
Formato: PDF HTML

lunedì 27 ottobre 2008

LA RUSSA: NIENTE FANNULLONI NEL COMPARTO SICUREZZA E DIFESA, MA I TAGLI CI SARANNO LO STESSO

"Nel mondo militare militare la percentuale di assenza dal lavoro è dello 0,5% e, quindi, il ministro Brunetta non troverebbe fannulloni".
Queste le parole del Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che è tornato sulle polemiche dei mesi scorsi contro le inefficienze nella pubblica amministrazione.
"C'è comunque l'esigenza di razionalizzare le spese, anche se il corpo è sano e non ci sono sprechi - ha spiegato La Russa di ritorno da una visita ufficiale negli Stati Uniti".
I tagli operati dal governo al bilancio della Difesa "ci sono stati perchè il governo ha deciso di far costare meno lo Stato e di allineare il peso sostenuto dai cittadini a quello degli altri paesi europei - ha detto La Russa.
Il Parlamento, però, sta votando la specificità ed ha votato l'integrazione della spesa per le missioni all'estero. Alla fine anche i militari devono fare uno sforzo, perchè anche in un comparto virtuoso come quello della Difesa c'è un'enorme possibilità di razionalizzare le spese".
Per il ministro La Russa bisogna riconfigurare la struttura delle forze armate, perchè ancora oggi si registra "un surplus di sottufficiali".
Possibile per i prossimi anni l'idea di una "mini-naja" per i giovani volontari con sgravi fiscali per le aziende che contribuiscono come sponsor.

E-mail di un collega

Cari colleghi,

Vi scrivo per quanto accaduto la settimana scorsa a Guidonia, (Centro di Selezione Nazionale A.M.) ovvero, dell'annullamento del concorso per Sottotenenti dell'Aeronautica Militare, in servizio permanente effettivo.

Quanto accaduto, dire che è scandaloso è niente.

Sono sicuro che siete venuti a conoscenza di ciò, dai media, ma per me e tanti altri come me, ossia Ufficiali Congedati (50 circa) che eravamo li, è diverso.

Io vorrei sapere adesso, chi risarcirà il danno economico, visto che è tutta l'estate che studio per fare queste dannate prove scritte; ma soprattutto chi ci risarcirà dal danno morale subito, si perché così si può definire. Non solo siamo stati congedati dopo tre anni di ferma, abbiamo dovuto aspettare più di un anno per l'uscita di un nuovo concorso (ossia questo) e adesso, siamo stati costretti dal Presidente della Commissione e da tutti i suoi collaboratori (Colonnelli e T.
Colonnelli) ad abbandonare le prove concorsuali e tornare a casa, aspettando e sperando che la Direzione per il Personale Militare ci faccia sapere di che "morte dobbiamo morire".

Sapevo che questi erano concorsi "truccati" ma non fino a questo punto!

SecondoVoi vale la pena? Studiare tanto per cosa? Per sperare di fare un lavoro per cui si è portati e che si ama. Ma ne vale davvero la pena?

Io spero che questi grandi signori con le stellette si rendano conto del danno che mi hanno arrecato, anzi Ci hanno arrecato, a noi poveri illusi che speravamo di poter cambiare la nostra vita, potendo vincere un concorso del genere e che invece sarebbe stato riservato solo ed esclusivamente per "pochi intimi".

Spero vivamente che la giustizia faccia il proprio corso e che questa gente paghi per tutto ciò, non meritano affatto il posto che hanno.

Vi ringrazio vivamente per l'arduo lavoro che svolgete e l'impegno che ci mettete per far valere i nostri diritti.

Distinti saluti

Ten. (Cong) A.M

venerdì 24 ottobre 2008

Il Ministero della Difesa risponde ad un nostro collega via e-mail

MINISTERO DELLA DIFESA

Sig xxxxxxxxx
. in esito a quanto da Lei esposto, Le comunico che all'atto dell'arruolamento quale AUC (Allievo Ufficiale di Complemento), i concorrenti erano a conoscenza di firmare un contratto a tempo determinato con l'Amministrazione Difesa;
. i relativi bandi di concorso, pubblicati nel corso degli anni, offrivano agli Ufficiali in questione, al termine della relativa ferma, la possibilità di partecipare in relazione al titolo di studio posseduto e qualora in possesso dei requisiti richiesti ai concorsi per la nomina ad ufficiale in servizio permanente in cui erano, inoltre, previste riserve di posti fino all'80% di quelli messi a concorso.
Roma 17 ottobre 2008
Il Capo della Segreteria particolare del Ministro
Dr Roberto Petri

Tagli alla Difesa

Dopo i numerosi tagli sul Bilancio della Difesa degli ultimi anni che preoccupano non poco il personale militare sia in servizio permanente sia precario.
Infatti, nel primo caso oltre al contratto ormai scaduto, preoccupa il notevole ritardo sull’applicazione delle legge 626/94 per la sicurezza presso le installazioni militari, nonché la mancata adeguazione delle strutture alla nuovo modello Difesa, il quanto, parecchie infrastrutture non garantiscono i requisiti di agibilità dei locali in cui vi si pernotta ancora sui letti a castello in stanze prive di porte, senza prese di corrente, con bagni collettivi fatiscenti e per giunta, coloro che accettano queste condizioni di vita per poter risparmiare qualcosa, pagano un corrispettivo all’Amministrazione, invece, per coloro che non sono in servizio permanente sono obbligati a pernottarvi, inoltre, detti tagli, sempre per il personale precario, provocherebbero la diminuzione delle percentuali sul passaggio in sevizio permanente, in barba a tutta la pubblicità che viene fatta sui media.
Inoltre, attualmente il personale impegnato per il sevizio di ordine pubblico e costretto a vivere dei disagi di notevole entità, infatti quelli impegnati su Chiaiano attualmente alloggiano in tende campali, mentre il personale impegnato su Roma si trova ad alloggiare in strutture recuperate all’ultimo momento ad esempio alcune in disuso da 2 anni e riattrezzate dagli stessi per potervi almeno dormire, mentre dall’altro canto in sbeffando tutto il personale che opera sul territorio, attualmente su Roma sono presenti diverse strutture destinate alla ricezione di personale militare e rispettivi familiari che viene anche per vacanza sulla Capitale sia in servizio che in quiescenza, senza entrare nel merito di chi sono la maggior parte dei fruitori di detto servizio, strutture che potrebbero invece essere messe a disposizione di detto personale ed evitare che quest’ultimi si trovino ad affrontare disaggi assurdi ed inutili, per nulla ripagati dall’indennità che percepisco di circa 30 € giornaliere, mentre, ad alimentare ulteriormente il disaggio sofferto, tutto il resto del personale impegnato per lo stesso tipo di servizio tra cui Carabinieri, Finanzieri e Poliziotti alloggiano in alberghi che le rispettive amministrazioni hanno preventivamente convenzionato per l’esigenza.
La cosa rende abbastanza perplessi e spesso ci si pone la domanda “non è che i soldati per lo spirito di obbedienza e per lo spirito di sacrificio che li contraddistingue e non lamentandosi mai costano di meno?”
Se bisogna applicare dei tagli iniziamo a tagliare anche su queste infrastrutture per lo meno non necessarie, ogni FF.AA ha decine di strutture ricettive su tutto il territorio nazionale tra stabilimenti balneari e montani, foresterie nelle più importanti città, così recuperando fondi che potrebbero essere impegnati per altro, magari rinnovando il contratto e stabilizzare i precari, senza tralasciare quante unità sono impegnate per la gestione degli stessi.

Delegato COCER E.I. CMC BITTI dr Leonardo
Cell. 339/8089788
e-mail dottbitti@yahoo.it

Statuto dei Lavoratori Militari - Conferenza stampa

Il 5 novembre 2008, alle ore 12:00, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, ingresso via della Missione, sarà tenuta la conferenza stampa per la presentazione dello “Statuto dei Lavoratori Militari”.
Il documento, di concezione moderna, è l’attuazione delle norme costituzionali sulla libertà di pensiero e dignità dei lavoratori militari, nonchè sul loro rapporto di specialità con lo Stato.
La proposta di legge, elaborata dal SUPU con il contributo di varie Associazioni d’Arma e Combattentistiche e il Comitato dei Precari delle Forze Armate, sarà presentata dal Gruppo Parlamentare dell’MpA - Movimento per le Autonomie - con l’adesione di parlamentari sia dell’opposizione che della maggioranza.
Saranno presenti autorità politiche, istituzionali e sindacali.

giovedì 23 ottobre 2008

E-mail di un precario

Figlio di un umile ma grande 'Postino' e di una umile ma grande 'Operatrice Domestica', decisi di seguire la mia unica più grande passione della vita: fare il Soldato!
Iniziai presto a tentare di seguirla, all'età di 17 anni, frequentando il 4° superiore.
Alla stessa età tentai il primo concorso, Accademia Militare di Modena.
Esito finale: 'Idoneo non vincitore'.
La delusione allora fù minima, ero giovanissimo, avevo ancora tanto tempo per riscattarmi.
Nello stesso anno tentai anche Allievi Marescialli E.I. ed anche qui, esito: 'Idoneo non vincitore'.
Delusione minima, aiutato anche dagli affettuosi incitamenti dei miei grandi genitori: 'Coraggio! Non mollare!'.
L'anno seguente a causa degli Esami di Maturità, tentai solo quello per l'Accademia... non nascondo che fu un fallimento! Fui scartato alla seconda prova...era giusto!
Troppo preso dal Diploma Superiore.
Non mi diedi per vinto...
Anno 2001, Settembre. Mi arruolai su consiglio di un Sottufficiale E.I., in qualità di V.F.A... 'Comincia ad entrare nel giro', mi disse.
Inutile dire che, una volta indossata la tanto amata Uniforme ed una volta assaporato il primo Alzabandiera, tra me e me esclamai: 'Questo è il mio Mondo'!
I mesi successivi furono costellati da tanti piccoli successi personali, avevo guadagnato tutto il guadagnabile da un Volontario di Truppa.
Nel frattempo arrivarono i risultati dei concorsi che stavo svolgendo... facile! 'Idoneo non vincitore'!
Accusai il colpo...mi sentivo triste e demotivato.
Successe però che, con fare fraterno, venni chiamato a rapporto in Batteria dal mio Comandante e dal Vice: 'E' uscito un concorso per Ufficiali di Complemento', mi dissero, 'Perchè intanto non provi questo?'.
Come se mi avessero sparato in vena una dose massiccia di Adrenalina pura, accettai!
Il giorno seguente mi recai presso l'Ufficio Personale del Reparto e presentai domanda.
A questo punto, posso affermare. Non siamo ipocriti... anche i nostri concorsi 'NON ERANO CRISTALLINI'!
Venne così il momento di affrontare le prove selettive per il corso AUC. Mi sentivo un 'Col Moschin'!
-Primo giorno di selezioni: alla grande, nulla da aggiungere.
-Secondo giorno di selezioni, prove di efficienza fisica: avrei potuto partecipare alle Olimpiadi, ero gasatissimo!
-Terzo giorno, visite mediche...Qualcosa si incrinò. Per quanto riguarda la parte prettamente fisica c'era poco da discutere. Obiettivamente stavo benissimo, avevo già due anni di dura palestra, corsa e piscina alle spalle. Fin qui, tutto bene.
Ore 16:30 circa del pomeriggio, eravamo rimasti in 12 concorrenti.
Attendevamo la visita dallo Psicoloco.
Ore 16:45 circa, si presentò un Carabiniere con 12 buste gialle. 'Signori, esiti delle visite, avvicinatevi per favore!'. Esiti? Blaterammo tra noi: 'Forse lo Psicologo non serve'.
Aprimmo le buste...un pesante mormorio avvolse quello stanzone...lessi l'esito del concorso 'NON IDONEO, PS=3'.' Ps' sta per Profilo Psicologico...mi crollò il mondo addosso!
Stranezza n° 1: PS= 3? Com'è possibile se dallo Psicolocogo non ci sono andato, ne io ne gli altri?
Stranezza n° 2: Anche TUTTI gli altri avevano la stessa 'patologia'!
Stranezza n° 3: Le buste di ogni singolo concorrente erano firmate da persone diverse con la stessa firma! Solo un orbo non se ne sarebbe accorto! Successe il finimondo.
Qualcuno andò via indiferente, altri restarono con me per chiedere delucidazioni.
Il Carabiniere ci rispose: 'E che volete da me? I' nun sacc nient! Iatevenne!
'Venne quasi aggredito, intervenne un suo collega. Rimasi in disparte ed appena finito il marasma riuscii ad avvicinarlo. Molto cordialmente rispose a tutte le mie domande e con fare fraterno, guardando i miei occhi gonfi di lacrime (stavo per esplodere!) mi disse:
'Fanno sempre così, specialmente quando si STUFANO o sanno che DEVE ENTRARE QUALCUNO. Senti a me, vai via e presenta ricorso. Vattene, togliti da qui, guarda che casino non rischiare pure la denuncia!'
Uscii in fretta e in furia! D'istinto afferrai il cellulare e chiamai il mio Comandante di Batteria. Sconcertato dall'esito del concorso si offrì di aiutarmi. Quasi non ci credeva.
Il bello è che con quello che avevano scritto avrebbero dovuto congedarmi anche da VFA! La mia vita, anche privata, era ad un passo dalla rovina! In quelle caotiche ore successive successe di tutto. I miei genitori disperatamente contattarono un avvocato che mi chiamò al cellulare: 'Portami tutto che ci facciamo dare un sacco di soldi! 'F***lo i soldi! Non accettai!
Significava gettare ai porci la mia passione...
L'indomani, tramite Comandante di Batteria e Comandante di Reggimento, fui 'fiondato' presso l'Ospedale Militare.
Il Colonnello 'Medico Psicologo' addetto al mio controllo mi rigirò come un pedalino, si fece anche spedire la mia scheda personale via fax: 'Chi ha scritto questo o è pazzo lui stesso o l'ha fatto in mala fede!'.
Lo stesso mi prenotò all'indomani una visita di riscontro oggettivo presso una sede di Igene Mentale (se ripenso alle umiliazione...vabbè, non pensiamoci...).
Il giorno seguente mi recai dove indicato dal Colonnello. Affrontai tanti esami strani, tra cui anche la misurazione del Q.I.
Insomma, morale della favola... NON ERO PAZZO!
Con tutto il materiale sanitario e la piena riabilitazione, tornai dal mio Comandante di Reparto.
Soddisfatto anch'egli, mi diede una mano ad impiantare il ricorso. Lo spediì.
Dopo circa una settimana arrivò tramite raccomandata un avviso di riconvocazione presso la sede di selezione.
Tra le righe scorsi queste SCONCERTANTI PAROLE: 'Nello scusarci del grave errore di TRASCRIZIONE...etc...., il Caporale Scelto (Io) è convocato a sostenere il colloquio finale in data....etc....'. SCONCERTANTE!
Vinsi il concorso, ero sulle nuvole! Avevo centrato il mio sogno! Ma l'euforia del momento non mi portò a vedere la realtà...quel sogno era solo l'inizio di un altro grande incubo, lo stesso che state vivendo Voi!
Voglio svegliarmi...aiuto...
Tenente S.V.P.P.B.

martedì 21 ottobre 2008

E-mail di un anonimo

Povera Italietta...

L'Italietta fa ridere.
Noi siamo addirittura peggio dei nostri rappresentanti politici!
Sono anni che viviamo male, più si va avanti e più è peggio, ma nessuno fa niente eccetto che lamentarsi.
Poi ad un certo punto arriva qualche pseudo-intellettuale (Vittorio Sgarbi, Bruno Vespa, Filippo Facci...) e se la cantano come vogliono, si rigirano la frittata, credono di "accaparrarsi" il pubblico senza personalità e senza opinioni proprie!
L'Italia va a rotoli, io mi vergogno di essere classificato come italiano, perchè l'italiano moderno non è nemmeno parente con quello del Rinascimento!
L'Italia mi fa pena, c'e' una Mafia che in confronto Cosa Nostra è una banda di quartiere!
E tutti adesso a preoccuparsi del Vilipendio del Presidente, ma dico io, ma sono problemi che possono interessare una persona che nel terzo millennio vive con salari bassi, sfruttamento lavorativo, precariato, caro-vita, eliminazione di tutti i più antichi diritti dei lavoratori (maternità per esempio), lobby, ordini professionali come caste (uno su tutti: ordine Avvocati), mancanza di libertà di espressione (adesso vogliono chiudere anche tutti i blog su internet così quel poco di libera espressione del pensiero che ci restava andrà a farsi benedire), raccomandazioni, concorsi truccati, meritocrazia zero, delinquenza, tassazione alle stelle...e mi si viene a parlare di Vilipendio?
Ma chi c...o se ne frega dico io!
Un Anonimo

Italia del trucco: Italia che siamo

L'Associazione Contro Tutte le Mafie denuncia quello che non funziona nel nostro paese.
L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro che non c’è, e non sulla libertà, che tutti declamano, ma nessuno ha il coraggio di costituzionalizzare nei principi.
L’Italia è sfiduciata nelle Istituzioni, sfilacciata, mal governata; una mucillaggine sociale e una poltiglia di massa rassegnata all’inezia e che inclina verso il peggio, che si uccide e si ferisce nei festeggiamenti di capodanno. Insomma: un caos organizzato.
L’Italia dove non c’è libertà di stampa e di parola. I media appartengono ad una casta foraggiata dallo Stato e dai partiti politici; con emolumenti stratosferici, sottoposti a dipendenza e servilismo, nepotismo e clientelismo. I giornalisti sono precari, censurati ed intimiditi dal potere politico e giudiziario.
L’Italia dove i servizi pubblici sono indecenti: emergenza idrica; posta ferma nei depositi; rifiuti ammassati e bruciati per le strade; telefonia in monopolio mal funzionante ed intercettata; ferrovie nel caos, con passeggeri abbandonati o congelati, con treni affollati, sporchi, con legionella, pulci, cimici e zecche.
L’Italia dove non c’è giustizia: con abusi nelle carceri pieni di gente indigente e presunta innocente; con meno carceri per i reati più gravi; con 4 milioni di vittime di errori giudiziari.
L’Italia dove c’è illegalità e malagiustizia; con le 31.353 richieste in 3 anni di equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo; dove si spara nei tribunali o dove gli avvocati sono stressati.
L’Italia dove il fallimento di aziende sane è una fabbrica del reddito per gli operatori della giustizia.
L’Italia dove è impedita la difesa e l’accesso al gratuito patrocinio.
L’Italia dove le denunce penali non sono iscritte nel registro generale.
L’Italia dove tutti sono responsabili per le loro azioni, meno che i magistrati: casta impunita, ai quali il peggio che li può capitare è il trasferimento di ufficio per incompatibilità ambientale.
L’Italia dove è norma insabbiare i procedimenti penali contro gli stessi colleghi magistrati e i poteri forti e, nonostante tutto ciò, vi sia una marea di magistrati inquisiti.
L’Italia dove la magistratura è una casta con privilegi e segreti; definita come una lobby mafiosa, sovversiva ed eversiva, che influisce sul potere esecutivo e legislativo.
L’Italia dove vige l’impunità per i parlamentari, i magistrati, i commissari d’esame dei concorsi truccati; i funzionari pubblici non sono licenziati, pur condannati per gravi delitti.
L’Italia dove gli avvocati e i notai non sono stinchi di santo, abusando del loro status.
L’Italia dove la stessa magistratura, per la pseudo lotta alla mafia: usa l’incompatibilità ambientale per i magistrati scomodi o le lotte di potere per le carriere; o lincia Giovanni Falcone e Agostino Cordoba; o processa Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrestò Riina; o non confisca i beni sequestrati alla mafia.
L’Italia dove le indagini sulla massoneria e sulle stragi sono bloccate.
L’Italia dove risulta essere governata da politici drogati, ignoranti, pregiudicati, falsi, voltagabbana, puttanieri e mafiosi, assenteisti e costosi per la comunità.
L’Italia dove ci sono sprechi: aeroporti inutili, compagnie aeree e marittime inutili e dannose; opere pubbliche incompiute; voli di Stato; auto blu; pensioni faraoniche; privilegi faraonici ai parlamentari, ai magistrati, ai consiglieri regionali, ai funzionari pubblici, ai professori universitari, ai giornali.
L’Italia dove si “regalano” le case pubbliche ai politici.
L’Italia dove tutti e sempre sono in conflitto di interessi.
L’Italia dove le elezioni sono truccate.
L’Italia dove amministrare la cosa pubblica significa cadere in tentazione e delinquere.
L’Italia dove ci sono appalti pubblici truccati.
L’Italia dove gli impiegati pubblici sono malati, assenteisti e improduttivi.
L’Italia dove i militari sono condannati per tangenti, o segretano le morti per l’uranio impoverito o il vaccino.
L’Italia dove la polizia, l’arma dei carabinieri, la guardia di finanza sono accusati di violenza o altri reati, facendo fare i lavori sporchi ai vigilantes, considerati polizia di serie B.
L’Italia dove si elevano sanzioni amministrative truffa.
L’Italia dove ci sono collaudi falsi dei veicoli.
L’Italia dove ci sono abusi edilizi ed inquinamento atmosferico, inquinamento delle acque, inquinamento ambientale, inquinamento acustico.
L’Italia dove ci sono gli incendi boschivi redditizi.
L’Italia dove gli allievi sono più bravi degli insegnanti.
L’Italia dove per trovare lavoro ti devi asservire e far raccomandare, dove è inconsistente il collocamento pubblico o privato, se non per creare precariato.
L’Italia dove i sindacati sono un’altra casta, con poteri e privilegi.
L’Italia dove c’è sfruttamento dei lavoratori, addirittura sfruttamento a danno dei giudici onorari, dei giudici di pace, degli assistenti parlamentari, dei medici specializzandi, dei praticanti avvocato, dei giornalisti.
L’Italia dove c’è il mobbing nelle istituzioni.
L’Italia dove non c’è tutela della salute dei lavoratori e prevenzione degli infortuni.
L’Italia dove sono truccati gli esami scolastici e delle patenti, oltre che i test di ammissione alle università.
L’Italia dove tutti occupano un posto di responsabilità che non merita, in quanto sono truccati tutti i concorsi pubblici, compresi quelli forensi, giudiziari, accademici, notarili, giornalistici, sanitari, televisivi, inps, postali, scolastici, sportivi, canterini; negli enti locali i concorsi sono truccati, o sono concorsi senza concorso, o sono concorsi a sorteggio, o sono concorsi parentali.
L’Italia dove ci sono compagnie assicurative riunite in cartello, rincari RCA ingiustificati e inadempienze risarcitorie, sinistri truffa e avvocati con magistrati collusi tra di loro, che assicurano il risarcimento.
L’Italia dove ci sono truffe bancarie, le mani della giustizia sui banchieri e la piovra delle banche sulla giustizia, le banche come la più grande rete di connivenza con la mafia, l’usura bancaria.
L’Italia dove tutti evadono le tasse.
L’Italia dove c’è il caro prezzi ingiustificato.
L’Italia dove c’è lo sciopero selvaggio, senza rispetto e tutela dei diritti altrui.
L’Italia dove ci sono i falsi invalidi e le barriere architettoniche.
L’Italia dove gli stranieri clandestini emulano gli italiani.
L’Italia dove i padri separati rivogliono i loro figli.
L’Italia dove di pedofilia si abusa parlando o accusando.
L’Italia dove la politica crea clientelismo nella sanità e, per gli effetti, crea malasanità.
L’Italia dove, addirittura, lo sport e insito di dubbi sulla sua correttezza e lealtà.
Questa è l’Italia che siamo.
Possiamo anche nascondercelo, ma non si può negare l’evidenza.
Grazie dell’attenzione.

Concorsi truccati: dimostrazione matematica

L'autore di questo articolo, Quirino Paris (professore di economia agraria alla University of California, Davis, dal 1969), affronta il tema dei concorsi beffa nelle facoltà italiane con un occhio "scientifico".
Ha infatti condotto uno studio basato sull'analisi di 27 selezioni di commissione giudicante per altrettanti concorsi pubblici in facoltà di economia agraria italiane. Dette commissioni, in Italia, vengono selezionate con un voto segreto da parte di tutti gli ordinari.
Sorprendentemente, la distribuzione dei voti di ciascuna selezione analizzata nello studio, voti che sono (o sarebbero) segreti, risultava molto uniforme fra i votanti. Questo sarebbe la prova che il voto è tutt'altro che segreto e autonomo, ma bensì predeterminato a tavolino mediante logiche "criminali".

Schema ideale: due vincitori per un posto

Questa storia dei concorsi universitari truccati è un'invenzione o la realtà?
"Truccati è una parola grossa", ribatte Luigi Donato, barone doc, ordinario di cardiologia alla scuola superiore Sant'Anna di Pisa, che è come dire la Normale, l'Olimpo delle scienze applicate, nonché presidente dell'area di ricerca del Cnr di Pisa, 1300 dipendenti, il più importante centro del Cnr in Italia.
"Il fatto è riprende Donato che il meccanismo che si è messo in piedi per questi concorsi facilita la realizzazione di soluzioni precostituite, che sono pienamente legittimate dal meccanismo perverso che è stato messo a punto".
Lei obietta sull'aggettivo truccati, ma concorsi del quale si conosce il vincitore in quale altro modo potrebbero essere chiamati?
"Parlerei di meccanismo perverso".
Ma una lotteria che ha sorteggio già determinato è una lotteria truccata. E non è la stessa cosa per un concorso?
"Attenzione, il fatto è che il collegio dei docenti della materia, che poi è la lobby, si trova d'accordo e dice: questa volta votiamo per te te e te. E perché votiamo per te per te e per te? Perché deve vincere il tale e il tal'altro".
Come funziona il sistema?
"La facoltà chiede un concorso per una materia, mettiamo cardiologia. La commissione ad esempio per i professori associati è formata da un membro interno e da quattro esterni, due ordinari e due associati".
Come fanno a controllare le nomine?
"Perché le nomine degli esterni vengono fatte dal collegio dei professori della materia, che è una lobby, la corporazione dei professori di quella materia, un'associazione, che non ha alcuna veste giuridica e sfugge a qualunque controllo anche del ministero".
Come può esserci un potere così assoluto sulle commissioni di concorso?
"Perché tutti quanti sono interessati. Perchè questa volta lo vinci tu e la prossima volta lo vinco io".
Formalmente chi costituisce la commissione?
"L'ho già detto. Viene eletta dal collegio, che in sostanza è un organo di governo spontaneo, interno alla categoria, che però fa da lobby e controlla completamente chi accede alle cattedre di quella determinata materia".
E la facoltà subisce le scelte della lobby?
"Normalmente questo gioco è fatto con l'accordo della facoltà che indice il concorso, ma poiché per regolamento dovranno uscire due vincitori, ci si mette d'accordo per far uscire la coppia che va bene a tutti".
Ma sono uno o due i posti da assegnare?
"No, deve essere coperto un posto".
Allora perché vengono scelti due vincitori?
"Perché il secondo sarà destinato ad altra sede".
E la facoltà?
"La facoltà può prendersi o l'uno o l'altro o nessuno dei due. Ed è un meccanismo perverso perché tutti quanti all'interno della corporazione sono in qualche modo, se mi si passa la parola, ricattabili. Perché se non stai a questo accordo, tu la prossima volta non avrai questo o quest'altro posto".
Meccanismo perfetto.
"Ma se per caso il desiderio della facoltà non collima con il desiderio della corporazione succede un pasticcio, per esempio succede che i candidati, che non sono graditi dalla lobby, vengono invitati a ritirarsi".
Se non sono graditi alla facoltà, chi vince, la facoltà o la lobby?
"Normalmente la lobby. Ad esempio c'è stato un concorso di recente, in cui c'era conflitto tra facoltà e corporazione. Così le persone non gradite sono state invitate a ritirarsi. Su nove se ne sono ritirati più della metà. E questa è una cosa che è abbastanza frequente".
Il dire che questo andazzo non è poi cosa così grave mi pare derivi più dalla diffusione del malcostume che dalla gravità del medesimo.
"Infatti è gravissimo. Però bisogna fare attenzione, non si può dire che sia un meccanismo universale, è assai meno grave anche in medicina e nel settore delle discipline di base, quelle non professionali o anche in altri facoltà come lettere e ingegneria".
Lì non succede?
"Voglio dire che c'è sempre l'accordo di massima ma non c'è la manfrina su quelli da far ritirare".
Che cosa fa la differenza?
"Secondo me tutto è legato alla connessione tra l'attività clinica ospedaliera professionale e la posizione accademica, perché è una posizione di potere non soltanto accademico ma anche economico".
Come uscirne?
"Come ha annunciato il ministro Moratti e come fanno le grandi università del mondo. Non si fanno concorsi, si fa la cooptazione. Mi va bene il tale e chiamo il tale".
Perché allora c'è il concorso?
"Perché consente il controllo da parte della lobby".
Ma il risultato sarebbe ottenuto nello stesso modo.
"No, io ho lavorato alla Columbia University, in Germania, in Olanda, in Inghilterra, in Svezia. E lì decide o il consiglio di facoltà o il preside, c'è una struttura che decide e che ha tutto l'interesse alla più alta qualificazione".
Mentre i concorsi farsa rispondono a quale interesse?
"Al fatto che una disciplina venga controllata. Oltrettutto in questo modo si è esasperato il localismo".
L'irresistibile ascesa del cretino locale, è il titolo di un saggio sul problema.
"Esatto, perché far venire un professore da fuori comporta un peso in più sul bilancio della facoltà, mentre far vincere uno interno quasi non incide perché è poca cosa la differenza tra lo stipendio di un professore associato e quello di ordinario. Sono inverosimili idiozie, che finiscono con il dequalificare il sistema. Parliamo tanto di autonomia e dunque applichiamola, chi la userà bene andrà su, chi la userà male andrà giù".

E-mail di un anonimo

L’altro giorno ho guardato un po’ AnnoZero su RAI2 dove si parlava dei giovani laureati italiani che fuggono all’estero perché qui non trovano una prospettiva di lavoro, la ricerca in Italia è senza fondi, i concorsi sono truccati, e di altre belle cose.
Mi veniva in mente una storiella realmente accaduta ad una mia amica (non faccio nomi) qui a Palermo.
Praticamente dopo essersi laureata in architettura questa mia amica voleva entrare a lavorare all’Università e quindi ha partecipato ad un concorso. Passato lo scritto doveva affrontare l’esame orale. Iniziarono gli interrogatori e durante l’esame di una delle aspiranti, la ragazza che era in quel momento sotto esame riceve una telefonata al suo cellulare privato. Risponde e poi passa il cellulare ad uno dei membri della commissione!!!!!!!!!!!!
Inutile dire che quella ragazza ha passato l’esame, la mia amica invece no.
Che i concorsi in Italia sono truccati ormai si sa ma che le persone non trovano neanche più vergogna, che non cercano neanche più a nascondere questo fatto, è una cosa veramente abominevole!
Pensando poi che stiamo parlando di un reato vero e proprio!!!!!
Li sbatterei in galera uno per uno!!!!
Un Anonimo

STORIA DI UN CONCORSO TRUCCATO...

...OVVERO LÀ DOVE IMPERA IL POTERE DEI BARONI.
Ancora una volta ci si trova a confrontarsi con i segreti di Pulcinella dei Concorsi Universitari.
Ci si aspetterebbe che, allorquando si debbono affrontare problemi di salute, nel rivolgersi a Docenti Universitari si affidi la propria vita alle persone più quotate sul piano della preparazione e della competenza.
La storia dell'ennesimo concorso truccato denunciata dalla Professoressa Maria Adelfina Anna Barbuscia la dice lunga sulla gestione del potere. In questa circostanza si tratta di un concorso per docente di prima fascia ad essere entrato alla Procura della Repubblica di Messina con l'autorità che un sigillo di un notaio può conferire.
L'Ateneo è proprio quello di Messina e la vicenda riguarda proprio la Professoressa Barbuscia che, avendo visto modificato il profilo del concorso a cui doveva partecipare, il 10 ottobre 2005 ha depositato un testamento olografo presso il notaio Vincenzo Grosso nel quale venivano indicati non solo i vincitori ma anche i Docenti che avrebbero composto la Commissione Giudicatrice, il tutto prima che la stessa venisse composta. Tutto questo è dovuto alla perspicacia di chi è abituato a confrontarsi quotidianamente con un meccanismo perverso in cui la vincita ad un concorso universitario parte da lontano ed è frutto, non certo di merito, bensì di accordi e del perfetto e collaudato meccanismo del do ut des.
Come già riportato nel testamento olografo, sulla scorta di queste considerazioni, era logico pensare che anche nel Concorso in oggetto si continuasse con lo scambio di favori e pertanto, seguendo criteri di opportunità e di presunti accordi tra gruppi di Professori Ordinari, era semplice per la Prof.ssa Barbuscia prevedere che "la Commissione sarà così costituita dal Prof. Paolo Melita, membro designato dalla Facoltà, e dai Proff. Gastone Veroux, Claudio Cordiano, Massimo Saviano, Andrea Renda e che i vincitori del Concorso saranno i seguenti Candidati: Letterio Calbo e Giovanni De Manzoni".
Detta procedura concorsuale inizia con il bando del 5 maggio 2005, pubblicato sulla G.U. il 13 maggio. Essa fa seguito ad una richiesta inoltrata dal Prof. Paolo Melita, Direttore della Cattedra di Chirurgia Generale, al Dipartimento di Patologia Umana cui la Cattedra afferisce. Detta richiesta, scrive la Docente nel testamento, fu da me elaborata sulla scorta di appunti olografi dello stesso Prof. Melita, apportati su profili di precedenti concorsi (in particolare concorso di prima fascia bandito nel 1999 presso l’Università di Messina e concorso di seconda fascia bandito sempre nel 1999 presso l’Università di Pisa). La richiesta, dopo una piccola formale modifica, suggerita dal Prof. Melita e da me appuntata sul 1° foglio, venne ristampata, protocollata ed inviata al Dipartimento. In entrambe le stesure è chiaramente espresso l’impegno scientifico “consolidata esperienza in Chirurgia Generale ed in particolare Chirurgia dell’Apparato Digerente e delle Ghiandole Endocrine” e didattico “insegnamento e coordinamento didattico nell’ambito del S.S.D. tanto nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia che nelle Scuole di Specializzazione afferenti alla Facoltà, specie in Chirurgia Generale e dell’Apparato Digerente” previsti. Inserita, con ordine del giorno aggiuntivo, nell’adunanza del 14.06.01 del Consiglio di Dipartimento, unitamente ad una richiesta generica di n° 2 posti di Professore Universitario di seconda fascia e di n° 2 posti di Ricercatore, detta istanza diveniva oggetto di ampia ed approfondita discussione a conclusione della quale “il Consiglio perviene, con parere unanime, alla conclusione di inoltrare al Consiglio di Facoltà le proposte di attivazione di procedure di valutazione comparativa”. Veniva ribadita la tipologia di impegno scientifico e didattico già espressa nella richiesta del Prof. Melita.
Dopo aver esaurito tutta una serie di esigenze da parte di altri Settori Scientifico Disciplinari, con delibera del 04.05.05 si avviava, finalmente, la procedura concorsuale che portava al successivo bando; in tale sede tuttavia ne veniva totalmente sovvertita la tipologia dell’impegno scientifico e didattico, senza che in aula ne venissero spiegate le motivazioni: nell'allegato D, parte integrante del bando, si legge "Tipologia dell’impegno didattico e scientifico: Il candidato deve possedere documentata esperienza clinica e scientifica nel campo della Chirurgia Generale, in particolare nel settore Endocrinochirurgia, un comprovato impegno didattico nei Corsi di laurea, nelle Scuole di Specializzazione e nei corsi di perfezionamento.
Come la Docente scrive nel testamento: "E’ legittimo chiedersi il perché di detta variazione di indirizzo dal momento che essa non risponde ad alcuna dichiarata esigenza del Settore Scientifico Disciplinare. E’ forse finalizzata a favorire un qualche candidato?" Ed inoltre "Alla luce di quanto sopra è ipotizzabile che gli stessi accorgimenti verranno utilizzati nelle votazioni (previste per il periodo 10-19 ottobre p.v.) per la nomina delle Commissione Giudicatrice del concorso in oggetto. A tale scopo intendo precisare che in occasione di precedenti procedure concorsuali, nelle quali erano candidati allievi del Prof. Melita risultavano spesso Commissari alcuni Docenti.
In particolare la sottoscritta intende focalizzare l’attenzione su due procedure concorsuali: Concorso di I fascia presso l’Università di Parma, in cui sono risultati vincitori il Prof. Vincenzo Violi, Professore Associato dell’Università di Parma, tempestivamente chiamato nella stessa sede, e il Prof. Eugenio Cucinotta (parente del Prof. Claudio Cordiano e collaboratore del Prof. Paolo Melita).
Concorso di II fascia presso l’Università di Verona, con membro interno il Prof. Cordiano e commissari il Prof. Paolo Melita ed il Prof. Eugenio Cucinotta ed i cui lavori sono stati, in maniera del tutto inusuale, espletati non nella sede che aveva richiesto il concorso bensì presso i locali della Chirurgia Generale di Messina. In detta procedura sono risultati vincitori il Dott. Calogero Iacono, dell’Università di Verona e il Dott. Cesare Lorenzini (collaboratore del Prof. Paolo Melita), dell’Università di Messina".
La Prof.ssa Barbuscia conclude il suo testamento allegando una ricerca bibliografica PubMed sui singoli candidati. Dell'intera vicenda, nonché dell'esistenza del testamento olografo, è stato tempestivamente investito il Rettore.
Lo stesso, dopo una attesa di tre mesi, non ha inteso chiarire tutte le perplessità a suo tempo espresse dalla Docente; ha provveduto solo all'invio delle note del Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia Prof. Emanuele Scribano, secondo cui "sarebbe irrilevante perché pleonastico riportare nel bando la Chirurgia dell'Apparato digerente" in quanto, a suo dire "si è andata sempre più consolidando negli anni l'identificazione della Chirurgia Generale con l'ambito addominale".
Tuttavia nella declaratoria descrizione dei contenuti scientifico-disciplinari, che a proposito del MED/18 così recita: Il settore si interessa dell'attività scientifica e didattico-formativa, nonché dell'attività assistenziale a essa congrua nel campo della fisiopatologia, della semeiotica funzionale e strumentale e della clinica chirurgica generale; il settore ha inoltre specifica competenza nella chirurgia d'urgenza e pronto soccorso, nella chirurgia dell'apparato digerente tradizionale, endoscopica e mini-invasiva, nella endocrinochirurgia, nella chirurgia oncologica e nella chirurgia sostitutiva, ricostruttiva e dei trapianti d’organo, non si avverte alcuna prevalenza né “identificazione” di una qualsivoglia disciplina con l’etichetta del S.S.D.
Naturalmente il Concorso viene esplicato dalla Commissione e con l'esito che la Prof.ssa Barbuscia aveva previsto.
Spetterà al Tribunale Amministrativo competente valutare i giudizi espressi dai singoli Docenti e quelli collegiali dalla Commissione Giudicatrice, soprattutto in merito al curriculum ed alla continuità e qualità della produzione scientifica dei Candidati.
Resta l'amarezza di sapere ancora una volta come la logica dei Concorsi Universitari obbedisca, ancora oggi, a regole non scritte ma che non sono certo quelle del merito, del sacrificio e della dedizione.
Non deve quindi meravigliare se i fatti di cronaca rivelano, spesso con risvolti tragici, le magagne di un sistema certo non cristallino in cui solo le rendite di posizione vengono premiate con la connivenza di chi si nutre di questo sistema.
Lettera Firmata

E-mail di un anonimo

Sarò visionario, idiota e rincoglionito, ma questa è la mia esperienza.
L’altro giorno la capitale d’italia e la sua gentile arietta hanno ospitato il sottoscritto, pronto per un concorso pubblico.
La sede dell’esame si mostra gentile e affabile, così come la simpatica vecchietta che chiamava l’appello.
Due minuti per spiegare le regole e si parte.
Tirando fuori da una scatola non sigillata (magagna 1) con scritto “riviste consolari” una risma di cartelle, anch’esse non sigillate (magagna 2) , comincio a pensare che la cosa puzza.
Con foglio e matita (magagna 3), inizio il test.
Ci si chiede di mettere il nome a MATITA sulla cartella (magagna 4), rido e obbedisco.
Alla fine della prima prova ci chiedono di uscire per poter preparare la successiva, alcuni escono, altri no (magagna 5).
Rientro, siedo per continuare e così si passa alla terza e ultima prova.
Nell’intervallo si ripete il siparietto delle uscite (magagna 5 bis).
Durante il terzo scritto, estremamente difficile, la simpatica vecchietta dice ad alta voce: “i signori J, K, Y, W e Z non hanno ancora scritto il nome sulle precedenti cartelle, alla fine di questa venite a scriverli” (magagna 6).
Una volta finito, ci invitano ad andare presso un altro ufficio, ben distante dalla sede d’esame, così da verificare l’eventuale convocazione per l’orale e non avere l’opportunità di controllare il proprio scritto (magagna 7).
Misteriosamente, nonostante sia molto ferrato sulla materia, non vengo convocato.
Io ne ho viste 7 di magagne, potevano cambiare l’esito semplicemente compilando una nuova scheda e facendo inserire alla fine i nomi dei prescelti, oppure dettare i nomi degli eletti all’altro ufficio.
Oltretutto l’esame è stato anticipato di SOLI 3 mesi, dandone due di preavviso, tagliando le gambe a gente come me che vive all’estero che ha avuto enormi problemi a compilare i fogli e a spedire le mille, inutili, certificazioni richieste.
Avrebbero potuto direttamente chiedermi se conoscevo un deputato, così da farmi risparmiare tempo e denaro, perché io il deputato non lo conosco, ma scommetto che qualcuno dei fortunati vincitori sì.
Bene, non mi resta che brindare a chi organizza questi fantastici concorsi e ai loro figli, che possano nascere deformi, io tornerò fuori dai confini italici e ci resterò per molto tempo, almeno finché non si smetterà di parlare di politica e calcio.
Forse sarà una lunga attesa.
Un Anonimo

Annullato concorso RS Aeronautica di Guidonia

Trovate in un cestino alcune prove d'esame svolte.


ROMA (21 ottobre)
La Direzione generale del personale dell'Aeronautica Militare ha annullato il concorso per il reclutamento di sottotenenti che si è svolto ieri a Guidonia (Roma). In un cestino infatti sono stati ritrovati alcuni fogli su cui era riportato lo svolgimento di un esercizio di algebra oggetto della prova di esame. L'episodio è avvenuto ieri all'aeroporto di Guidonia, dove era in corso la prova di matematica.
La commissione d'esame del concorso per sottotenenti nel ruolo speciale delle armi dell'Aeronautica militare per l'anno 2008 ha appreso del ritrovamento, all'interno di un cestino, di alcuni fogli contenenti, tra l'altro, lo sviluppo di un esercizio di algebra oggetto della prova di esame. A quel punto il presidente della commissione ha informato immediatamente di quanto accaduto la Direzione generale per il personale militare che, al fine di garantire la massima trasparenza delle procedure concorsuali, ha disposto l'annullamento delle prove d'esame in corso e il rinvio delle stesse a data da definire.
Avviata un'inchiesta. La Direzione generale ha anche informato la procura militare della Repubblica ed ha avviato un'inchiesta interna per l'accertamento dei fatti e per l'individuazione di eventuali responsabilità amministrative.
FONTE
GUIDONIA Il concorso per il reclutamento di sottotenenti dell'Aeronautica è stato annullato dalla Direzione generale per il personale militare. L'annuncio è arrivato ieri alle 10.30 mentre i duecento candidati in lizza stavano aspettando l'inizio della seconda prova in programma.
Una scelta obbligata dal momento che lunedì, durante il test di matematica, due aspiranti «top gun» avevano ritrovato alcune risposte esatte in un cestino del bagno nel centro di selezione per ufficiali di Guidonia.
Il fatto era stato denunciato ieri da Il Tempo.
Per la precisione, la soluzione (stampata al computer) di uno dei cinque esercizi previsti era stata gettata nel cestino assieme a un malloppo di foglietti che contenevano lo svolgimento di altri quesiti (probabilmente quelli contenuti nelle buste non estratte). I due candidati che hanno fatto la scoperta avevano subito denunciato l'accaduto ai carabinieri e alla commissione esaminatrice. Ieri mattina i duecento candidati si sono ripresentati al centro di Guidonia per la seconda prova di italiano. Dopo tre ore di attesa (dalle 7.30 alle 10.30) è arrivato l'annuncio del presidente della commissione esaminatrice: «Tutti a casa, al fine di garantire la massima trasparenza il concorso è annullato e rinviato a data da destinarsi».
Al termine della prova di lunedì si era pensato di annullare solo l'esercizio «incriminato». Poi, dopo la comunicazione di quanto accaduto da parte del presidente di commissione alla Direzione generale, si è deciso di azzerare tutto.
Il concorso taroccato non poteva più andare avanti. Ma la vicenda non si chiude qui.
La Direzione generale ha informato la Procura militare della Repubblica e ha avviato un'inchiesta interna per l'accertamento dei fatti e per l'individuazione di eventuali responsabilità amministrative.
Chi si era procurato in anticipo le risposte al test di matematica ora, di certo, non farà sogni tranquilli.

lunedì 20 ottobre 2008

Convocazione per il 22 ottobre 2008

Il 22 ottobre c.a, ore 11:30, Via di Tor Fiorenza n° 35 - Roma, presso la sede della ITAL UIL, convocazione straordinaria dei direttivi SUPU, ASL e PRECARI FFAA, per discutere l'importante ed esplosivo documento denominato "statuto dei lavoratori militari" e emendamento Lega Nord su sostegno finanziario a comitati sicurezza.
Siete pregati d'intervenire attesa rilevanza argomenti.
Sono invitati altresì per le ore 15:00 stessa sede, le autorità parlamentari, un delegato COCER di ogni arma e sindacati nazionali.
Il 5 novembre c.a lo "statuto dei lavoratori militari" sarà presentato alla sala stampa della Camera dei Deputati.
Presidente SUPU
Antonio Pappalardo