“Ci sarà l'alba di un nuovo giorno anche per noi. Un'alba in cui ci sentiremo di nuovo bene e capiremo di non aver sbagliato percorso. Un'alba in cui ci sentiremo orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare. Un'alba che arriverà anche grazie a chi, quando staremo per cadere, ci porgerà la mano. E anche grazie a chi non lo farà” (Braveheart)

"Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso. La creatività nasce dall'ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono i meriti. E' nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza. Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo. Invece di questo, lavoriamo duro! L'unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla" (Albert Einstein 1879-1955)
Questo Blog nasce con il preciso intento di far sentire la propria voce ed esprimere il proprio pensiero liberamente e democraticamente.

...la flessibilità è una caratteristica meritevole, la precarietà è uno stato di sofferenza...
"Esorto tutti ad una presa di coscienza, esorto tutti a non subire un trattamento ignomignoso. Invito tutti a non subire gli eventi ma partecipare agli stessi. Bisogna portare ogni vicenda, ogni torto, ogni intento dilatorio dinanzi alle sedi giudiziarie ed in tutti i gradi del giudizio. Bisogna essere uniti e partecipi."
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STABILIZZAZIONE DEL RUOLO UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE

La Comunità Europea con Direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, ha stabilito il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutti i lavoratori a tempo determinato del settore privato e pubblico (tanto per chi soggiace a diritto pubblico quanto per chi viene sottoposto a diritto privato) una volta che venissero maturati determinati requisiti.

L’ITALIA, in applicazione della riportata Direttiva 1999/70/CE ha emanato il Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368, che garantisce, tra le altre cose, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato a tutti i dipendenti a tempo determinato, una volta che vengano superati i trentasei mesi di servizio con proroga.

Le sentenze della Corte di Giustizia Europea Ruoli C-212/04, C-53/04, C-180/04, tra luglio e settembre 2006, hanno ribadito il diritto alla trasformazione del rapporto a tempo indeterminato per tutta la compagine dei dipendenti pubblici (confermando il contenuto di cui alla Direttiva 1999/70/CE), ovvero anche il diritto al risarcimento per equivalente.

Di conseguenza, lo Stato Italiano, in deroga all’art.36, c.5, D.Lgs. n.165/01, il 27.12.2006, con Legge 296/06 (Finanziaria 2007) ha disposto (art. 1 cc.417, 420, 519, 523, 526), la stabilizzazione (id est: trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato, a tempo indeterminato) di tutto il personale della Pubblica Amministrazione assunto a tempo determinato per un periodo superiore ai 36 mesi, a partire da quello in servizio al 01.01.2007; infatti sarebbe risultato eccessivamente oneroso per le finanze statali procedere alla concessione di un immediato “risarcimento per equivalente” a tutto il personale in possesso del citato requisito.

La “Stabilizzazione” è semplicemente una sanatoria, conseguente a contingenti decisioni prese in ambito europeo.

Per inciso, durante l'anno 2009, il Sig. Y. G., un ufficiale ausiliario del Corpo delle Capitanerie di porto (congedato durante l’anno 2007), è stato stabilizzato nella P.A. proprio in virtù del triennio di servizio maturato nel Corpo delle Capitanerie di porto

Si vuole infatti precisare che il comma 519, articolo unico della legge finanziaria 2007, ha disposto una procedura di assunzione straordinaria di personale della Pubblica Amministrazione, parallela, anche se diversa, a quella relativa alle ordinarie assunzioni.

Secondo la "Difesa" il comma 519, articolo 1 della legge n. 296/06 prevede la stabilizzazione del personale del pubblico impiego in ragione del 20% del fondo di cui al comma 96, art.3, Legge n. 311/04.

Il riportato "fondo" afferisce la disponibilità nei riguardi delle assunzioni in deroga al c.d. blocco del "turn over" stabilito con il comma 95, art. 3, Legge n. 311/04.

Tale divieto generalizzato di assunzioni di personale a tempo indeterminato imposto alle pubbliche amministrazioni per il triennio 2005-2007 dal comma 95 dell'articolo unico della finanziaria 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311), non riguarderebbe il personale dipendente delle Forze armate, e ciò in quanto la detta norma precisa che sono fatte salve le assunzioni connesse con la professionalizzazione delle Forze armate di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, ed alla legge 23 agosto 2004, n. 226.

Conseguentemente, le Forze Armate non potrebbero accedere allo speciale fondo, istituito dal successivo comma 96 per finanziare, in deroga al divieto di cui al suddetto comma 95, quelle assunzioni che si rendessero necessarie per fronteggiare indifferibili esigenze di servizio di particolare rilevanza ed urgenza; pertanto i dipendenti precari delle Forze Armate non potrebbero beneficiare delle stabilizzazioni di cui al comma 519 dell'articolo unico della finanziaria 2007 (L. n. 296/2006), in quanto tale disposizione, per istituire il necessario nuovo fondo per finanziare tali stabilizzazioni, scorpora il 20% del fondo di cui al citato comma 96 della finanziaria 2005.

A ben guardare, il comma 519, articolo 1 della legge n. 296/06 prevede la c.d. stabilizzazione del personale del pubblico impiego statuendo apposito fondo, corrispondente ad una quota (20%) delle risorse di cui al precedente comma 513, e non già al c. 96, art. 3, L. 311/04 tout court; in particolare, si sottolinea che il comma 513 rifinanzia il fondo di cui al c. 96.

Ma già il comma 96 art.3, L.311/04 consisteva in un rifinanziamento del precedente fondo c.d. "in deroga al blocco delle assunzioni" stabilito dall'art. 3, comma 54, della legge n. 350 del 2003.

Il comma 55 della sessa legge stabiliva, poi, che le deroghe di cui al precedente comma – quindi le richieste di assunzione in deroga al "blocco" - erano autorizzate secondo la procedura di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni; e che nell’ambito delle procedure di autorizzazione delle assunzioni è prioritariamente considerata l’immissione in servizio degli addetti a compiti connessi alla sicurezza pubblica, al rispetto degli impegni internazionali, alla difesa nazionale, al soccorso tecnico urgente, alla prevenzione e vigilanza antincendi e alla protezione civile; con ciò autorizzando anche le Forze Armate (in particolare il Ruolo Ufficiali) all'accesso al fondo di che trattasi, come infatti è avvenuto.

A fortiori si sottolinea che in tutti i provvedimenti di Autorizzazione all'assunzione del personale nelle pubbliche amministrazioni in deroga al c.d. "blocco", per gli anni 2004-5-6 e proprio per lo stesso anno di riferimento della stabilizzazione – 2007 - (cfr: D.P.R. 25 agosto 2004, D.P.R. 6 settembre 2005, D.P.R. 28 aprile 2006, D.P.R. 29 novembre 2007), è previsto il beneficio di una parte del fondo di che trattasi in favore del personale delle FFAA.

Nonostante tanto, la "Difesa", in maniera alquanto contraddittoria, sostiene le FFAA essere sottratte al beneficio di cui alla spartizione del fondo in parola.

Invero le Forze Armate, non sono esonerate in toto dal suddetto blocco generalizzato delle assunzioni, né, di conseguenza, ad esse è precluso l'accesso al fondo di cui al comma 96 art. 1 L. 311/04.


Assunzioni connesse con la professionalizzazione

La norma infatti non fa salve tutte le assunzioni delle Forze armate, ma soltanto quelle finanziate dalla legge 14 novembre 2000, n. 331, dal decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e dalla legge 23 agosto 2004, n. 226, ovverosia:

· per quel che attiene le FFAA, le assunzioni relative ai ruoli non direttivi e quelle del personale destinato all'inquadramento, alla formazione ed all'addestramento dell'organico da professionalizzare;

· per quel che attiene il Corpo delle Capitanerie di porto, le sole assunzioni delle categorie del ruolo truppa;

tanto, a mente della L. 331/00 e dell'art. 23, c. 3, e dell'art. 28, c. 1, L. 226/04, (come, peraltro confermato dallo stesso D.P.R.6 settembre 2005).

Infatti, la normativa relativa alla professionalizzazione di cui alla Legge 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04, prevede (in coerenza con gli oneri di cui alla tabella "A" della L. 331/00, e a decorrere dall'anno 2007, dalle tabelle "C" ed "E" di cui alla L. 226/04), per quel che attiene le Forze Armate (ad esclusione del corpo delle Capitanerie di porto):

· l'aumento di 10.450 unità del ruolo dei volontari di truppa in servizio permanente,

· il reclutamento di 30.506 volontari del medesimo ruolo in ferma prefissata,

· il mantenimento in servizio di circa 31.500 volontari di truppa in ferma breve,

Di più stabilisce che al fine di compensare il personale in formazione è computato un contingente di volontari in ferma prefissata di un anno determinato annualmente nelle misure di seguito indicate:

· 4.021 unità nell'anno 2005;

· 821 unità, in ciascuno degli anni dal 2006 al 2011;

· 749 unità, in ciascuno degli anni dal 2012 al 2020.

Infine dispone, al fine di inquadrare, formare e addestrare i volontari in ferma prefissata di un anno, un contingente di personale militare determinato annualmente nelle misure di seguito indicate:

· nell'anno 2005: 210 ufficiali, 350 marescialli, 350 sergenti, 1.743 volontari in servizio permanente;

· negli anni dal 2006 al 2007: 120 ufficiali, 200 marescialli, 200 sergenti, 996 volontari in servizio permanente;

· negli anni dal 2008 al 2020: 90 ufficiali, 150 marescialli, 150 sergenti, 747 volontari in servizio permanente.

Per quel che riguarda il Corpo delle Capitanerei di porto l'assunzione ed il mantenimento in servizio di:

· 3.500 volontari di truppa in servizio permanente del Corpo delle Capitanerie di porto,

· 1.775 volontari in ferma ovvero in rafferma del Corpo delle Capitanerie di porto,

In più al fine di compensare il personale in formazione non impiegabile in attività operative stabilisce un contingente di volontari in ferma prefissata di un anno nelle misure di seguito indicate:

· 200 unità nell'anno 2005;

· 235 unità negli anni 2006 e 2007;

· 5 unità in ciascuno degli anni dal 2008 al 2015.

Sotto tale segno la normativa sulla professionalizzazione delle Forze Armate prevede precisi fondi per l'attuazione del disposto normativo stesso (infatti, ai sensi dell'art. 81 della Costituzione Italiana, ogni legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte).

Da tanto, si precisa che gli unici oneri e relativi fondi previsti dalla detta normativa per l'assunzione del personale da professionalizzare si rinvengono nella Tabella "A" di cui alla legge 331/00 e alle Tabelle "C" ed "E" di cui alla L. 226/04; ovverosia 500.000.000 euro per le FFAA e 70.000.000 per il ruolo truppa delle Capitanerie di porto.

Tanto a fronte di una spesa pari a 9.000.000.000, per mantenere il personale delle Forze armate (escluso il Corpo CP), e di 500.000.000 per quello del Corpo delle Capitanerie.

Per quanto sopra citato, risulta di tutta evidenza che le uniche assunzioni del ruolo ufficiali connesse con la professionalizzazione delle FFAA di cui alle leggi 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04 attengono i seguenti contingenti:

a) nell'anno 2005, 210 ufficiali;

b) negli anni dal 2006 al 2007, 120 ufficiali;

c) negli anni dal 2008 al 2020, 90 ufficiali.

Per le restanti assunzioni di ufficiali delle FFAA, invece, si utilizzano gli ordinari stanziamenti inscritti nei fondi strutturali del Dicastero della Difesa, che, logicamente nulla hanno a che fare con i fondi e quindi con le assunzioni di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04.

Per quel che attiene il Corpo delle Capitanerie, invece, alcuna componente del ruolo ufficiali è legata alla formazione del personale da professionalizzare; infatti il reclutamento degli ufficiali del "Corpo" interviene grazie agli ordinari stanziamenti del Dicastero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Risulta, poi, del tutto inconferente con le assunzioni connesse con la professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04) l'inclusione, a partire dal 01.01.2006, delle dotazioni organiche del Ruolo Ufficiali delle FFAA nel decreto di cui all'art.2, c.3 del D.Lgs. 215/04.

Infatti la Legge 2 Dicembre 2004, n.299 (non già il D.lgs. 215/01) stabilisce da un lato, le dotazioni organiche del ruolo ufficiali, dall'altro, che il reclutamento del ruolo ufficiali è regolamentato secondo le disposizioni di cui all'art.60 e seg. del D.Lgs. 490/97, fino all'anno 2009, con ciò vanificando ogni tentativo di ricondurre in toto l'assunzione del personale del ruolo ufficiali delle FFAA o la determinazione organica dello stesso alla normativa sulla professionalizzazione di cui alla L.331/00, al D.Lgs. 215/01, e alla L. 226/04.

Ammesso e non concesso, poi, che la circostanza possa definirsi dirimente della connessione delle assunzioni del Ruolo Ufficiali delle FFAA con la normativa sulla professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04), comunque il Ruolo Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto ne sarebbe escluso, stante la mera considerazione che l'ultimo decreto sull'organica del detto ruolo datato 9.11.2004 risulta adottato ai sensi e per gli effetti del combinato del disposto normativo di cui all'art. 1 e 60 del D.Lgs. 490/97, attinente il "Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali, a norma dell'articolo 1, comma 97, della legge 23 dicembre 1996, n. 662", pertanto altra destinata normativa del tutto inconferente con la Professionalizzazione delle FFAA.

Né la normativa sulla professionalizzazione prevede alcunché per il Ruolo Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto; anzi a ben vedere la gestione del detto personale viene ex lege esclusa dallo stesso dettato normativo (cfr: art.3, c. 1, lett. a, L. 331/00, art. 1, c.1 D.Lgs. 215/01, art. 27, 28 L .226/04).

La prova di tanto si ha nel D.P.R. 6 settembre 2005, recante "autorizzazione ad assunzioni di personale nelle pubbliche amministrazioni, a norma dell'articolo 1, commi 95, 96 e 97 della legge 30 dicembre 2004, n. 311".

Infatti in tale anno aldilà delle 210 assunzioni di ufficiali delle FFAA connesse con la professionalizzazione si sono assunti circa 450 ufficiali delle FFAA, con i fondi per le assunzioni in deroga.

Se effettivamente fosse come sostenuto dalla Difesa, ovverosia che a far data dal 1.01.2006 tutte le assunzioni del ruolo ufficiali fossero connesse con la normativa di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04, ci si domanda come potrebbe mai essere che proprio la stessa normativa sulla professionalizzazione disponga per l'anno 2005 l'assunzione di personale che, secondo la Difesa, solo a far data dall'anno successivo avrebbe dovuto "rientrare" tra le assunzioni connesse con la professionalizzazione; ovvero anche, come sia stato possibile per il ruolo ufficiali delle FFAA attingere lo stesso anno (2005) tanto ai fondi sulla professionalizzazione tanto a quelli sulla stabilizzazione, se non in virtù di un "diversa" destinazione delle risorse!

Infatti, ammesso e non concesso – perchè è circostanza impossibile, né mai provata –, poi, che a partire dal 2006 le risorse già previste specificamente per la professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04), siano state utilizzate anche per l'assunzione del Ruolo Ufficiali delle FFAA, questo non dovrebbe significare che in quel momento le Forze armate sono state "sottratte al blocco delle assunzioni ed alla relativa deroga di cui al comma 96.

Si tratterebbe, come è evidente, di differenti risorse economiche, a cui le Forze Armate (in particolare il Ruolo Ufficiali) hanno avuto accesso alternativamente, in relazione alle proprie esigenze concrete ed alle concrete disponibilità dei relativi fondi, tutti in astratto accessibili.

Ma si ribadisce che la circostanza è del tutto irrealistica stante il fatto che le risorse messe a disposizione dalla professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04) hanno interessato il solo personale "non direttivo" delle FFAA, del quale notoriamente non fa parte il Ruolo Ufficiali; eccezion fatta per il personale assunto per la formazione, mai l'assunzione di alcun ufficiale delle Forze armate è stata garantita da alcun fondo sulla professionalizzazione, né è possibile riscontrare una simile affermazione nella normativa di che trattasi.

Ora, se già nel 2005, come del resto anche nel 2006 e addirittura nello stesso 2007 le FF.AA. sono state autorizzate ad accedere al detto fondo - per giunta proprio per le assunzioni che si vorrebbe far ricadere nella professionalizzazione, quelle che sarebbero dovute essere certamente escluse dal blocco e dal relativo fondo - non si vede per quale ragione le Forze armate non abbiano proceduto a richiedere l'autorizzazione all'accesso al fondo de quo anche per la richiesta di stabilizzazione dei propri "ufficiali precari", peraltro per far fronte a nuove ed autonome esigenze (quelle relative appunto alla stabilizzazione dei dipendenti precari), totalmente diverse, se non addirittura diametralmente opposte, a quelle sottese alla professionalizzazione.

Peraltro, si aggiunga sommessamente che, anche a voler escludere l'accesso delle FF.AA. all'originario fondo di cui al comma 96 della finanziaria 2005, si deve tener presente che, nel momento in cui la finanziaria 2007 ha scorporato il 20% del suddetto fondo, ha bloccato tale quota, mutandone la destinazione. In altri termini, quel 20% non fa più parte del fondo originario, ma costituisce un nuovo fondo, con una nuova destinazione, accessibile soltanto per finanziare le stabilizzazioni di cui al comma 519 della finanziaria 2007. Di conseguenza l'originaria destinazione del primo fondo (le assunzioni urgenti in deroga al blocco del turn over) diventa oggi del tutto irrilevante con riferimento a quel 20% che oggi costituisce un fondo nuovo, autonomo e diverso.

Con specifico riferimento agli Ufficiali, la "Difesa" afferma che le assunzioni a tempo indeterminato (rectius in S.P.E.) degli Ufficiali non potrebbero accedere al fondo di cui al comma 519, in quanto si tratterebbe di assunzioni "funzionali" alla riforma della professionalizzazione, che dunque andrebbero effettuate solo con i fondi propri della professionalizzazione, e non con i fondi del comma 519.

Tuttavia, neanche tale assunto pare condivisibile. Innanzi tutto lascia perplessi il fatto che le assunzioni a tempo indeterminato degli ufficiali delle FFAA possano essere considerate istituto giuridico connesso alla riforma della professionalizzazione, visto che già all'epoca dei fatti (1 gennaio 2007) la riforma era compiuta, in quanto legata alla contingenza dell'abolizione del servizio di leva e alla riduzione dell'organico delle FFAA a 190.000 unità, dunque fisiologicamente temporanea, pensata e realizzata per la "graduale sostituzione leva con militari di professione" (si vedano in tal senso le norme istitutive di tale riforma: legge 14 novembre 2000, n. 331, decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, legge 23 agosto 2004, n. 226).

Inoltre, anche a volere riscontrare tale rapporto funzionale, ciò non toglie che le stesse assunzioni possano essere considerate altrettanto necessarie (al pari degli omologhi colleghi dell'Arma dei Carabinieri) pure con riferimento alla stabilizzazione dei precari, e ciò proprio in base alla ratio sottesa al comma 519.

D'altronde, non bisogna dimenticare che il comma 519 disciplina non le assunzioni tout court, bensì solo quelle mirate, appunto, alla stabilizzazione dei precari. In altri termini, se l'Ufficiale "militare di professione" è pure precario, non si vede per quale ragione non possa accedere alla stabilizzazione ex art. 519.

Peraltro è solo il caso, brevemente di accennare che il c. 95, L. 311/04, non fa salve solamente le assunzioni connesse con la professionalizzazione delle FFAA di cui alle leggi L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04, ma pure quelle connesse con la professionalizzazione dell'Arma dei carabinieri di cui all'articolo 3, comma 70, della legge 24 dicembre 2003, n.350.

Queste ultime assunzioni, in particolare, intervengono a completamento del programma di sostituzione dei carabinieri ausiliari (di cui all’art. 21 della legge 28 dicembre 2001, n.448 e dell’articolo 34, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289), che dispone che in relazione alla necessità di procedere alla progressiva sostituzione dei carabinieri ausiliari in deroga a quanto stabilito dall’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, è attivato un arruolamento di contingenti annui di carabinieri in ferma quadriennale.

Il successivo c. 96 art. 1 della L. 311/04 ha disposto, in deroga al divieto di cui al comma 95, per le amministrazioni ivi previste, apposito fondo per le assunzioni che si rendessero necessarie per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, asservendo l'autorizzazione alle modalità di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n.449, e successive modificazioni.

Ha, infine, statuito al c.96 che nell’ambito delle procedure e nei limiti di autorizzazione all’assunzione di cui al comma 97 è prioritariamente considerata l’immissione in servizio, in particolare, del personale necessario per assicurare il rispetto degli impegni internazionali e il controllo dei confini dello Stato, e degli addetti alla difesa nazionale.

Con ciò, pertanto, da un lato, ha escluso l'accesso al fondo di che trattasi al ruolo truppa tanto delle tre FFAA quanto dell'Arma dei Carabinieri, in quanto dotati di specifico fondo per le assunzioni connesse con la professionalizzazione dello stesso ruolo; dall'altro, ha riservato al personale del Ruolo Ufficiali sia delle FFAA che dell'Arma il beneficio di cui al c. 96, art. 1, L. 311/04.

Invero la finanziaria 2007 ha voluto estendere le risorse destinate alla stabilizzazione scorporando, in aggiunta, anche una porzione del già citato fondo, distinto ed autonomo istituito proprio per la riforma della professionalizzazione.

Di conseguenza, l'accesso al fondo ex comma 96 non può essere precluso in modo generalizzato alle Forze armate, ma al contrario costituisce una risorsa finanziaria a cui anche le FF.AA. (ed in particolare il ruolo ufficiali) possono accedere.

Ciò è comprovato anche dal successivo comma 97, che prevede, proprio con riferimento alle suddette autorizzazioni in deroga al c.d. blocco del turn over, che sia "prioritariamente considerata l'immissione in servizio degli addetti a compiti di sicurezza pubblica e di difesa nazionale" - peraltro ripercorrendo quanto già disciplinato dal riportato comma 55, articolo 3, L. 350/03 -.

Nel merito è solo il caso di accennare l'evidenza della frase che coinvolge le FFAA, e non già i soli corpi di polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e corpo della Guardia di Finanza); infatti, qualora il legislatore avesse voluto intendere gli appartenenti alle sole forze di polizia (tanto ad ordinamento civile quanto militare), gli sarebbe bastato citare gli addetti a compiti di sicurezza pubblica; tutto ciò, come è noto, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 57 del C.P.P.

Il legislatore ha, comunque, messo a disposizione ulteriori risorse (di cui all'art. 1, c. 417, 419, L. 296/07); a fortiori nella circolare del 24 marzo 2007 del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nelle Pubbliche amministrazioni, si legge che le amministrazioni pubbliche non citate espressamente nel comma 519, in quanto sottoposte a specifiche disposizioni in materia di assunzioni ... adeguano i propri ordinamenti a quanto previsto dal medesimo comma 519 in termini di requisiti e modalità di assunzione, tenendo conto delle relative peculiarità e nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio.

Di più si sottolinea che la procedura di cui alla stabilizzazione del personale precario della pubblica amministrazione, prevede altresì (cfr: c. 526, art.1, L. 296/06) che tale procedimento si debba necessariamente estendere ai successivi due anni (2008, 2009); in questo caso, però le assunzioni devono essere garantite dai fondi strutturali del singolo Dicastero, come testimoniato dallo stesso D.p.c.m. 06.08.2008, che ha stabilito le assunzioni a tempo indeterminato di che trattasi con i fondi del singolo Ministero; con ciò legittimando l'ultroneità di riferimento al fondo di cui all'art. 1, c. 96, L. 311/04.

In tal senso è solo il caso di ricordare quanto espresso nel parere del Capo Ufficio Legislativo del Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Avv. Danilo DEL GAIZO, datato 05.12.2006 si legge: "...per le assunzioni in deroga autorizzate sempre per l'anno 2007 è, infine, considerata prioritaria l'immissione in servizio, tra gli altri, degli addetti al personale della difesa nazionale.

martedì 15 luglio 2008

SILP-CGIL: GIOVEDI' 17 MANIFESTAZIONE CONGIUNTA COMPARTO DIFESA SICUREZZA

E' fissata per giovedi' 17, a partire dalle ore 08:00, la manifestazione congiunta comparto Sicurezza e Difesa presso le prefetture solo nella città di Roma le iniziative verranno estese anche nei pressi di Palazzo Chigi, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. SILP-CGIL

VIGILI DEL FUOCO: E' SCIOPERO DELLA FAME

CONAPO (Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco) solidale con gli idonei al concorso pubblico a 184 posti da VVF ed i 74 volontari in ferma breve in attesa di assunzioni.
Roma, 15 lug - Il CONAPO (Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco) ed il suo Segretario Generale Antonio Brizzi esprimono piena solidarietà agli idonei del concorso a 184 posti da Vigile del Fuoco ed ai 74 vfb che hanno indetto uno sciopero della fame che partirà dal sit in di protesta indetto in piazza Montecitorio il 15 e 16 luglio 2008 e che proseguirà ad oltranza fino a quando il governo non sanerà le condizione di questi idonei che, dopo aver superato difficili prove selettive o prestato servizio all'estero servendo con onore la Patria, pur sussistendo nel Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, una cronica carenza di organico che vede compromessa l'attività istituzionale dei Vigili del Fuoco di tutta Italia, continuano a vedere tradite le speranze di immissione in ruolo, con grave spreco di denaro pubblico, venendosi a vanificare le risorse impiegate per la selezione dei citati idonei e venendo sprecate le professionalità acquisite dai vfb attraverso gli innumerevoli corsi di formazione.

COSSIGA A MILITARI: SCIOPERATE CONTRO BRUNETTA

ROMA, 14 LUG - ''Militari, Agenti della Polizia di Stato, Carabinieri, Guardie di Finanza, Guardie Penitenziarie, Agenti del Corpo Forestale dello Stato, io vi dico: contro il libidinoso nanetto ministro di un Governo di piccoli mercanti e cattivi contabili che si dimostra privo del senso delle istituzioni e che vuole affamarvi e disarmarvi, scioperate!''.
E' l'incitamento del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. ''Fermate i servizi di scorta, non pattugliate piu' le nostre terre, i nostri cieli e i nostri mari - prosegue l'appello di Cossiga - aprite le porte delle carceri, rientrate nelle vostre caserme in Kosovo, in Afghanistan, in Bosnia, fino a quando il nanetto libidinoso non sara' cacciato e il Governo non riacquistera' un minimo di responsabilita'. Tenete pronte e ben oliate le vostre armi! Puo' venire il momento nel quale insorgere e ribellarsi potra' essere non un diritto ma un dovere: per la salvezza del Popolo, della Nazione e dello Stato democratico''. (ANSA).

giovedì 10 luglio 2008

DIFESA: PARLAMENTARI PD A LA RUSSA, ARMI SPUNTATE CONTRO TAGLI TREMONTI

Roma, 9 luglio 2008 - "Il ministro della Difesa La Russa dimostra di avere armi spuntate contro i tagli massicci che Tremonti ha inserito al capitolo Difesa nella manovra economica, ora all'esame della Camera. Si tratta di tagli inaccettabili che avranno effetti devastanti sul funzionamento, sugli organici delle Forze Armate e sui destini e le legittime aspettative del personale militare".
Lo affermano i parlamentari Pd delle commissioni Difesa di Camera e Senato tra i quali Rosa Calipari, Gian Piero Scanu, Mauro Del Vecchio, Achille Serra e Silvio Sircana, dopo l'audizione del ministro della Difesa Ignazio La Russa.
"Il ministro La Russa sta perdendo con Tremonti una battaglia fondamentale per la Difesa - sottolineano i parlamentari Pd -. L'eventuale dimezzamento del taglio al Bilancio della difesa annunciato adesso dal titolare del dicastero, che porterebbe da 668 a 300 milioni di euro, penalizzerebbe comunque fortemente le Forze Armate, che gia' da tempo lamentano un'insufficente disponibilita' di risorse nell'esercizio. Per quanto attiene alle drastiche riduzioni del 7 per cento nel 2009 e del 40 per cento negli anni successivi dei fondi destinati al reclutamento, il provvedimento costituisce un sostanziale ridimensionamento del processo di professionalizzazione delle Forze Armate, con drammatiche conseguenze sul modello di difesa e sull'operativita' dello strumento militare. La decisione circa la sostenibilita' del modello a 190 mila uomini o circa un assetto operativo tipico di una forza di proiezione aeronavale spetta solo ed esclusivamente al Parlamento e non puo' essere inserito in modo surrettizio in un decreto".
"Con i nostri emendamenti - concludono i parlamentari - chiediamo il ripristino integrale dei fondi alla Difesa, in base alla specificita' di questo settore essenziale per la tutela e la sicurezza del nostro Paese. Vogliamo scongiurare tagli al reclutamento e forme di prepensionamento totalmente discrezionali da parte dell'amministrazione. Chiediamo inoltre la stabilizzazione dei precari. Visto che anche i parlamentari della maggioranza hanno denunciato la gravita' dei tagli al comparto della Difesa, ci aspettiamo che il Parlamento sia messo nelle reali condizioni di migliorare la manovra"
LA RUSSA: OBIETTIVO E' TAGLI A DIFESA SOTTO 300 MILIONI. "HO GIA' PRESENTATO EMEDAMENTI PER RIDURLI
Il ministro Ignazio La Russa punta a "portare sotto i 300 milioni di euro" i tagli al comparto della Difesa previsti dalla manovra economica del governo. E' quanto dice a margine dell'audizione davanti alle commissioni Difesa di Camera e Senato riunite a Palazzo Madama sulle linee programmatiche del suo dicastero.
"Proprio per questo ho gia' presentato degli emendamenti - spiega La Russa - e, se verranno accolti, il taglio sara' piu' che dimezzato, portandolo da 668 milioni a circa 200 o al massimo 300 milioni".
Il ministro spiega inoltre che, grazie al suo intervento, si ridurra' anche il taglio per i reclutamenti del personale per il 2009 che era stato previsto del 40 per cento.
"Siamo riusciti ad ottenere che per questo primo anno il taglio sia solo del 7 per cento, mentre sara' del 40 a partire dal prossimo anno".
Cosi', aggiunge, "avremo il tempo di rimodulare gli investimenti. Si tratta di un buon risultato - conclude - perche', con l'iniziale taglio del 40 per cento, per quest'anno non avremmo potuto assumere nessuno".
Parlando dei tagli previsti dalla manovra economica al comparto della Difesa, il ministro La Russa, spiega alle commissioni di merito di Camera e Senato che "non e' detta l'ultima parola".
Il percorso parlamentare dei provvedimenti relativi alla manovra "non e' ancora finito- sottolinea- anzi, si puo' dire che non e' ancora iniziato, quindi stiamo parlando di un provvedimento 'in itinere' sul quale c'e' ancora tutto il lavoro parlamentare da fare e sul quale c'e' un larga condivisione sulla necessita' di apportare migliorie al testo del governo".
Sulla Difesa, aggiunge, stiamo "percorrendo un'altra strada, per quanto mi riguarda non ci sono blindature nei confronti dei deputati e dei senatori delle commissioni Difesa, non c'e' nessuna richiesta di obbedienza cieca e assoluta".
Anzi, ribadisce, "io stesso ho gia' presentato degli emendamenti che potrebbero in qualche caso migliorare sensibilmente il testo del governo".
Infine il ministro spiega che la sua convinzione e' che le politiche sugli investimenti nelle strutture e sui mezzi militari non possono "venire prima" della "tutela del personale".
A causa dei tagli, aggiunge, "se fossi messo con le spalle al muro, in questo momento preferirei che le risorse vadano a tutelare principalmente gli uomini, penso agli stipendi, che ai mezzi".

La Presidenza della Repubblica risponde


mercoledì 9 luglio 2008

MANOVRA DEVASTANTE

Roma, 8 luglio 2008 - 'I parlamentari del Partito Democratico hanno bocciato, senz'appello, insieme all'Idv, la manovra economica presentata in commissione Difesa dal governo". Lo ha dichiarato Rosa Villecco Calipari capogruppo Pd in Commissione Difesa. "Ho ascoltato - afferma Calipari - tutte le dichiarazioni e ho registrato l'unanimità e la convergenza di tutti gli interventi sia di quelli della maggioranza che dell'opposizione nel sottolineare la gravità dei tagli massici operati per le Forze Armate contenuti nella manovra economica del Governo. "Con eguale attenzione - sottolinea il capogruppo del Pd - ho sentito quanto affermato dal sottosegretario alla Difesa, Corsetto, che si potrebbe definire una dichiarazione di impotenza di fronte alle scelte operate che mettono in discussione l'efficienza del nostro strumento militare, riducono la formazione e l'addestramento del personale e di fatto la sicurezza degli stessi militari. Nel triennio 2008-2011 sono previsti tagli complessivi per 2.516 milionidi euro". "Una manovra devastante - continua Calipari - che non si può nascondere dietro il velo dell'ipocrisia di un parere favorevole pur se condizionato con cui ha ritenuto di cavarsela la maggioranza. In particolare, le misure previste per il taglio del reclutamento, 35 milioni di euro nei primi due anni, comportano insieme alla riduzione di nuovi arruolamenti anche il mancato trattenimento di soldati che sono già nelle Forze Armate da 5/6 anni. Una misura punitiva - conclude Calipari - che si abbatte essenzialmente sui giovani del Sud che hanno risposto finora in misura superiore all'85 per cento alle esigenze dell'esercito professionale".

lunedì 7 luglio 2008

“Abbiamo avuto il “PACCO” da chi abbiamo votato”

Eravamo tutti li, Pensionati in uniforme e Militari Precari a manifestare davanti a Montecitorio, con bandiere, vessilli divise appese alle transenne.
Mentre il Gen. Pappalardo si stava impegnando in un comizio volante rivolto all’allora maggioranza di Centro Sinistra si fermava per darci la loro solidarietà l’On. Ascerto, dopo un breve colloquio, con rammarico si rivolgeva dicendoci “PURTROPPO NON SIAMO NOI A GOVERNARE”.
La stessa cosa poco dopo ce la ripeteva l’On. Maurizio Gasparri, successivamente è stata la volta di Larussa e di Fini, non sapevamo ancora che il Governo Prodi stava per finire.
L’On. Gianfranco Fini, il più eletto da militari e Forze dell’Ordine, ”SI E’ SISTEMATO”. Eletto Presidente della Camera, a fine mandato “vita natural durante” avrà un ufficio a Montecitorio con due dipendenti stipendiati dallo stato (vedi On. Pivetti, Bertinotti ecc), un benefits di un milione di euro all’anno, trentamila euro al mese di stipendio, un appartamento regale all’interno di Montecitorio da dividere con la sua seconda Consorte e infine per non farsi mancare nulla, una super scorta...... e a Noi? - che l’abbiamo votato? IL PACCOOOOOOOOO!!!!!!!! vedi foto!

giovedì 3 luglio 2008

COCER Marina Militare

Il COCER Marina esprime profonda delusione per i tagli e le drastiche misure introdotti dal d.l. 112/2008, con cui il governo ha varato la manovra finanziaria estiva, in quanto destinati ad aumentare i gia’ gravi disagi del personale ed a rendere ancora piu’ precaria la funzionalita’ dell’ammistrazione..
L’analisi dell’articolato che va dal 65 al 72, rende di drammatica evidenza il completo disconoscimento della realtà di vita del personale del comparto difesa e sicurezza, e ciò ad onta di ogni bel discorso fin qui fatto.
La drastica riduzione degli arruolamenti, la nuova disciplina relativa alle assenze per malattia ed alle cause di servizio, il blocco del turn over, i tagli ai fondi destinati all’efficienza, sono misure dichiaratamente votate alla ottimizzazione della spesa, ma che sembrano concepite senza una concreta conoscenza del sistema; senza un confronto con le parti sociali interessate e che mortificano, ignorandoli, la dignità e l’onore dei militari, nella specie dei marinai, che sentono lontana la politica dai loro problemi.
Ed infatti, tutto ciò si aggiunge alle difficoltà che la marina militare con tutte le sue componenti già oggi incontra nel garantire l’attività di sicurezza esterna ed interna a favore dei cittadini di una nazione con più di ottomila chilometri di costa.
Roma, 3 luglio 2008.
IL CO.CE.R. SEZIONE MARINA

Sindacati polizia: SIAP ribadisce priorità in commissione affari costituzionali


Roma, 1 luglio 2008

Si è svolta nel tardo pomeriggio di oggi, l’audizione del S.I.A.P. e delle altre sigle del Comparto. Il SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia), nel ribadire "quanto le politiche del Governo siano al momento deludenti e mortificanti, nell’impostazione e nei contenuti, per tutti gli operatori della Sicurezza", ha elencato agli esponenti del governo le priorità del comparto:
1. il riordino delle carriere;
2. il riconoscimento reale per legge della “specificità" del Comparto Sicurezza e Difesa;
3. lo stanziamento di risorse adeguate per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro del Comparto Sicurezza e Difesa per il biennio 2008/2009;
4. il mantenimento della contrattazione integrativa;
5. l'attuazione della previdenza complementare per gli operatori dell'intero omparto Sicurezza e difesa;
6. la copertura totale del turn over nelle forze di polizia e forze armate e la risoluzione dei problemi di “precariato” relativi all’attuale condizione di centinaia i operatori della difesa;
7. la detassazione della retribuzione accessoria.

Si scende in piazza

Siamo forse migliori degli autotrasportatori?
Siamo forse migliori dei pescatori?
Siamo forse migliori del personale docente e ata delle scuole e delle Università?
Siamo forse migliori dei metalmeccanici?
Siamo forse migliori degli infermieri e dottori precari degli ospedali?
Siamo forse migliori del personale delle FF.SS, degli autotranvieri?
Siamo forse migliori degli avvocati?
Siamo forse migliori del personale della Croce Rossa?
Siamo forse migliori della polizia?
Tutte queste categorie di persone scendono in piazza quando si accorgono che i loro diritti sono calpestati, eppure hanno i lorosindacati e sono molti più di noi.
Non stanno a casa, non pensano ora ci pensa tizio o caio, non vanno a farsi pigliare per i fondelli dal politicante di turno, non aspettano, elemosinanti, il ddl di tizio o di caio, ma subito scendono in piazza perchè sono consci che senza il loro operato si ferma quella branca dell'Amministrazione Pubblica o quel tale indispensabile servizio.
Con la nostra presenza in piazza, ed è la prima volta nella storia repubblicana, si colpiscono le coscienze: "Questo paese è in ginocchio se pure le FF.AA. manifestano!"
Diciamo finalmente alla gente cosa si nasconde dietro le parole di Dio, patria e onore che molti politicanti proferiscono.
Facciamo conoscere a tanti giovani che SMD utilizza pubblicità ingannevole che il volontariato se protatto per più anni produce solo effetti dannosi irreversibili per il destino di una vita, specie alle genti del Sud che credono ancora, come si diceva una volta, "basta la firma" e sulla quale convinzione popolare SMD ci marcia!
Abbandonate ogni prudenza vana, ogni compromesso con le vostre coscienze, ogni timore, scendiamo in piazza a ricevere il plauso del popolo italiano!
Firmato
super tramat

mercoledì 2 luglio 2008

Preparatevi le Divise!!! Sfileremo per i Fori Imperiali!!!

Pensionati in Uniforme, Precari delle Forze Armate e Forze dell’Ordine, preparate le vostre divise, in Autunno scenderemo in piazza per dire a questo Governo o chi per esso NO! ALLE INGIUSTIZIE.
Amici, ci stanno togliendo i diritti acquisiti, ci stanno togliendo l’aria che respiriamo ci stanno togliendo anche la dignità.
Diremo a Costoro che con gli uomini più puliti, più incorruttibili, più onesti di questa società non si può più scherzare.
CI STATE PRENDENDO PER IL .....!!! ADESSO BASTA!!!
I segnali si erano avvertiti già dalla precedente legislatura Berlusconi, adesso siamo sicuri. L’ATTUALE ESEGUTIVO CI ODIA!!!
BASTA AL PRECARIATO!!!

martedì 1 luglio 2008

Finanziaria alle porte, precari alla porta

Prime indiscrezioni sui prossimi provvedimenti economici del governo e sulla finanziaria 2009 giungono dai tavoli ministeriali attraverso le agenzie. Quest’anno, la finanziaria potrebbe essere anticipata da più decreti, che potrebbero arrivare anche prima del Dpef. Tutto è molto provvisorio e per ora nulla è scritto in nero su bianco; però, uno dei tagli riguarda proprio i precari della pubblica amministrazione. Secondo quanto riporta l’Ansa, “stop alla stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione prevista dalle leggi finanziarie del 2007 e del 2008. Si consentirebbe comunque il riconoscimento del lavoro prestato nella pubblica amministrazione per i concorsi relativi all’assunzione a tempo indeterminato“.

DECRETO FISCALE, DEL VECCHIO (PD): FILM GIA' VISTO - LA RUSSA SMENTISCE SE STESSO

COCER ESERCITO: 37.000 OPERATORI DEL COMPARTO A RISCHIO PENSIONAMENTO ANTICIPATO
***
Roma, 28 giu - Ci va giù duro il generale Del Vecchio commentanto il decreto fiscale del governo Berlusconi che opera tagli drammatici e indiscriminati per le forze armate, nel corso di un'intervista telefonica rilasciata a GrNet.it. Particolarmente colpiti risultano i volontari in ferma prefissata ai quali le nuove norme impediranno il passaggio nel "professionale" allo scadere nella ferma, contrariamente a quanto aveva stabilito il governo uscente. "E' un fil già visto" - sottolinea Del Vecchio - ricordando i tagli alla Difesa operati dal precedente governo Berlusconi, ma questa volta i tagli a regime saranno del 40%. La riduzione dei fondi destinati al "professionale" (legge 331/2000), che con il governo Prodi si attestarono intorno l'11%, causarono una diminuizione delle nuove assunzioni di circa 7.000 unità, che con i nuovi tagli, metterà in discussione l'intero quadro di assunzioni nelle forze armate. "La Russa - continua del Vecchio - che inizialmente aveva dichiarato di voler aumentare gli stanziamenti alla Difesa, smentisce se stesso, e delude le aspettative dei nostri giovani soldati che verranno congedati per insufficienza di fondi". Il decreto fiscale inoltre - si legge in una nota del Cocer Esercito - cancella il diritto ai trattamenti economici aggiuntivi per infermità dipendente da causa di servizio, che rappresentano "una forma di tutela per quel personale che nell'esercizio delle specifiche funzioni riporta ferite e/o lesioni permanenti tali da non renderlo più idoneo al servizio". Contestata inoltre la norma che prevede per i primi dieci giorni di assenza per malattia, la decurtazione di "ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio". Lo stipendio dei militari - precisa il Cocer - che rispetto ai dipendenti statali è formato per "oltre il 60% da indennità specifiche di impiego" verrà quindi ridotto al 40%", "pur sopportando condizioni" di lavoro "di tutt'altro onere rispetto al rimanente pubblico impiego". Infine - conclude il Cocer - "la possibilità data dal decreto fiscale per le amministrazioni di risolvere il rapporto di lavoro dei dipendenti che abbiano raggiunto i 40 anni di contribuzione", "si potrebbe tradurre in un pensionamento anticipato per più di 11.000 soldati, 6.000 carabinieri e ulteriori 20.000 tra finanzieri, poliziotti, penitenziari e forestali. ""Stiamo esaminando il decreto" - conclude Del Vecchio - "e valuteremo le opportune azioni in sede parlamentare".

venerdì 27 giugno 2008

Lettera all'Ordinariato Militare

A Sua Eccellenza Reverendissima
Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia
Monsignor Vincenzo Pelvi
Salita del Grillo 37,
00184 ROMA

E, p.c. Ispettore per l’Esercito Italiano
Monsignor Angelo Frigerio
Via XX Settembre 123 A
00187 ROMA

Ispettore per la Marina Militare
Monsignor Valerio Tanchio
Piazzale della Marina
400196 ROMA

OGGETTO: Stabilizzazione Ufficiali in Ferma Prefissata

Eccellenza Reverendissima,
Vorrà perdonare se, con quest’appello che Le rivolgiamo, Le viene sottratto un poco del Suo prezioso tempo.
L’appello Le viene fatto, oltre che da parte nostra, genitori della “Associazione Genitori Ufficiali Precari delle Forze Armate”, da tanti giovani cristiani che patiscono disagio sociale ed economico.
A causa di un’arcaico sistema di reclutamento delle FF.AA., ai nostri ragazzi vengono negati i più elementari diritti di tutela sul lavoro e dignità, assicurati invece, da leggi dello Stato, ad altri lavoratori cosiddetti “civili”.
Noi genitori ancora ricordiamo con orgoglio quando abbiamo assistito al Giuramento dei nostri figli. In quel giorno, in cui hanno ricevuto le “stellette”, nei loro occhi leggevamo la fierezza della migliore gioventù d’Italia, perché consapevoli dei compiti d’assolvere nella vita, sia pure per un tempo limitato.
Allora, non sapevamo, né comprendevamo, che lo Stato, con la professionalizzazione delle FF.AA., aveva creato un sistema di precariato scellerato, foriero, negli anni successivi, di attese ed effetti negativi per i nostri figli.
Il precariato si replicherà all’infinito con continui concorsi “predeterminati” in nome degli Ufficiali in Ferma Prefissata!!!
Questa gioventù, tra le più belle e limpide d’Italia, durante la permanenza nei rispettivi Comandi, non solo non ha goduto del trattamento previsto dalle norme sul rapporto d’impiego per il personale militare in servizio permanente, ma, pur vincitrice di un pubblico concorso con contratto a tempo determinato, non ha ottenuto la stabilizzazione del proprio lavoro, prevista dalla Legge Finanziaria 2007, al comma 519, che è stata concessa a tanti altri precari della pubblica amministrazione, Carabinieri compresi.
Di più, al momento del congedo, col reinserimento di questi ex militari nella cosiddetta “vita civile”, c’è stata la negazione del Premio di fine ferma da parte dell’Amministrazione Difesa, e dell’indennità di disoccupazione da parte dell’INPS; tali ammortizzatori sociali sono riconosciuti a tutti i lavoratori.
Questi paria dello Stato, nonostante abbiano fatto 3 – 5 – 7 anni di servizio, hanno diritto solo all’iscrizione nelle liste di collocamento; ciò non consente neanche precedenze in graduatoria per ottenere un nuovo lavoro, come invece avviene per qualunque altro lavoratore civile.
Ai paria in finis è stato concesso un TFR basato su un periodo parziale dell’intero servizio prestato!
Eccellenza Reverendissima,
si sono resi conto questi medagliatissimi Capi di Stato Maggiore che si sono eretti a giudici della vita e del destino dei nostri figli, non rispettando una Legge dello Stato Italiano?
E se i sopraindicati alti Ufficiali avessero i loro figli nelle medesime condizioni?
Cosa succederebbe?
Sicuramente attaccherebbero, criticherebbero, demolirebbero a parole i responsabili; atteggiamenti comprensibili come genitori preoccupati per propri figli!
Oggi, dopo il congedo, leggiamo negli occhi dei ragazzi il “perché” sia accaduto tutto ciò e come nessuno sia interessato a loro.
Per la prima volta noi genitori non possiamo dare risposte ai nostri figli…la voce è muta….troppo grande è il sentimento d’amore per questa nostra cara Italia che ci chiude la bocca e che nessuno, per gli errori commessi da fantomatici “capi” in nome di Essa, potrà mai far vacillare.
Non lo vogliamo, non dobbiamo, non possiamo farlo.
Un solo dubbio….
Potranno questi “bamboccioni”, nel tempo che verrà, avere riconoscenza per i propri padri ed ancora un maggiore rispetto per coloro che oggi cinicamente hanno così disposto, in barba ad una chiara Legge del Parlamento italiano, della loro vita futura, con l’esempio reso dalla voluta negazione di tanti diritti elementari dei quali noi ci siamo per tempo assicurati?
Saranno così forti da perdonare la via Crucis loro inflitta da una sciagurata loggia, la quale, facendosi usbergo della divisa e del pesante medagliere ha l’assurda pretesa di essere portatrice di pace e civiltà nel mondo!!
È troppo facile inveire su gente povera, indifesa ed onesta!
E perdoni noi, Eccellenza Reverendissima, che cerchiamo per i nostri figli il conforto di una Sua parola presso lo Staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa.

IL PRESIDENTE
Associazione Genitori Precari delle Forze Armate
Antonio CURCIO

Liquidazione Premio di fine ferma: i misteri della Marina Miliatare Italiana

Leggete quanto riportato in questo folio allegato: è stato liquidato il premio di fine ferma per la sola ferma ulteriore di 12 mesi, e sin qui ne abbiamo già parlato abbastanza e qualcuno di noi sta già provvedendo a ricorrere al TAR per la mancata corresponsione del sussidio maturato nei primi 30 mesi. Ciò che colpisce, invece, è l'importo netto corrisposto, considerando che tutti i colleghi AUFP raffermati hanno ricevuto un importo nettamente inferiore, circa 2.500/2.700 Euro.
...sconcertante...

giovedì 26 giugno 2008

Comparto sicurezza e difesa: Cocer e Sindacati delusi per la mancanza di risorse nella finanziaria 2009

Le organizzazioni sindacali e le rappresentanze militari del Comparto Sicurezza e Difesa hanno presentato un documento congiunto nel quale lamentano la scarsità di risorse nella prossima finanziaria e la mancata applicazione del "patto per la sicurezza" sottoscritto nel luglio del 2007. Respinta anche qualsiasi possibilità di taglio ai bilanci dei Ministeri relativi al Comparto Sicurezza e Difesa "perché provocherebbero un collasso funzionale dei diversi sistemi operativi delle forze di polizia e delle forze armate". I sindacati hanno chiesto, invece, il riconoscimento della "specificità" del settore, risorse adeguate per il rinnovo del contratto per il biennio 2008/2009, il mantenimento della contrattazione integrativa, il riordino delle carriere, l'attuazione della previdenza complementare, la soluzione del problema del precariato, la copertura totale del turn over e la detassazione della retribuzione accessoria.

Documento Sindacati - Cocer

martedì 24 giugno 2008

Il Presidente della Commissione Difesa al Senato scrive al Comitato

Egregio Dottor Morea,
Innanzitutto La ringrazio per le graditissime espressioni augurali che mi ha voluto inviare in occasione della mia elezione a Presidente della Commissione Difesa del Senato della Repubblica. Nell'occasione ci tengo ad assicurarLe il mio interessamento alla problematica che ha sottoposto alla mia attenzione con la Sua del 24 maggio c.a. Ho già dato incarico ad un mio collaboratore, il Dott. Nicola Paparusso, di riceverLa quanto prima affinchè venga posta adottata ogni utile iniziativa per la risoluzione di quanto lamentato.
Distinti saluti.
Il Presidente della Commissione Difesa
Sen. Prof. Gianpiero Cantoni

domenica 22 giugno 2008

Ai genitori, mogli/mariti, fidanzate/i, conviventi, parenti ed amici degli Ufficiali precari delle Forze Armate

Carissimi,

si rende assolutamente indispensabile l’adesione al sindacato SUPU, perché è l’unico organo ufficiale che può tutelare i sacrosanti diritti dei nostri ragazzi.

Non dobbiamo temere alcuno e ne dobbiamo nasconderci!.

E' giunta l’ora di dimostrare, con tutte le nostre forze, il coraggio e la determinazione che abbiamo nel difendere i nostri amati ragazzi, pur non avendo la “greca” di ammiragli e generali!

Viva le Forze Armate

L'Associazione Genitori Precari delle Forze Armate



venerdì 20 giugno 2008

Lettera al Presidente della Repubblica

Signor Presidente,

mi chiamo Antonio Curcio, rappresentante della nascente Associazione Genitori Ufficiali Precari delle FF.AA. e portavoce di migliaia di cittadini (parenti ed amici degli Ufficiali) che intendono sensibilizzarla su una questione ritenuta essere fonte di illegalità e ingiustizia.

La Legge Finanziaria 2007 (emanata dal Parlamento della nostra Repubblica, non dagli “alti” Ufficiali che costituiscono lo Stato Maggiore Difesa!) nell’art.1 comma 519 stabilisce il diritto alla stabilizzazione per coloro i quali hanno tre anni di servizio o che maturano tale requisito in virtù di contratti stipulati prima del 29.09.2006 e che siano in servizio al 01.01.2007. Tale diritto, come previsto dalla Legge, si applica PRIORITARIAMENTE agli Ufficiali in ferma prefissata (UFP) delle Forze Armate arruolati ai sensi dell’art.23, comma 1, del Decreto Legislativo n. 215 del 2001; questi ultimi, Onorevole Presidente, sono i nostri Figli! Attualmente senza lavoro! Senza diritto alla Stabilizzazione!

Signor Presidente,

non chiediamo alcuna preferenza; Le chiediamo di intervenire, quale Capo delle FF.AA., quale garante della Costituzione, presso lo staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, onde far applicare la sopraccitata Legge che i “medagliatissimi” Ammiragli e Generali ritengono inapplicabile a coloro i quali si formano culturalmente al di fuori delle Accademie.

Lo Stato Maggiore della Difesa, anziché avvalersi di centinaia di giovani laureati in diverse discipline (avvocati, architetti, ingegneri, ecc..) prendendo atto della Legge, ha attivato il competente Ufficio Legislativo al fine di erigere un muro di cavilli legali che hanno ritardato il normale iter legislativo.

Signor Presidente,

sappiamo tutti che il Paese è oppresso da problemi ben più gravi; potevamo, ciascuno di noi, perpetrare la nostra causa per le vie legali (ricorsi, tribunali, sentenze ecc..), ma molte delle nostre famiglie percepiscono una pensione e, talvolta, uno stipendio precario scaturito dal lavoro temporaneo che i nostri ragazzi ,in rari casi, riescono a trovare nella nostra società civile, ancora impossibilitati a costruirsi una famiglia!

Ma la Sua, Presidente, è una voce che non resta inascoltata!

Lei è la nostra unica speranza affinché lo Stato Maggiore possa correggere le proprie intenzioni.

Signor Presidente,

anche Lei è padre e capirà bene che è nostra intenzione affiancare i nostri ragazzi e lottare fino all’estremo delle nostre forze affinché sia fatta giustizia in questa vergognosa vicenda: le Leggi emanate dal Parlamento vengono valutate, condivise e, casomai applicate, dallo Stato Maggiore Difesa!

Signor Presidente,

rimettiamo nelle Vostre mani il già precario destino dei nostri figli!

Quando si è sotto il regolamento di disciplina militare, talvolta, bisogna rispondere SIGNOR SI e SIGNOR NO ad un ordine superiore; ma la Legge è uguale(?) per tutti! Anche per lo Stato Maggiore Difesa.

RingraziandoLa per il tempo concesso porgo i più cordiali saluti.

W L’ITALIA

W LE FORZE ARMATE

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NOTA PER LA SEGRETERIA:

per favore…fate leggere al Sig. Presidente la presente….senza riferire ciò che Voi volete che Egli intenda….in quanto il Presidente è capacissimo di valutare se è il caso o meno di intervenire su questo grave problema per alcuni di noi.

Infine, conoscendo la grossa mole di lavoro cui siete sottoposti, vi dispenso dall’inviare la solita lettera prestampata di risposta formale.

Antonio Curcio