“Ci sarà l'alba di un nuovo giorno anche per noi. Un'alba in cui ci sentiremo di nuovo bene e capiremo di non aver sbagliato percorso. Un'alba in cui ci sentiremo orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare. Un'alba che arriverà anche grazie a chi, quando staremo per cadere, ci porgerà la mano. E anche grazie a chi non lo farà” (Braveheart)

"Non pretendiamo che le cose cambino se continuiamo a farle nello stesso modo. La crisi è la miglior cosa che possa accadere a persone e interi paesi perché è proprio la crisi a portare il progresso. La creatività nasce dall'ansia, come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che nasce l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato. Chi attribuisce le sue sconfitte e i suoi errori alla crisi, violenta il proprio talento e rispetta più i problemi che le soluzioni. La vera crisi è la crisi dell'incompetenza. Lo sbaglio delle persone e dei paesi è la pigrizia nel trovare soluzioni. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non ci sono i meriti. E' nella crisi che il meglio di ognuno di noi affiora perché senza crisi qualsiasi vento è una carezza. Parlare di crisi è creare movimento; adagiarsi su di essa vuol dire esaltare il conformismo. Invece di questo, lavoriamo duro! L'unica crisi minacciosa è la tragedia di non voler lottare per superarla" (Albert Einstein 1879-1955)
Questo Blog nasce con il preciso intento di far sentire la propria voce ed esprimere il proprio pensiero liberamente e democraticamente.

...la flessibilità è una caratteristica meritevole, la precarietà è uno stato di sofferenza...
"Esorto tutti ad una presa di coscienza, esorto tutti a non subire un trattamento ignomignoso. Invito tutti a non subire gli eventi ma partecipare agli stessi. Bisogna portare ogni vicenda, ogni torto, ogni intento dilatorio dinanzi alle sedi giudiziarie ed in tutti i gradi del giudizio. Bisogna essere uniti e partecipi."
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STABILIZZAZIONE DEL RUOLO UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE

La Comunità Europea con Direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, ha stabilito il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato per tutti i lavoratori a tempo determinato del settore privato e pubblico (tanto per chi soggiace a diritto pubblico quanto per chi viene sottoposto a diritto privato) una volta che venissero maturati determinati requisiti.

L’ITALIA, in applicazione della riportata Direttiva 1999/70/CE ha emanato il Decreto Legislativo 6 settembre 2001, n. 368, che garantisce, tra le altre cose, il diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato a tutti i dipendenti a tempo determinato, una volta che vengano superati i trentasei mesi di servizio con proroga.

Le sentenze della Corte di Giustizia Europea Ruoli C-212/04, C-53/04, C-180/04, tra luglio e settembre 2006, hanno ribadito il diritto alla trasformazione del rapporto a tempo indeterminato per tutta la compagine dei dipendenti pubblici (confermando il contenuto di cui alla Direttiva 1999/70/CE), ovvero anche il diritto al risarcimento per equivalente.

Di conseguenza, lo Stato Italiano, in deroga all’art.36, c.5, D.Lgs. n.165/01, il 27.12.2006, con Legge 296/06 (Finanziaria 2007) ha disposto (art. 1 cc.417, 420, 519, 523, 526), la stabilizzazione (id est: trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato, a tempo indeterminato) di tutto il personale della Pubblica Amministrazione assunto a tempo determinato per un periodo superiore ai 36 mesi, a partire da quello in servizio al 01.01.2007; infatti sarebbe risultato eccessivamente oneroso per le finanze statali procedere alla concessione di un immediato “risarcimento per equivalente” a tutto il personale in possesso del citato requisito.

La “Stabilizzazione” è semplicemente una sanatoria, conseguente a contingenti decisioni prese in ambito europeo.

Per inciso, durante l'anno 2009, il Sig. Y. G., un ufficiale ausiliario del Corpo delle Capitanerie di porto (congedato durante l’anno 2007), è stato stabilizzato nella P.A. proprio in virtù del triennio di servizio maturato nel Corpo delle Capitanerie di porto

Si vuole infatti precisare che il comma 519, articolo unico della legge finanziaria 2007, ha disposto una procedura di assunzione straordinaria di personale della Pubblica Amministrazione, parallela, anche se diversa, a quella relativa alle ordinarie assunzioni.

Secondo la "Difesa" il comma 519, articolo 1 della legge n. 296/06 prevede la stabilizzazione del personale del pubblico impiego in ragione del 20% del fondo di cui al comma 96, art.3, Legge n. 311/04.

Il riportato "fondo" afferisce la disponibilità nei riguardi delle assunzioni in deroga al c.d. blocco del "turn over" stabilito con il comma 95, art. 3, Legge n. 311/04.

Tale divieto generalizzato di assunzioni di personale a tempo indeterminato imposto alle pubbliche amministrazioni per il triennio 2005-2007 dal comma 95 dell'articolo unico della finanziaria 2005 (legge 30 dicembre 2004, n. 311), non riguarderebbe il personale dipendente delle Forze armate, e ciò in quanto la detta norma precisa che sono fatte salve le assunzioni connesse con la professionalizzazione delle Forze armate di cui alla legge 14 novembre 2000, n. 331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, ed alla legge 23 agosto 2004, n. 226.

Conseguentemente, le Forze Armate non potrebbero accedere allo speciale fondo, istituito dal successivo comma 96 per finanziare, in deroga al divieto di cui al suddetto comma 95, quelle assunzioni che si rendessero necessarie per fronteggiare indifferibili esigenze di servizio di particolare rilevanza ed urgenza; pertanto i dipendenti precari delle Forze Armate non potrebbero beneficiare delle stabilizzazioni di cui al comma 519 dell'articolo unico della finanziaria 2007 (L. n. 296/2006), in quanto tale disposizione, per istituire il necessario nuovo fondo per finanziare tali stabilizzazioni, scorpora il 20% del fondo di cui al citato comma 96 della finanziaria 2005.

A ben guardare, il comma 519, articolo 1 della legge n. 296/06 prevede la c.d. stabilizzazione del personale del pubblico impiego statuendo apposito fondo, corrispondente ad una quota (20%) delle risorse di cui al precedente comma 513, e non già al c. 96, art. 3, L. 311/04 tout court; in particolare, si sottolinea che il comma 513 rifinanzia il fondo di cui al c. 96.

Ma già il comma 96 art.3, L.311/04 consisteva in un rifinanziamento del precedente fondo c.d. "in deroga al blocco delle assunzioni" stabilito dall'art. 3, comma 54, della legge n. 350 del 2003.

Il comma 55 della sessa legge stabiliva, poi, che le deroghe di cui al precedente comma – quindi le richieste di assunzione in deroga al "blocco" - erano autorizzate secondo la procedura di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni; e che nell’ambito delle procedure di autorizzazione delle assunzioni è prioritariamente considerata l’immissione in servizio degli addetti a compiti connessi alla sicurezza pubblica, al rispetto degli impegni internazionali, alla difesa nazionale, al soccorso tecnico urgente, alla prevenzione e vigilanza antincendi e alla protezione civile; con ciò autorizzando anche le Forze Armate (in particolare il Ruolo Ufficiali) all'accesso al fondo di che trattasi, come infatti è avvenuto.

A fortiori si sottolinea che in tutti i provvedimenti di Autorizzazione all'assunzione del personale nelle pubbliche amministrazioni in deroga al c.d. "blocco", per gli anni 2004-5-6 e proprio per lo stesso anno di riferimento della stabilizzazione – 2007 - (cfr: D.P.R. 25 agosto 2004, D.P.R. 6 settembre 2005, D.P.R. 28 aprile 2006, D.P.R. 29 novembre 2007), è previsto il beneficio di una parte del fondo di che trattasi in favore del personale delle FFAA.

Nonostante tanto, la "Difesa", in maniera alquanto contraddittoria, sostiene le FFAA essere sottratte al beneficio di cui alla spartizione del fondo in parola.

Invero le Forze Armate, non sono esonerate in toto dal suddetto blocco generalizzato delle assunzioni, né, di conseguenza, ad esse è precluso l'accesso al fondo di cui al comma 96 art. 1 L. 311/04.


Assunzioni connesse con la professionalizzazione

La norma infatti non fa salve tutte le assunzioni delle Forze armate, ma soltanto quelle finanziate dalla legge 14 novembre 2000, n. 331, dal decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e dalla legge 23 agosto 2004, n. 226, ovverosia:

· per quel che attiene le FFAA, le assunzioni relative ai ruoli non direttivi e quelle del personale destinato all'inquadramento, alla formazione ed all'addestramento dell'organico da professionalizzare;

· per quel che attiene il Corpo delle Capitanerie di porto, le sole assunzioni delle categorie del ruolo truppa;

tanto, a mente della L. 331/00 e dell'art. 23, c. 3, e dell'art. 28, c. 1, L. 226/04, (come, peraltro confermato dallo stesso D.P.R.6 settembre 2005).

Infatti, la normativa relativa alla professionalizzazione di cui alla Legge 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04, prevede (in coerenza con gli oneri di cui alla tabella "A" della L. 331/00, e a decorrere dall'anno 2007, dalle tabelle "C" ed "E" di cui alla L. 226/04), per quel che attiene le Forze Armate (ad esclusione del corpo delle Capitanerie di porto):

· l'aumento di 10.450 unità del ruolo dei volontari di truppa in servizio permanente,

· il reclutamento di 30.506 volontari del medesimo ruolo in ferma prefissata,

· il mantenimento in servizio di circa 31.500 volontari di truppa in ferma breve,

Di più stabilisce che al fine di compensare il personale in formazione è computato un contingente di volontari in ferma prefissata di un anno determinato annualmente nelle misure di seguito indicate:

· 4.021 unità nell'anno 2005;

· 821 unità, in ciascuno degli anni dal 2006 al 2011;

· 749 unità, in ciascuno degli anni dal 2012 al 2020.

Infine dispone, al fine di inquadrare, formare e addestrare i volontari in ferma prefissata di un anno, un contingente di personale militare determinato annualmente nelle misure di seguito indicate:

· nell'anno 2005: 210 ufficiali, 350 marescialli, 350 sergenti, 1.743 volontari in servizio permanente;

· negli anni dal 2006 al 2007: 120 ufficiali, 200 marescialli, 200 sergenti, 996 volontari in servizio permanente;

· negli anni dal 2008 al 2020: 90 ufficiali, 150 marescialli, 150 sergenti, 747 volontari in servizio permanente.

Per quel che riguarda il Corpo delle Capitanerei di porto l'assunzione ed il mantenimento in servizio di:

· 3.500 volontari di truppa in servizio permanente del Corpo delle Capitanerie di porto,

· 1.775 volontari in ferma ovvero in rafferma del Corpo delle Capitanerie di porto,

In più al fine di compensare il personale in formazione non impiegabile in attività operative stabilisce un contingente di volontari in ferma prefissata di un anno nelle misure di seguito indicate:

· 200 unità nell'anno 2005;

· 235 unità negli anni 2006 e 2007;

· 5 unità in ciascuno degli anni dal 2008 al 2015.

Sotto tale segno la normativa sulla professionalizzazione delle Forze Armate prevede precisi fondi per l'attuazione del disposto normativo stesso (infatti, ai sensi dell'art. 81 della Costituzione Italiana, ogni legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte).

Da tanto, si precisa che gli unici oneri e relativi fondi previsti dalla detta normativa per l'assunzione del personale da professionalizzare si rinvengono nella Tabella "A" di cui alla legge 331/00 e alle Tabelle "C" ed "E" di cui alla L. 226/04; ovverosia 500.000.000 euro per le FFAA e 70.000.000 per il ruolo truppa delle Capitanerie di porto.

Tanto a fronte di una spesa pari a 9.000.000.000, per mantenere il personale delle Forze armate (escluso il Corpo CP), e di 500.000.000 per quello del Corpo delle Capitanerie.

Per quanto sopra citato, risulta di tutta evidenza che le uniche assunzioni del ruolo ufficiali connesse con la professionalizzazione delle FFAA di cui alle leggi 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04 attengono i seguenti contingenti:

a) nell'anno 2005, 210 ufficiali;

b) negli anni dal 2006 al 2007, 120 ufficiali;

c) negli anni dal 2008 al 2020, 90 ufficiali.

Per le restanti assunzioni di ufficiali delle FFAA, invece, si utilizzano gli ordinari stanziamenti inscritti nei fondi strutturali del Dicastero della Difesa, che, logicamente nulla hanno a che fare con i fondi e quindi con le assunzioni di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04.

Per quel che attiene il Corpo delle Capitanerie, invece, alcuna componente del ruolo ufficiali è legata alla formazione del personale da professionalizzare; infatti il reclutamento degli ufficiali del "Corpo" interviene grazie agli ordinari stanziamenti del Dicastero delle Infrastrutture e dei trasporti.

Risulta, poi, del tutto inconferente con le assunzioni connesse con la professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04) l'inclusione, a partire dal 01.01.2006, delle dotazioni organiche del Ruolo Ufficiali delle FFAA nel decreto di cui all'art.2, c.3 del D.Lgs. 215/04.

Infatti la Legge 2 Dicembre 2004, n.299 (non già il D.lgs. 215/01) stabilisce da un lato, le dotazioni organiche del ruolo ufficiali, dall'altro, che il reclutamento del ruolo ufficiali è regolamentato secondo le disposizioni di cui all'art.60 e seg. del D.Lgs. 490/97, fino all'anno 2009, con ciò vanificando ogni tentativo di ricondurre in toto l'assunzione del personale del ruolo ufficiali delle FFAA o la determinazione organica dello stesso alla normativa sulla professionalizzazione di cui alla L.331/00, al D.Lgs. 215/01, e alla L. 226/04.

Ammesso e non concesso, poi, che la circostanza possa definirsi dirimente della connessione delle assunzioni del Ruolo Ufficiali delle FFAA con la normativa sulla professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04), comunque il Ruolo Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto ne sarebbe escluso, stante la mera considerazione che l'ultimo decreto sull'organica del detto ruolo datato 9.11.2004 risulta adottato ai sensi e per gli effetti del combinato del disposto normativo di cui all'art. 1 e 60 del D.Lgs. 490/97, attinente il "Riordino del reclutamento, dello stato giuridico e dell'avanzamento degli ufficiali, a norma dell'articolo 1, comma 97, della legge 23 dicembre 1996, n. 662", pertanto altra destinata normativa del tutto inconferente con la Professionalizzazione delle FFAA.

Né la normativa sulla professionalizzazione prevede alcunché per il Ruolo Ufficiali del Corpo delle Capitanerie di porto; anzi a ben vedere la gestione del detto personale viene ex lege esclusa dallo stesso dettato normativo (cfr: art.3, c. 1, lett. a, L. 331/00, art. 1, c.1 D.Lgs. 215/01, art. 27, 28 L .226/04).

La prova di tanto si ha nel D.P.R. 6 settembre 2005, recante "autorizzazione ad assunzioni di personale nelle pubbliche amministrazioni, a norma dell'articolo 1, commi 95, 96 e 97 della legge 30 dicembre 2004, n. 311".

Infatti in tale anno aldilà delle 210 assunzioni di ufficiali delle FFAA connesse con la professionalizzazione si sono assunti circa 450 ufficiali delle FFAA, con i fondi per le assunzioni in deroga.

Se effettivamente fosse come sostenuto dalla Difesa, ovverosia che a far data dal 1.01.2006 tutte le assunzioni del ruolo ufficiali fossero connesse con la normativa di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04, ci si domanda come potrebbe mai essere che proprio la stessa normativa sulla professionalizzazione disponga per l'anno 2005 l'assunzione di personale che, secondo la Difesa, solo a far data dall'anno successivo avrebbe dovuto "rientrare" tra le assunzioni connesse con la professionalizzazione; ovvero anche, come sia stato possibile per il ruolo ufficiali delle FFAA attingere lo stesso anno (2005) tanto ai fondi sulla professionalizzazione tanto a quelli sulla stabilizzazione, se non in virtù di un "diversa" destinazione delle risorse!

Infatti, ammesso e non concesso – perchè è circostanza impossibile, né mai provata –, poi, che a partire dal 2006 le risorse già previste specificamente per la professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04), siano state utilizzate anche per l'assunzione del Ruolo Ufficiali delle FFAA, questo non dovrebbe significare che in quel momento le Forze armate sono state "sottratte al blocco delle assunzioni ed alla relativa deroga di cui al comma 96.

Si tratterebbe, come è evidente, di differenti risorse economiche, a cui le Forze Armate (in particolare il Ruolo Ufficiali) hanno avuto accesso alternativamente, in relazione alle proprie esigenze concrete ed alle concrete disponibilità dei relativi fondi, tutti in astratto accessibili.

Ma si ribadisce che la circostanza è del tutto irrealistica stante il fatto che le risorse messe a disposizione dalla professionalizzazione (di cui alla L. 331/00, D.Lgs. 215/01, e L. 226/04) hanno interessato il solo personale "non direttivo" delle FFAA, del quale notoriamente non fa parte il Ruolo Ufficiali; eccezion fatta per il personale assunto per la formazione, mai l'assunzione di alcun ufficiale delle Forze armate è stata garantita da alcun fondo sulla professionalizzazione, né è possibile riscontrare una simile affermazione nella normativa di che trattasi.

Ora, se già nel 2005, come del resto anche nel 2006 e addirittura nello stesso 2007 le FF.AA. sono state autorizzate ad accedere al detto fondo - per giunta proprio per le assunzioni che si vorrebbe far ricadere nella professionalizzazione, quelle che sarebbero dovute essere certamente escluse dal blocco e dal relativo fondo - non si vede per quale ragione le Forze armate non abbiano proceduto a richiedere l'autorizzazione all'accesso al fondo de quo anche per la richiesta di stabilizzazione dei propri "ufficiali precari", peraltro per far fronte a nuove ed autonome esigenze (quelle relative appunto alla stabilizzazione dei dipendenti precari), totalmente diverse, se non addirittura diametralmente opposte, a quelle sottese alla professionalizzazione.

Peraltro, si aggiunga sommessamente che, anche a voler escludere l'accesso delle FF.AA. all'originario fondo di cui al comma 96 della finanziaria 2005, si deve tener presente che, nel momento in cui la finanziaria 2007 ha scorporato il 20% del suddetto fondo, ha bloccato tale quota, mutandone la destinazione. In altri termini, quel 20% non fa più parte del fondo originario, ma costituisce un nuovo fondo, con una nuova destinazione, accessibile soltanto per finanziare le stabilizzazioni di cui al comma 519 della finanziaria 2007. Di conseguenza l'originaria destinazione del primo fondo (le assunzioni urgenti in deroga al blocco del turn over) diventa oggi del tutto irrilevante con riferimento a quel 20% che oggi costituisce un fondo nuovo, autonomo e diverso.

Con specifico riferimento agli Ufficiali, la "Difesa" afferma che le assunzioni a tempo indeterminato (rectius in S.P.E.) degli Ufficiali non potrebbero accedere al fondo di cui al comma 519, in quanto si tratterebbe di assunzioni "funzionali" alla riforma della professionalizzazione, che dunque andrebbero effettuate solo con i fondi propri della professionalizzazione, e non con i fondi del comma 519.

Tuttavia, neanche tale assunto pare condivisibile. Innanzi tutto lascia perplessi il fatto che le assunzioni a tempo indeterminato degli ufficiali delle FFAA possano essere considerate istituto giuridico connesso alla riforma della professionalizzazione, visto che già all'epoca dei fatti (1 gennaio 2007) la riforma era compiuta, in quanto legata alla contingenza dell'abolizione del servizio di leva e alla riduzione dell'organico delle FFAA a 190.000 unità, dunque fisiologicamente temporanea, pensata e realizzata per la "graduale sostituzione leva con militari di professione" (si vedano in tal senso le norme istitutive di tale riforma: legge 14 novembre 2000, n. 331, decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, legge 23 agosto 2004, n. 226).

Inoltre, anche a volere riscontrare tale rapporto funzionale, ciò non toglie che le stesse assunzioni possano essere considerate altrettanto necessarie (al pari degli omologhi colleghi dell'Arma dei Carabinieri) pure con riferimento alla stabilizzazione dei precari, e ciò proprio in base alla ratio sottesa al comma 519.

D'altronde, non bisogna dimenticare che il comma 519 disciplina non le assunzioni tout court, bensì solo quelle mirate, appunto, alla stabilizzazione dei precari. In altri termini, se l'Ufficiale "militare di professione" è pure precario, non si vede per quale ragione non possa accedere alla stabilizzazione ex art. 519.

Peraltro è solo il caso, brevemente di accennare che il c. 95, L. 311/04, non fa salve solamente le assunzioni connesse con la professionalizzazione delle FFAA di cui alle leggi L. 331/00, D.Lgs. 215/01, L. 226/04, ma pure quelle connesse con la professionalizzazione dell'Arma dei carabinieri di cui all'articolo 3, comma 70, della legge 24 dicembre 2003, n.350.

Queste ultime assunzioni, in particolare, intervengono a completamento del programma di sostituzione dei carabinieri ausiliari (di cui all’art. 21 della legge 28 dicembre 2001, n.448 e dell’articolo 34, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289), che dispone che in relazione alla necessità di procedere alla progressiva sostituzione dei carabinieri ausiliari in deroga a quanto stabilito dall’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, è attivato un arruolamento di contingenti annui di carabinieri in ferma quadriennale.

Il successivo c. 96 art. 1 della L. 311/04 ha disposto, in deroga al divieto di cui al comma 95, per le amministrazioni ivi previste, apposito fondo per le assunzioni che si rendessero necessarie per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007, asservendo l'autorizzazione alle modalità di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27 dicembre 1997, n.449, e successive modificazioni.

Ha, infine, statuito al c.96 che nell’ambito delle procedure e nei limiti di autorizzazione all’assunzione di cui al comma 97 è prioritariamente considerata l’immissione in servizio, in particolare, del personale necessario per assicurare il rispetto degli impegni internazionali e il controllo dei confini dello Stato, e degli addetti alla difesa nazionale.

Con ciò, pertanto, da un lato, ha escluso l'accesso al fondo di che trattasi al ruolo truppa tanto delle tre FFAA quanto dell'Arma dei Carabinieri, in quanto dotati di specifico fondo per le assunzioni connesse con la professionalizzazione dello stesso ruolo; dall'altro, ha riservato al personale del Ruolo Ufficiali sia delle FFAA che dell'Arma il beneficio di cui al c. 96, art. 1, L. 311/04.

Invero la finanziaria 2007 ha voluto estendere le risorse destinate alla stabilizzazione scorporando, in aggiunta, anche una porzione del già citato fondo, distinto ed autonomo istituito proprio per la riforma della professionalizzazione.

Di conseguenza, l'accesso al fondo ex comma 96 non può essere precluso in modo generalizzato alle Forze armate, ma al contrario costituisce una risorsa finanziaria a cui anche le FF.AA. (ed in particolare il ruolo ufficiali) possono accedere.

Ciò è comprovato anche dal successivo comma 97, che prevede, proprio con riferimento alle suddette autorizzazioni in deroga al c.d. blocco del turn over, che sia "prioritariamente considerata l'immissione in servizio degli addetti a compiti di sicurezza pubblica e di difesa nazionale" - peraltro ripercorrendo quanto già disciplinato dal riportato comma 55, articolo 3, L. 350/03 -.

Nel merito è solo il caso di accennare l'evidenza della frase che coinvolge le FFAA, e non già i soli corpi di polizia ad ordinamento militare (Arma dei Carabinieri e corpo della Guardia di Finanza); infatti, qualora il legislatore avesse voluto intendere gli appartenenti alle sole forze di polizia (tanto ad ordinamento civile quanto militare), gli sarebbe bastato citare gli addetti a compiti di sicurezza pubblica; tutto ciò, come è noto, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 57 del C.P.P.

Il legislatore ha, comunque, messo a disposizione ulteriori risorse (di cui all'art. 1, c. 417, 419, L. 296/07); a fortiori nella circolare del 24 marzo 2007 del Ministro per le Riforme e le Innovazioni nelle Pubbliche amministrazioni, si legge che le amministrazioni pubbliche non citate espressamente nel comma 519, in quanto sottoposte a specifiche disposizioni in materia di assunzioni ... adeguano i propri ordinamenti a quanto previsto dal medesimo comma 519 in termini di requisiti e modalità di assunzione, tenendo conto delle relative peculiarità e nell'ambito delle proprie disponibilità di bilancio.

Di più si sottolinea che la procedura di cui alla stabilizzazione del personale precario della pubblica amministrazione, prevede altresì (cfr: c. 526, art.1, L. 296/06) che tale procedimento si debba necessariamente estendere ai successivi due anni (2008, 2009); in questo caso, però le assunzioni devono essere garantite dai fondi strutturali del singolo Dicastero, come testimoniato dallo stesso D.p.c.m. 06.08.2008, che ha stabilito le assunzioni a tempo indeterminato di che trattasi con i fondi del singolo Ministero; con ciò legittimando l'ultroneità di riferimento al fondo di cui all'art. 1, c. 96, L. 311/04.

In tal senso è solo il caso di ricordare quanto espresso nel parere del Capo Ufficio Legislativo del Ministero per le Riforme e le Innovazioni nella Pubblica Amministrazione, Avv. Danilo DEL GAIZO, datato 05.12.2006 si legge: "...per le assunzioni in deroga autorizzate sempre per l'anno 2007 è, infine, considerata prioritaria l'immissione in servizio, tra gli altri, degli addetti al personale della difesa nazionale.

martedì 22 luglio 2008

Resoconto della seduta N. 30 del 02/07/2008 - Senato

MALAN - Al Ministro della difesa - Premesso che:
il problema della stabilizzazione, ossia la conversione a tempo indeterminato del rapporto di lavoro, degli ufficiali in ferma prefissata dell'Arma dei carabinieri è stato trattato e analizzato già dal 2006 con una serie di provvedimenti normativi, attraverso i quali il legislatore è intervenuto con la finalità di sanare situazioni che si protraggono da lungo tempo e che hanno disatteso il sistema di provvista di personale nelle pubbliche amministrazioni;
in particolare, la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria per il 2007), all'articolo 1, comma 519, prevedeva, per l'anno 2007, la stabilizzazione a domanda del personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni e la legge 24 dicembre 2007, n. 244, (legge finanziaria per il 2008), all'articolo 3, comma 93, prevedeva il collocamento in soprannumero rispetto all' organico dei ruoli;
la direttiva n. 7 del 2007 del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione contemplava la possibilità per le pubbliche amministrazioni di procedere alla stabilizzazione del personale utilizzato con contratti di natura temporanea, ma con riferimento a fabbisogni permanenti dell'amministrazione e il decreto del Presidente della Repubblica del 29 dicembre 2007 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 21 febbraio 2008, n. 44, autorizzava la stabilizzazione mediante l'assunzione a tempo indeterminato di 719 unità di personale;
a fronte di tale precisa volontà parlamentare di risolvere la situazione del personale in servizio continuativo, mediante l'assunzione a tempo indeterminato, supportata, oltretutto, da cospicui stanziamenti di fondi, ancora oggi non si è giunti ad alcun concreto risultato: tale incomprensibile ritardo provoca all'Arma dei Carabinieri, com'è logico, innumerevoli disservizi e paradossi, tanto maggiori soprattutto se si considera la particolare situazione attuale che il Paese sta attraversando, in cui la popolazione invoca una sempre maggiore sicurezza;
tale questione non riguarda solo la posizione amministrativa degli ufficiali, ma anche le loro possibilità di impiego; a fronte della loro posizione di incertezza, che dura da un anno e mezzo, detti ufficiali non possono essere impiegati per ricoprire le numerose vacanze organiche presenti nei quadri direttivi dei carabinieri,
si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione descritta in premessa e quali provvedimenti di competenza ritenga opportuno adottare affinché si ponga fine a questa situazione di incertezza dovuta ad un ritardo di natura amministrativa posto in essere dal precedente Governo.
(4-00248)

lunedì 21 luglio 2008

Lettera al Sig. Ministro della Difesa

Al Sig. MINISTRO DELLA DIFESA
On. IGNAZIO LA RUSSA
Palazzo Baracchini
Via XX Settembre 8
00187 Roma

OGGETTO: Stabilizzazione degli Ufficiali in Ferma Prefissata delle FF.AA.

Sig. Ministro,
mi chiamo Antonio CURCIO e sono il Padre di un Ufficiale in Ferma Prefissata delle FF.AA.; io e tutti i genitori dei colleghi di mio figlio siamo stati vostri sostenitori quando il Governo ha emanato la Legge Finanziaria 2007 (il cui comma 519 sanciva, in via prioritaria, la stabilizzazione degli UFP).
Ad oggi, non solo tale Legge è stata disattesa dallo Stato Maggiore Difesa, favorendo il congedo di tutti i nostri ragazzi, ma si continuano a creare figure come gli AUFP, senza alcun futuro stabile!
Noi non conosciamo, come i medagliatissimi Ammiragli e Generali conoscono, la maniera giusta per spendere il denaro pubblico dell’Amministrazione Difesa ma ci chiediamo se è lecito spenderlo per la stabilizzazione di Ufficiali attualmente precari anziché per la formazione di nuovi Ufficiali precari!
Noi genitori protestiamo con tutte le nostre forze contro l’operato dello Stato Maggiore Difesa. Noi genitori vogliamo capire se Lei è intenzionato a mantenere la fiducia di migliaia di persone, convocando lo Staff del Capo di Stato Maggiore Difesa e chiedendo spiegazioni in merito
Distinti saluti

ANTONIO CURCIO

MAXIEMENDAMENTO: CONFERMATI TAGLI SICUREZZA E DIFESA, SINDACATI E COCER CONFERMANO STATO MOBILITAZIONE

ROMA, 19 LUG - ''Nonostante le ripetute rassicurazioni di alcuni esponenti di Governo, registriamo che il maxiemendamento governativo al decreto legge 112/2008 sulla manovra finanziaria conferma il volume dei tagli alla sicurezza ed alla difesa previsto dal testo originario''. Lo affermano, in una nota congiunta, tutti i sindacati di polizia ed i Cocer delle forze armate.
''Le modifiche apportate dalle Commissioni - osservano i sindacati - sono di fatto irrilevanti e lasciano intatto il problema e a cio' nulla e' stato aggiunto dal Governo: ci saranno dunque pesantissimi rischi di ricadute sul livello di sicurezza che potra' essere garantito sia a causa dell'impossibilita' di reintegrare il personale che andra' in pensione 'coatta' (40.000 donne e uomini), nonostante gia' oggi ci sia grave carenza d'organico, sia a causa degli oltre 3 miliardi tolti dai bilanci delle forze di polizia ed armate''.
''Il Governo - proseguono - su sicurezza e difesa conferma dunque la scelta di operare ingenti tagli invece di realizzare gli altrettanto ingenti investimenti promessi pochi mesi fa in campagna elettorale; bene hanno fatto quindi tutti i sindacati e tutti i Cocer a manifestare il 17 luglio davanti a Montecitorio e bene fanno oggi, all'indomani della presentazione del maxiemendamento, a non far rientrare lo stato di mobilitazione degli operatori del Comparto ma, anzi, ad avviare sin d'ora lo studio di tutte le iniziative che possano risultare idonee a tutelare la sicurezza dei cittadini italiani e di coloro i quali questa sicurezza tutti i giorni sono chiamati a garantire''. (ANSA)

LE LEZIONI CHE VENGONO DALLA PIAZZA

Pubblichiamo un commento del presidente dell'Associazione Solidarietà Diritto e Progresso, sulla manifestazione del 17 luglio del comparto Difesa e Sicurezza.
*****
Con una imponente, motivata e unitaria manifestazione di piazza, le sigle sindacali del Comparto Sicurezza, ieri 17 luglio 2008, in Roma, P.zza Montecitorio, hanno voluto segnalare alle Istituzioni (Governo in primis), alla politica e alla società, il loro disappunto rispetto alle previsioni relative al D.L. 112 dello scorso 25 giugno, ormai meglio conosciuto come DECRETO TAGLIA TUTTO. Le ragioni della protesta, condivise mediante documento congiunto, anche dai CO.CE.R. dei Comparti Difesa e Sicurezza, hanno indotto il Governo a repentini ripensamenti circa i provvedimenti in adozione; tantè che, a manifestazione ancora calda sono arrivate le prime aperture di credito governative (costituzione fondo sicurezza), la solita paternalistica comprensione circa lo sdegno manifestato, nonché le imbarazzate promesse che i minacciati tagli ….. saranno tagliati per resipiscènza del Governo. In esito alla conversione del D.L. 112 ( evocativo per sintonia del N° telefonico di pronto intervento dei C.C. che è sinonimo di emergenza) meglio si potranno apprezzare gli effetti derivanti dall’azione di protesta motivata dei sindacati di Polizia, così come più approfonditamente si potrà riflettere sull’importanza dell’unità di intenti della categoria manifestata nella circostanza.E’ fuori di dubbio che, ieri 17 luglio 2008, una democratica, composta e pacifica manifestazione sindacale, sia riuscita a dimostrare a tutti come e con quali strumenti si difendono e tutelano efficacemente gli interessi concreti dei lavoratori in uniforme.Rappresentanza forte? Senza il veicolo dissuasivo dei Sindacati di Polizia, la protesta legittima e condivisibile degli appartenenti alle FF.AA. sarebbe rimasta confinata nei soliti infruttuosi schemi deliberativi e nelle mummificate procedure interne alle RR.MM che ingabbiano i legittimi diritti ed interessi dei militari. Ignorare la lezione che ieri la natura sindacale dello strumento di tutela degli Operatori di Polizia ha offerto a tutti tramite piazza, è la responsabilità che assume chi in tema di riforma della RR.MM. continua ancora a straparlare di rappresentanza forte in luogo della sindacalizzazione.

AS.SO.DI.PRO.
Il Presidente
Emilio Ammiraglia

Confronto con il Ministero della Difesa

La gravosa situazione dei Precari delle FF.AA. e dell’Arma dei Carabinieri, nel pomeriggio del 23 c.m., sarà discussa presso la Segreteria Particolare del Ministro della Difesa Ignazio La Russa.
Nell’occasione ci è stato assicurato che molto probabilmente sarà presente lo stesso Ministro.

venerdì 18 luglio 2008

Comunicato congiunto

SINDACATI E COCER SODDISFATTI PER LA MANIFESTAZIONE A MONTECITORIO, SI ASPETTANO ORA SEGNALI DECISIVI DAL GOVERNO
Tutte le rappresentanze sindacali e militari del Comparto Sicurezza e Difesa hanno manifestato stamattina a Roma in Piazza Montecitorio e in tutta Italia davanti alle Prefetture contro i tagli alla sicurezza contenuti in un recente decreto collegato alla finanziaria del Governo.
Massima è la soddisfazione per la riuscita del volantinaggio: numerosi i parlamentari e i senatori che hanno di fatti manifestato la propria vicinanza alle rivendicazioni degli uomini in divisa assicurando il proprio sostegno in sede legislativa per far si che in fase di conversione il decreto 112 venga opportunamente corretto.
Ma soprattutto per la solidarietà espressa da migliaia di cittadini che hanno voluto testimoniare la piena condivisione dei motivi della protesta.
Piccoli segnali positivi inducono ad una positiva valutazione degli intenti "correttivi" della maggioranza: la Commissione Bilancio della Camera ha infatti approvato degli emendamenti con i quali vengono cancellate alcune delle penalizzazioni previste per le forze dell’ordine.
Rimane invece il grosso problema di un taglio da tre miliardi di euro sui bilanci delle amministrazioni interessate alla gestione della sicurezza interna ed internazionale.
Unica nota stonata la dichiarazione di qualche esponente della maggioranza che, ponendo a serio rischio la propria credibilità personale, insiste nell’affermare che "i presunti" tagli non ci sarebbero, e che anzi i tre miliardi in meno per le spese della sicurezza e della difesa sarebbero da intendere un "potenziamento di investimenti".
Permane lo stato di mobilitazione delle organizzazioni sindacali, e si preannunciano, in caso di mancate risposte, ulteriori iniziative di protesta contro una politica che mette a repentaglio le capacità operative dell’intero apparato sicurezza e difesa.

LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL COMPARTO SICUREZZA E DIFESA
DELLA POLIZIA DI STATO
SIULP – SAP - SILP PER LA CGIL – SIAP/ANFP - CONSAP/ANIP/ ITALIA SICURA – FSP/UGL - COISP - UILPS
DELLA POLIZIA PENITENZIARIA
SAPPE - CGIL FP – CISL FPS - UIL Penitenziari - SINAPPE – USPP
DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
SAPAF - UGL - FESIFO - CISL FPS - UIL PA - CGIL FP
LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO SICUREZZA
COCER GUARDIA DI FINANZA
LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO DIFESA
COCER ESERCITO - COCER MARINA MILITARE - COCER AERONAUTICA MILITARE

"Stanziamenti per forze armate sotto gli standard Nato"


Roma, 18 lug. (Apcom) - "I tagli alla sicurezza ci sono, eccome, e superano i 3,5 miliardi di euro rispetto quanto assegnato dalla finanziaria del governo Prodi. Quelle cifre, giudicate a suo tempo con parole durissime perche' insufficienti, subiscono oggi tagli drammatici da chi a suo tempo le criticava. E io, come cittadino prima ancora che parlamentare, ne sono fortemente preoccupato". E' quanto ha dichiarato in Aula alla Camera l'ex sottosegretario all'Interno Ettore Rosato, intervenendo nella discussione sulla manovra economica su cui il governo ha posto la questione di fiducia.
Per Rosato "queste scelte non resteranno senza conseguenze, e le ripercussioni si avranno - per essere chiari - anche sul numero di volanti e di uomini nelle nostre città, sulla loro operatività". Secondo il parlamentare del Pd, "siamo in presenza di una politica veramente incoerente e piena di proclami sulla sicurezza nelle città, che poi si concretizza in tagli ai ministeri e in norme che penalizzano retribuzioni e status giuridico di poliziotti, militari e vigili del fuoco" "Dove sta - si è chiesto Rosato - tutta questa preoccupazione per la sicurezza dei cittadini sbandierata in campagna elettorale dalla destra quando si tagliano le volanti e gli organici?".
Altro capitolo dolente riguarda le forme armate. Rosato ha infatti ricordato che "lo stesso Capo di Stato maggiore, il generale Camporini, ha tracciato un quadro drammatico rispetto i tagli lineari subiti dal ministero della Difesa per 1.815 milioni di euro. Il generale - ha aggiunto Rosato - ha affermato che questi tagli provocheranno un rapido decadimento operativo delle forze armate, con rischi di insolvenza anche a livello internazionale, con capacità operative sotto gli standard Nato. Con questa manovra economica - ha continuato Rosato - avremo settemila reclutamenti in meno nel 2009 e dal 2010 al 2015 non ci saranno più reclutamenti. Potremmo chiudere dal 2010 tutte le scuole delle Forze armate perché non ci sarà più nessuno da addestrare e vi sarà un invecchiamento di tutte le nostre Forze armate".
"Io penso - ha concluso Rosato - che quando un governo, uno Stato, toglie senza criterio alcuno, gli strumenti necessari per consentire di fare bene il proprio lavoro alle forze di polizia, alla forze armate e ai vigili del fuoco, allora siamo veramente messi male. Mi auguro che, quanto prima, questo governo riveda queste scelte che non fanno che aumentare la sfiducia e la rabbia dei cittadini nei confronti della politica".

L'Ordinariato Militare in Italia risponde:


giovedì 17 luglio 2008

Comunicato stampa - COCER AM

“UN CARRARMATO SI PUO’ COSTRUIRE IN DUE MESI

PER UN BUON MILITARE NON BASTA UNA VITA”

In questo giorno di mobilitazione delle sigle sindacali delle forze di polizia e dei Cocer delle FF.AA e corpi militari ci piace aprire il nostro comunicato stampa con una storica frase pronunciata da un valente generale del tempo.
Il perché di questa scelta è presto detto.
Le difficoltà economiche e le ristrettezze finanziarie del paese impongono ai governanti di risanare il bilancio dello stato attraverso la contrazione delle spese.
Tenuto conto che già in altri paesi europei si sta operando non solo attraverso un risparmio delle spese di parte corrente dei bilanci militari ma anche degli investimenti industriali bellici, in attesa di una trasformazione del modello difensivo da nazionale ad europeo, sembra opportuno che i tagli di bilancio proposti dal governo anziché ricadere interamente sulla componente umana ricadano anche sulle commesse per l’industria del settore.
In caso contrario l’utilizzo dei mezzi bellici così acquisiti risulterebbe privo di reale capacità operativa (senza manutenzione, addestramento e carburante aerei, blindati, e navi non si muovono).
Il presente messaggio, informato al dialogo costruttivo posto in essere da questa sezione con il nuovo governo, individua così la possibilità di reperire le risorse finanziarie necessarie salvaguardando al contempo gli obiettivi di spesa pubblica e tutelando il personale (memori del motto sopra citato e non solo!!).
in questa occasione teniamo particolarmente a ringraziare le organizzazioni sindacali delle forze di polizia che potendo liberamente manifestare, grazie al ruolo di parte sociale a loro riconosciuto, lo fanno anche in nome e per conto degli appartenenti alle forze armate.
Nell’attesa di un pari riconoscimento il Cocer AM esprime preoccupazione e dissenso rispetto ai contenuti del dl 112/2008 soprattutto qualora non vengano colti i suggerimenti sostenibili prospettati da questo consiglio.

Roma, 17.07.2008

IL COCER AM

mercoledì 16 luglio 2008

Manifestazione congiunta del 17 luglio 2008

Tutte le sottoscritte organizzazioni sindacali delle forze di polizia hanno confermato l'effettuazione del volantinaggio congiunto per giovedì 17 luglio 2008 a partire dalle 08:00 sul territorio nazionale.
Per l’occasione è stato elaborato l’allegato documento congiunto che, dovrà essere fotocopiato, su un unico foglio, fronte e retro a cura delle strutture provinciali delle singole organizzazioni sindacali, in numero direttamente proporzionale alle rispettive esigenze territoriali e, comunque, sufficiente al raggiungimento dell’obiettivo, quello cioè di informare correttamente l’opinione pubblica.
Siti per il volantinaggio: davanti alle Prefetture.
A Roma, invece, sarà effettuato davanti al Senato della Repubblica, alla Camera dei Deputati e a Palazzo Chigi.
I rappresentanti sindacali a livello territoriale sensibilizzeranno i rappresentanti istituzionali ed i singoli parlamentari sulle ragioni della protesta e si prodigheranno per diffondere e dare risalto il più possibile alle ragioni della protesta anche attraverso il coinvolgimento di tutti i mass media territoriali.
E’ auspicabile che ogni struttura prenda contatti con le strutture territoriali delle altre organizzazioni sindacali presenti sul proprio territorio, giacché è parte essenziale dell’accordo far si che pervenga un messaggio autorevole, concordante ed unitario.
Alla manifestazione, ovviamente, aderiscono anche le rappresentanze militari, nel rispetto dei limiti imposti dalle norme vigenti.
Si raccomanda a tutti di far pervenire una comunicazione scritta preventiva al Questore della provincia sulla manifestazione entro oggi.

ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL COMPARTO SICUREZZA
DELLA POLIZIA DI STATO
SIULP – SAP - SILP PER LA CGIL - SIAP/ANFP – CONSAP/ANIP/ ITALIA SICURA – FSP/ UGL – COISP - UILPS
DELLA POLIZIA PENITENZIARIA
SAPPE - OSAPP - CGIL FP – CISL FP – UIL PA - SINAPPE – SIAPPE – USPP (UGL-CLPP-LISIAP)
DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
SAPAF - CGIL FP - CISL FP - UIL PA - UGL – FESIFO (SAPECOFS-CISAL-DIRFOR)
LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO SICUREZZA
COCER CARABINIERI - COCER GUARDIA DI FINANZA
LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO DIFESA
COCER ESERCITO - COCER MARINA MILITARE - COCER AERONAUTICA MILITARE

Soldi alla Difesa invece di sprecarli altrove


Sindacati di polizia e Co.Ce.R.

LE RAGIONI DELLA PROTESTA

DOCUMENTO CONGIUNTO DI TUTTI I RAPPRESENTANTI SINDACALI DELLE FORZE DI POLIZIA E DELLE FORZE ARMATE.
Con il recente Decreto Legge nr. 112 emanato dal Governo il 25 giugno scorso riguardante la manovra correttiva del bilancio dello Stato per il triennio 2009/2011, sono state assunte decisioni che pongono a rischio la possibilità di continuare a mantenere livelli accettabili di sicurezza e di tutela per i cittadini.
Per la prima volta nella storia, tutti i sindacati delle Forze di Polizia E Co.Ce.R. dell’intero Comparto sicurezza e difesa, in rappresentanza dei 500.000 operatori della sicurezza e della difesa italiani, protestano contro l’operato del Governo:

1. PERCHE’ sono stati previsti “tagli” nel triennio per oltre tre miliardi di euro sui capitoli di spesa della “sicurezza” e della "difesa" delle Amministrazioni dello Stato. Questi “tagli” impediranno l’acquisto di autovetture, di mezzi, di strumenti utili per svolgere il servizio nonché la possibilità di avere risorse sufficienti e necessarie per le attività addestrative, per i corsi di formazione, per rinnovare le armi in dotazione, per l’acquisto di munizioni, delle divise e per la ordinaria manutenzione degli uffici e delle infrastrutture, in particolare quelle di accesso al pubblico, che diventeranno sempre più fatiscenti.

2. PERCHE’ è stata prevista la riduzione complessiva nel triennio dell’organico delle Forze di Polizia e delle Forze Amate di circa 40.000 operatori dovuta sia al mancato turn over del personale che alla “nefasta” previsione di sospensione volontaria dal servizio e/o collocamento “coatto” in pensione per anzianità “contributiva. Di conseguenza saranno migliaia le pattuglie e gli operatori in meno sul territorio con conseguente riduzione dei servizi e dei controlli ed una oggettiva riduzione della capacità operativa e d’intervento sul territorio delle forze dell’ordine e delle forze armate;

3. PERCHE’ vengono emanati nuovi provvedimenti legislativi che attribuiscono nuove incombenze alle forze dell’ordine e alle forze armate e contemporaneamente si adottano solo “tagli”di spesa;

4. PERCHE’ è prevista la riduzione del 50% all’anno di stanziamenti per remunerare le indennità direttamente connesse all’operatività, che come è noto incidono direttamente sui servizi in strada e sul controllo del territorio, per la sicurezza interna ed internazionale del Paese, mentre si conferma la mancata previsione di interventi di detassazione del lavoro straordinario, già concesso al settore privato, e/o delle indennità accessorie;

5. PERCHE’ è prevista la riduzione del 40% della retribuzione accessoria in caso di malattia, anche per infortuni sul lavoro con una penalizzazione economica addirittura superiore agli altri pubblici dipendenti;

6. PERCHE’ non sono previsti il riconoscimento per legge né il finanziamento della “specificità” degli appartenenti alle forze dell’ordine e alle forze armate, né risorse per la formazione e per la riforma ordinamentale del personale;

7. PERCHE’ il provvedimento contiene decisioni che vanno in netta controtendenza con l’obbiettivo dichiarato di collocare sicurezza e difesa in cima alle priorità dell’azione di governo, quale indispensabile premessa della possibilità di sviluppo di questo Paese.

Per questa ragione, per ripristinare condizioni di piena funzionalità operativa degli apparati e continuare a garantire la sicurezza dei cittadini:

C H I E D I A M O

1. il riconoscimento per legge ed il finanziamento della “specificità” del Comparto sicurezza e difesa;

2. l’eliminazione per il 2009 dei “tagli” per la sicurezza e la difesa con la conseguente apertura di un tavolo di confronto per razionalizzare in prospettiva futura la spesa e per introdurre riforme organizzative che possano eliminare gli attuali sprechi gestionali;

3. la copertura totale del “turn over”nelle forze di polizia ed una diversa modalità applicativa del collocamento a riposo d’Ufficio in prossimità del raggiungimento dei limiti d’età rispetto a quello che si intende prevedere per il pubblico impiego;

4. un trattamento diverso per gli operatori della sicurezza e della difesa per le assenze per malattia che al momento si vedrebbero decurtare la retribuzione giornaliera fino alla metà, tra l’altro anche per assenze connesse a fatti accaduti in servizio;

5. l’eliminazione del taglio sulle risorse per la professionalizzazione;

6. il mantenimento della contrattazione e la detassazione della retribuzione accessoria;

7. il riordino delle funzioni e delle carriere necessario per conseguire un sistema più efficiente, in grado di garantire maggiori operatività e produttività;

8. l’attuazione della previdenza complementare per gli operatori dell’intero Comparto sicurezza e difesa, la sanatoria del pregresso ed il mantenimento dei trattamenti economici aggiuntivi per infermità dipendenti da causa di servizio;

9. la riforma e la contrattualizzazione della Dirigenza del Comparto.

Premesso quanto sopra, è doveroso per noi tutti lanciare un grido d’allarme, nella speranza che il senso dello Stato induca il Governo a cambiare subito e radicalmente la propria politica sulla sicurezza e sulla difesa, modificando in sede di conversione in legge il contenuto del decreto.
Altrimenti i sindacati del comparto saranno costretti ad una imponente, motivata, giustificatissima manifestazione di protesta.

ORGANIZZAZIONI SINDACALI DEL COMPARTO SICUREZZA

DELLA POLIZIA DI STATO
SIULP – SAP - SILP PER LA CGIL - SIAP/ANFP – CONSAP/ANIP/ ITALIA SICURA – FSP/ UGL – COISP - UILPS

DELLA POLIZIA PENITENZIARIA
SAPPE - - CGIL FP – CISL FP - SINAPPE - USPP

DEL CORPO FORESTALE DELLO STATO
SAPAF - CGIL FP - CISL FP - UIL PA - UGL

LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO SICUREZZA
COCER GUARDIA DI FINANZA

LE RAPPRESENTANZE MILITARI DEL COMPARTO DIFESA
COCER ESERCITO - COCER MARINA MILITARE - COCER AERONAUTICA MILITARE

I militari al Ministro La Russa: «Non siamo figli di un dio minore»

Lo stanziamento di 300 milioni «a sostegno dell'operato delle sole forze dell'ordine, rendono le forze armate figlie di un dio minore». È quanto ha affermato il presidente del Cocer interforze, generale Domenico Rossi, dicendosi sicuro che il ministro della Difesa Ignazio La Russa (nella foto) «saprà tutelare la dignità delle forze armate e del suo personale.
«A fronte del reperimento di risorse per garantire il turn over delle forze di polizia - ha sostenuto Rossi - nulla è stato previsto per eliminare il taglio alle risorse per il personale delle forze armate con la conseguenza che non solo si abbasseranno i livelli degli effettivi in modo rilevante per l'operatività generale, ma soprattutto migliaia di volontari anche con sei-sette anni di servizio non potranno essere trattenuti o immessi in servizio permanente e verranno buttati sulla strada. Non si vuole nemmeno concedere alla difesa di vendere i propri immobili e recuperare gli introiti per il proprio bilancio per compensare i tagli previsti».

Polizia e militari pronti a manifestare contro il Governo

A causa dei tagli agli organici, agli scatti d’anzianità e degli esigui aumenti di stipendio. Col governo Prodi scesero in piazza per molto meno.
Il Messaggero - 13/07/2008
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Se le cose rimangono così, polizia e militari sono pronti a manifestare contro il governo Berlusconi. I tagli agli organici, i tagli agli scatti d’anzianità degli ufficiali, gli esigui aumenti di stipendio previsti per questo biennio (pari alla metà dell’inflazione reale): di fronte alle misure e alle cifre del decreto Tremonti, sarebbe difficile fare finta di niente. Appena sette mesi fa, quando c’era il governo Prodi, forze armate e forze dell’ordine scesero in piazza per molto meno.
La grana del “comparto sicurezza” è ormai arrivata sul tavolo del Presidente del Consiglio. Nei giorni scorsi i sindacati di polizia e i cocer (le rappresentanze dei militari, che per legge non possono aderire a sigle sindacali) hanno presentato le loro richieste al ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Innanzitutto, vogliono la “specificità”. Cioè vogliono un articolo di legge approvato dal Parlamento nel quale si dica esplicitamente che il loro è un lavoro particolare, disagiato, rischioso, e quindi da oggi in poi chi lavora nella sicurezza ha diritto a un trattamento economico speciale. Insomma una norma che obblighi tutti i governi presenti e futuri a dare aumenti di stipendio migliori che non agli altri dipendenti pubblici.
Dopo di che, chiedono all’esecutivo di applicare sin d’ora questa regola della specificità. Incrementando lo stanziamento per il rinnovo dei contratti, eliminando i tagli alle assunzioni e agli scatti d’anzianità previsti dal decreto Tremonti, e magari anche riconoscendo lo sconto fiscale sugli straordinari introdotto due mesi fa soltanto per i lavoratori privati.
Brunetta ha portato le istanze di cocer e sindacati in Consiglio dei ministri. Dove ha trovato l’appoggio di Ignazio La Russa, ministro della Difesa, già scontento per il taglio di 800 milioni subito sul budget del suo dicastero. Ma a bloccare entrambi è stato Giulio Tremonti, preoccupato dalle conseguenze che le eventuali concessioni avrebbero sui conti pubblici dei prossimi anni: ditemi quali risparmi alternativi avete da proporre ha replicato il ministro dell’Economia e sarò ben lieto di accontentarvi. Tremonti si è opposto in particolare all’idea di sancire per legge la “specificità”. E ha fatto presente che la specificità esiste già nei fatti, e non da poco tempo. Sommando le diverse forme di trattamento privilegiato concesse fra il 2001 e oggi, i corpi militari e i corpi di polizia sono costati allo Stato un miliardo di euro in più degli altri dipendenti pubblici. Perciò, se si vuole la specificità, bisogna indicare una copertura per l’inevitabile aumento di spesa futuro.
Semmai il Tesoro è disposto ad accordare qualche alleggerimento dei tagli contenuti nel decreto. Ieri si è saputo che un nuovo emendamento del governo prevederà un po’ di risorse in più per la sicurezza. In tutto si tratterebbe di 300 milioni. Ma di questa somma, 100 milioni andrebbero al «potenziamento della sicurezza urbana» (quindi ai comuni). Altri 200 milioni sarebbero destinati genericamente alla tutela della sicurezza pubblica, di cui una quota pari a 40 milioni viene esplicitamente destinata alle assunzioni di personale, «prioritariamente al reclutamento di personale proveniente dalle forze armate».
Se anche tutti i 200 milioni fossero usati per arruolare nuovi militari e nuovi agenti, si potrebbero fare circa 6 mila assunzioni. E comunque non ci sarebbe una risposta alla richiesta di migliorare le buste paga. Per i sindacati non basta. «Resta confermata la manifestazione del 17 luglio» dichiara il Sap. Giovedì prossimo è infatti prevista una prima mobilitazione nazionale, con distribuzione di volantini davanti a Palazzo Chigi, a Montecitorio, alle prefetture. «Questi 300 milioni sono assolutamente insufficienti» commenta Claudio Giardullo del Silp. Secondo il sindacalista, «la tendenza che il governo sta mettendo in atto è il ridimensionamento della forza pubblica, per trasferire alcune funzioni agli enti locali e alla sicurezza privata».
Intanto Brunetta cerca di convincere Silvio Berlusconi a intervenire personalmente per superare le resistenze di Tremonti. Mentre An fa capire che, se il decreto non cambia sul serio, in Parlamento per il governo ci potrebbero essere brutte sorprese.

SICUREZZA E DIFESA: LINEA DURA DI COCER E SINDACATI. TENSIONE ANCHE ALL'INTERNO DEL GOVERNO

Continua il braccio di ferro tra il Governo ed i rappresentanti sindacali delle forze dell'ordine sulle risorse da destinare al Comparto Sicurezza e Difesa. Secondo le stime dei sindacati "in tre anni la manovra finanziaria ridurrà l'organico delle forze di polizia e delle forze armate di circa 40.000 unità e ci saranno così migliaia di pattuglie in meno sul territorio con conseguente riduzione dei servizi e dei controlli". Per giovedì 17 luglio è stato organizzato un volantinaggio di protesta davanti alle questure ed alle caserme di tutta Italia. Se il Governo non accoglierà le richieste dei sindacati (prima fra tutte quella della "specificità" del Comparto, ndr.) è già pronta una grande manifestazione nazionale a Roma.
"Il decreto legge 112 prevede tagli per oltre 3 miliardi di euro sui capitoli di spesa della sicurezza e della difesa e ciò impedirà l'acquisto di autovetture, mezzi, nonchè la possibilità di avere risorse sufficienti per l'addestramento, per rinnovare le armi in dotazioni, per l'acquisto di munizioni, divise e per la ordinaria manutenzione degli uffici - continuano i Cocer ed i sindacati delle forze di polizia".
Tensione anche all'interno del Governo. Il min. Brunetta ha portato le istanze di Cocer e sindacati in Consiglio dei ministri, ma ha trovato l'opposizione del min. Tremonti preoccupato per la tenuta dei conti pubblici. Secondo le ultime indiscrezioni, il Governo presenterà un nuovo emendamento che prevede 300 milioni di euro per la "sicurezza": 100 milioni andrebbero al potenziamento della sicurezza urbana, mentre gli altri 200 milioni sarebbero destinati genericamente alla tutela della sicurezza pubblica (40 dei quali da utilizzare per le assunzioni di personale).
Polemiche arrivano, poi, dal presidente del Cocer Interforze: "A fronte del reperimento di risorse per garantire il turn over delle forze di polizia - spiega il Gen. Domenico Rossi - nulla è stato previsto per eliminare il taglio alle risorse per il personale delle forze armate con la conseguenza che non solo si abbasseranno i livelli degli effettivi in modo rilevante per l'operatività generale, ma soprattutto migliaia di volontari anche con sei-sette anni di servizio non potranno essere trattenuti o immessi in servizio permanente e verranno buttati sulla strada. Non si vuole nemmeno concedere alla difesa di vendere i propri immobili e recuperare gli introiti per il proprio bilancio per compensare i tagli previsti".

SICUREZZA, DE MATTEIS (SIULP): ORGANICI POLIZIA FERMI DAL 1989

FINANZIARIA GOVERNO FERMA ANCHE I NOCS.
Roma, 15 luglio 2008 - E' un quadro drammatico quello illustrato da Giuseppe De Matteis, segretario generale del Siulp, in riferimento agli organici della Polizia di Stato, fermi al 1989.
"Nel 1989, - spiega De Matteis nel corso di un'intervista telefonica a GrNet.it - data di emanazione dell'ultimo decreto normativo sulle consistenze organiche della polizia di Stato, in Italia c'erano 12 province in meno e la DIA non era ancora istituita. Se si pensa che gli organici sono fermi da allora e che la carenza si può quantificare in 5.700 unità, questò dà la cifra sullo stato di enorme difficoltà in cui opera la Polizia di Stato".
"Il 17 luglio - prosegue De Matteis - il fronte della protesta sarà compatto nel denunciare gli effetti di questa manovra finanziaria che opererà , a regime, un taglio di 40.000 operatori all'intero comparto Difesa e Sicurezza. Alla protesta saranno presenti tutti i corpi di polizia, a cui si sono aggiuinti anche i vigili del fuoco, e daremo voce anche alle rivendicazioni dei Cocer delle forze armate, costretti dal loro status a non prendere parte alla manifestazione". "La situazione è talmente drammatica - conclude De Matteis - che, per la prima volta dalla sua costituzione, anche i colleghi dei NOCS (gruppo speciale della Polizia di Stato addestrato per portare a termine operazioni ad alto rischio, ndr) hanno cancellato il programma di addestramento per mancanza di fondi".

Lettera al Direttore di LIBERO

Gentile Direttore,
il Presidente emerito Cossiga ha l’abilità di scuotere energicamente questa classe dirigente politica, che al riparo di una legge elettorale che la porta sugli scranni più alti della Repubblica con il minimo sforzo, non conosce i limiti della sopportazione degli uomini in uniforme. Il vecchio Presidente ha lanciato un appello a militari e forze dell'ordine perché scioperino contro i tagli ai loro bilanci. Urla con tutto il fiato che ha in gola, e gliene rimane poco, che occorre scioperare "contro il libidinoso nanetto ministro di un Governo di piccoli mercanti e cattivi contabili che si dimostra privo del senso delle istituzioni e che vuole affamarvi e disarmarvi. Fermate i servizi di scorta, non pattugliate più le nostre terre, i nostri cieli e i nostri mari, aprite le porte delle carceri, rientrate nelle vostre caserme in Kossovo, in Afghanistan, in Bosnia-Erzegovina, fino a quando il nanetto libidinoso non sarà cacciato e il Governo non riacquisterà un minimo di responsabilità! Tenete pronte e ben oliate le vostre armi! Può venire il momento nel quale insorgere e ribellarsi potrà essere non un diritto ma un dovere: per la salvezza del Popolo, della Nazione e dello Stato democratico!".
Sono parole dure. Qualcuno, dall’interno delle Forze armate e delle Forze dell’ordine, poco conoscendo l’alto senso della democrazia e soprattutto il raffinato senso dell’ironia del Presidente, ha definito le parole di Cossiga fuori luogo perché istigano alla disobbedienza e ciò è un reato. Sono degli sprovveduti, incapaci di svolgere analisi obiettive!
Un ragionamento più corretto è stato invece fatto dal COCER Carabinieri e dal Sindacato Autonomo della Polizia di Stato, che hanno ricordato che Tremonti non ha inteso sancire per legge la specificità delle Forze armate e dell’ordine. Giustamente chiedono di avere tutti i diritti degli altri pubblici impiegati, a partire dalla possibilità di fare sciopero fino a poter essere iscritti ad un albo professionale e svolgere una seconda attività.
Vorrei ricordare al Presidente Berlusconi, non tanto a Tremonti, che a quel tempo non era presente, che nel 1991 da Presidente del COCER Carabinieri, mentre era in decisione un ricorso presso la Corte Costituzionale sulla sindacalizzazione delle Forze armate, chiesi ed ottenni, essendo prematuri i tempi, che quantomeno venisse concesso ai militari un rapporto di "specialità" con l’Amministrazione, con un trattamento economico e normativo diverso rispetto a tutti gli altri impiegati dello Stato. Ciò accadde nel 1991 con la sentenza n. 494. I poliziotti si inserirono in seguito abilmente, per cui cambiando il termine "specialità" in "specificità" estesero il concetto anche a loro, anche se essi erano sindacalizzati e i militari no!
Il 3 marzo del 2000, essendo ormai certo che Berlusconi sarebbe diventato entro un anno Presidente del Consiglio, mi recai da lui con due delegati del COCER e chiesi, sulla base di quel rapporto di specialità, l’allineamento dei nostri stipendi ai migliori livelli europei. Alla presenza di Frattini, che gli stava dietro le spalle, Berlusconi così mi rispose: "Quel che lei mi chiede è molto oneroso. Ma come faccio a dire di no a lei, che così strenuamente opera a tutela dei suoi colleghi? Quando diventerò Capo del Governo, sarà fatto ciò che lei mi sta chiedendo". Sono passati da quel tempo ben due governi ed oggi siamo al terzo, ma il Presidente Berlusconi si è dimenticato di quella promessa. Anche per colpa di alcuni rappresentanti militari, che invece che ai colleghi hanno pensato alle loro carriere.
Sono certo che Berlusconi manterrà seppure dopo tanto tempo la sua promessa. Perché è un uomo d’onore. Sono certo che Cossiga mi sosterrà in questa mia richiesta. Perché anche lui è un galantuomo e molto mi deve e lui sa perché. E’ un sardo e saprà essere sardo fino in fondo!
Chiedo al Ministro Tremonti di recarsi dal suo Presidente, che lo inviterà a cambiare atteggiamento. La parola data è sacra, per tutti, anche per i politici o per quelli che necessariamente sono divenuti tali col tempo!
Antonio Pappalardo, Generale dei Carabinieri.

martedì 15 luglio 2008

SILP-CGIL: GIOVEDI' 17 MANIFESTAZIONE CONGIUNTA COMPARTO DIFESA SICUREZZA

E' fissata per giovedi' 17, a partire dalle ore 08:00, la manifestazione congiunta comparto Sicurezza e Difesa presso le prefetture solo nella città di Roma le iniziative verranno estese anche nei pressi di Palazzo Chigi, Camera dei Deputati e Senato della Repubblica. SILP-CGIL

VIGILI DEL FUOCO: E' SCIOPERO DELLA FAME

CONAPO (Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco) solidale con gli idonei al concorso pubblico a 184 posti da VVF ed i 74 volontari in ferma breve in attesa di assunzioni.
Roma, 15 lug - Il CONAPO (Sindacato Autonomo Vigili del Fuoco) ed il suo Segretario Generale Antonio Brizzi esprimono piena solidarietà agli idonei del concorso a 184 posti da Vigile del Fuoco ed ai 74 vfb che hanno indetto uno sciopero della fame che partirà dal sit in di protesta indetto in piazza Montecitorio il 15 e 16 luglio 2008 e che proseguirà ad oltranza fino a quando il governo non sanerà le condizione di questi idonei che, dopo aver superato difficili prove selettive o prestato servizio all'estero servendo con onore la Patria, pur sussistendo nel Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, una cronica carenza di organico che vede compromessa l'attività istituzionale dei Vigili del Fuoco di tutta Italia, continuano a vedere tradite le speranze di immissione in ruolo, con grave spreco di denaro pubblico, venendosi a vanificare le risorse impiegate per la selezione dei citati idonei e venendo sprecate le professionalità acquisite dai vfb attraverso gli innumerevoli corsi di formazione.

COSSIGA A MILITARI: SCIOPERATE CONTRO BRUNETTA

ROMA, 14 LUG - ''Militari, Agenti della Polizia di Stato, Carabinieri, Guardie di Finanza, Guardie Penitenziarie, Agenti del Corpo Forestale dello Stato, io vi dico: contro il libidinoso nanetto ministro di un Governo di piccoli mercanti e cattivi contabili che si dimostra privo del senso delle istituzioni e che vuole affamarvi e disarmarvi, scioperate!''.
E' l'incitamento del presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga. ''Fermate i servizi di scorta, non pattugliate piu' le nostre terre, i nostri cieli e i nostri mari - prosegue l'appello di Cossiga - aprite le porte delle carceri, rientrate nelle vostre caserme in Kosovo, in Afghanistan, in Bosnia, fino a quando il nanetto libidinoso non sara' cacciato e il Governo non riacquistera' un minimo di responsabilita'. Tenete pronte e ben oliate le vostre armi! Puo' venire il momento nel quale insorgere e ribellarsi potra' essere non un diritto ma un dovere: per la salvezza del Popolo, della Nazione e dello Stato democratico''. (ANSA).

giovedì 10 luglio 2008

DIFESA: PARLAMENTARI PD A LA RUSSA, ARMI SPUNTATE CONTRO TAGLI TREMONTI

Roma, 9 luglio 2008 - "Il ministro della Difesa La Russa dimostra di avere armi spuntate contro i tagli massicci che Tremonti ha inserito al capitolo Difesa nella manovra economica, ora all'esame della Camera. Si tratta di tagli inaccettabili che avranno effetti devastanti sul funzionamento, sugli organici delle Forze Armate e sui destini e le legittime aspettative del personale militare".
Lo affermano i parlamentari Pd delle commissioni Difesa di Camera e Senato tra i quali Rosa Calipari, Gian Piero Scanu, Mauro Del Vecchio, Achille Serra e Silvio Sircana, dopo l'audizione del ministro della Difesa Ignazio La Russa.
"Il ministro La Russa sta perdendo con Tremonti una battaglia fondamentale per la Difesa - sottolineano i parlamentari Pd -. L'eventuale dimezzamento del taglio al Bilancio della difesa annunciato adesso dal titolare del dicastero, che porterebbe da 668 a 300 milioni di euro, penalizzerebbe comunque fortemente le Forze Armate, che gia' da tempo lamentano un'insufficente disponibilita' di risorse nell'esercizio. Per quanto attiene alle drastiche riduzioni del 7 per cento nel 2009 e del 40 per cento negli anni successivi dei fondi destinati al reclutamento, il provvedimento costituisce un sostanziale ridimensionamento del processo di professionalizzazione delle Forze Armate, con drammatiche conseguenze sul modello di difesa e sull'operativita' dello strumento militare. La decisione circa la sostenibilita' del modello a 190 mila uomini o circa un assetto operativo tipico di una forza di proiezione aeronavale spetta solo ed esclusivamente al Parlamento e non puo' essere inserito in modo surrettizio in un decreto".
"Con i nostri emendamenti - concludono i parlamentari - chiediamo il ripristino integrale dei fondi alla Difesa, in base alla specificita' di questo settore essenziale per la tutela e la sicurezza del nostro Paese. Vogliamo scongiurare tagli al reclutamento e forme di prepensionamento totalmente discrezionali da parte dell'amministrazione. Chiediamo inoltre la stabilizzazione dei precari. Visto che anche i parlamentari della maggioranza hanno denunciato la gravita' dei tagli al comparto della Difesa, ci aspettiamo che il Parlamento sia messo nelle reali condizioni di migliorare la manovra"
LA RUSSA: OBIETTIVO E' TAGLI A DIFESA SOTTO 300 MILIONI. "HO GIA' PRESENTATO EMEDAMENTI PER RIDURLI
Il ministro Ignazio La Russa punta a "portare sotto i 300 milioni di euro" i tagli al comparto della Difesa previsti dalla manovra economica del governo. E' quanto dice a margine dell'audizione davanti alle commissioni Difesa di Camera e Senato riunite a Palazzo Madama sulle linee programmatiche del suo dicastero.
"Proprio per questo ho gia' presentato degli emendamenti - spiega La Russa - e, se verranno accolti, il taglio sara' piu' che dimezzato, portandolo da 668 milioni a circa 200 o al massimo 300 milioni".
Il ministro spiega inoltre che, grazie al suo intervento, si ridurra' anche il taglio per i reclutamenti del personale per il 2009 che era stato previsto del 40 per cento.
"Siamo riusciti ad ottenere che per questo primo anno il taglio sia solo del 7 per cento, mentre sara' del 40 a partire dal prossimo anno".
Cosi', aggiunge, "avremo il tempo di rimodulare gli investimenti. Si tratta di un buon risultato - conclude - perche', con l'iniziale taglio del 40 per cento, per quest'anno non avremmo potuto assumere nessuno".
Parlando dei tagli previsti dalla manovra economica al comparto della Difesa, il ministro La Russa, spiega alle commissioni di merito di Camera e Senato che "non e' detta l'ultima parola".
Il percorso parlamentare dei provvedimenti relativi alla manovra "non e' ancora finito- sottolinea- anzi, si puo' dire che non e' ancora iniziato, quindi stiamo parlando di un provvedimento 'in itinere' sul quale c'e' ancora tutto il lavoro parlamentare da fare e sul quale c'e' un larga condivisione sulla necessita' di apportare migliorie al testo del governo".
Sulla Difesa, aggiunge, stiamo "percorrendo un'altra strada, per quanto mi riguarda non ci sono blindature nei confronti dei deputati e dei senatori delle commissioni Difesa, non c'e' nessuna richiesta di obbedienza cieca e assoluta".
Anzi, ribadisce, "io stesso ho gia' presentato degli emendamenti che potrebbero in qualche caso migliorare sensibilmente il testo del governo".
Infine il ministro spiega che la sua convinzione e' che le politiche sugli investimenti nelle strutture e sui mezzi militari non possono "venire prima" della "tutela del personale".
A causa dei tagli, aggiunge, "se fossi messo con le spalle al muro, in questo momento preferirei che le risorse vadano a tutelare principalmente gli uomini, penso agli stipendi, che ai mezzi".

La Presidenza della Repubblica risponde


mercoledì 9 luglio 2008

MANOVRA DEVASTANTE

Roma, 8 luglio 2008 - 'I parlamentari del Partito Democratico hanno bocciato, senz'appello, insieme all'Idv, la manovra economica presentata in commissione Difesa dal governo". Lo ha dichiarato Rosa Villecco Calipari capogruppo Pd in Commissione Difesa. "Ho ascoltato - afferma Calipari - tutte le dichiarazioni e ho registrato l'unanimità e la convergenza di tutti gli interventi sia di quelli della maggioranza che dell'opposizione nel sottolineare la gravità dei tagli massici operati per le Forze Armate contenuti nella manovra economica del Governo. "Con eguale attenzione - sottolinea il capogruppo del Pd - ho sentito quanto affermato dal sottosegretario alla Difesa, Corsetto, che si potrebbe definire una dichiarazione di impotenza di fronte alle scelte operate che mettono in discussione l'efficienza del nostro strumento militare, riducono la formazione e l'addestramento del personale e di fatto la sicurezza degli stessi militari. Nel triennio 2008-2011 sono previsti tagli complessivi per 2.516 milionidi euro". "Una manovra devastante - continua Calipari - che non si può nascondere dietro il velo dell'ipocrisia di un parere favorevole pur se condizionato con cui ha ritenuto di cavarsela la maggioranza. In particolare, le misure previste per il taglio del reclutamento, 35 milioni di euro nei primi due anni, comportano insieme alla riduzione di nuovi arruolamenti anche il mancato trattenimento di soldati che sono già nelle Forze Armate da 5/6 anni. Una misura punitiva - conclude Calipari - che si abbatte essenzialmente sui giovani del Sud che hanno risposto finora in misura superiore all'85 per cento alle esigenze dell'esercito professionale".

lunedì 7 luglio 2008

“Abbiamo avuto il “PACCO” da chi abbiamo votato”

Eravamo tutti li, Pensionati in uniforme e Militari Precari a manifestare davanti a Montecitorio, con bandiere, vessilli divise appese alle transenne.
Mentre il Gen. Pappalardo si stava impegnando in un comizio volante rivolto all’allora maggioranza di Centro Sinistra si fermava per darci la loro solidarietà l’On. Ascerto, dopo un breve colloquio, con rammarico si rivolgeva dicendoci “PURTROPPO NON SIAMO NOI A GOVERNARE”.
La stessa cosa poco dopo ce la ripeteva l’On. Maurizio Gasparri, successivamente è stata la volta di Larussa e di Fini, non sapevamo ancora che il Governo Prodi stava per finire.
L’On. Gianfranco Fini, il più eletto da militari e Forze dell’Ordine, ”SI E’ SISTEMATO”. Eletto Presidente della Camera, a fine mandato “vita natural durante” avrà un ufficio a Montecitorio con due dipendenti stipendiati dallo stato (vedi On. Pivetti, Bertinotti ecc), un benefits di un milione di euro all’anno, trentamila euro al mese di stipendio, un appartamento regale all’interno di Montecitorio da dividere con la sua seconda Consorte e infine per non farsi mancare nulla, una super scorta...... e a Noi? - che l’abbiamo votato? IL PACCOOOOOOOOO!!!!!!!! vedi foto!

giovedì 3 luglio 2008

COCER Marina Militare

Il COCER Marina esprime profonda delusione per i tagli e le drastiche misure introdotti dal d.l. 112/2008, con cui il governo ha varato la manovra finanziaria estiva, in quanto destinati ad aumentare i gia’ gravi disagi del personale ed a rendere ancora piu’ precaria la funzionalita’ dell’ammistrazione..
L’analisi dell’articolato che va dal 65 al 72, rende di drammatica evidenza il completo disconoscimento della realtà di vita del personale del comparto difesa e sicurezza, e ciò ad onta di ogni bel discorso fin qui fatto.
La drastica riduzione degli arruolamenti, la nuova disciplina relativa alle assenze per malattia ed alle cause di servizio, il blocco del turn over, i tagli ai fondi destinati all’efficienza, sono misure dichiaratamente votate alla ottimizzazione della spesa, ma che sembrano concepite senza una concreta conoscenza del sistema; senza un confronto con le parti sociali interessate e che mortificano, ignorandoli, la dignità e l’onore dei militari, nella specie dei marinai, che sentono lontana la politica dai loro problemi.
Ed infatti, tutto ciò si aggiunge alle difficoltà che la marina militare con tutte le sue componenti già oggi incontra nel garantire l’attività di sicurezza esterna ed interna a favore dei cittadini di una nazione con più di ottomila chilometri di costa.
Roma, 3 luglio 2008.
IL CO.CE.R. SEZIONE MARINA

Sindacati polizia: SIAP ribadisce priorità in commissione affari costituzionali


Roma, 1 luglio 2008

Si è svolta nel tardo pomeriggio di oggi, l’audizione del S.I.A.P. e delle altre sigle del Comparto. Il SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia), nel ribadire "quanto le politiche del Governo siano al momento deludenti e mortificanti, nell’impostazione e nei contenuti, per tutti gli operatori della Sicurezza", ha elencato agli esponenti del governo le priorità del comparto:
1. il riordino delle carriere;
2. il riconoscimento reale per legge della “specificità" del Comparto Sicurezza e Difesa;
3. lo stanziamento di risorse adeguate per il rinnovo del contratto collettivo di lavoro del Comparto Sicurezza e Difesa per il biennio 2008/2009;
4. il mantenimento della contrattazione integrativa;
5. l'attuazione della previdenza complementare per gli operatori dell'intero omparto Sicurezza e difesa;
6. la copertura totale del turn over nelle forze di polizia e forze armate e la risoluzione dei problemi di “precariato” relativi all’attuale condizione di centinaia i operatori della difesa;
7. la detassazione della retribuzione accessoria.

Si scende in piazza

Siamo forse migliori degli autotrasportatori?
Siamo forse migliori dei pescatori?
Siamo forse migliori del personale docente e ata delle scuole e delle Università?
Siamo forse migliori dei metalmeccanici?
Siamo forse migliori degli infermieri e dottori precari degli ospedali?
Siamo forse migliori del personale delle FF.SS, degli autotranvieri?
Siamo forse migliori degli avvocati?
Siamo forse migliori del personale della Croce Rossa?
Siamo forse migliori della polizia?
Tutte queste categorie di persone scendono in piazza quando si accorgono che i loro diritti sono calpestati, eppure hanno i lorosindacati e sono molti più di noi.
Non stanno a casa, non pensano ora ci pensa tizio o caio, non vanno a farsi pigliare per i fondelli dal politicante di turno, non aspettano, elemosinanti, il ddl di tizio o di caio, ma subito scendono in piazza perchè sono consci che senza il loro operato si ferma quella branca dell'Amministrazione Pubblica o quel tale indispensabile servizio.
Con la nostra presenza in piazza, ed è la prima volta nella storia repubblicana, si colpiscono le coscienze: "Questo paese è in ginocchio se pure le FF.AA. manifestano!"
Diciamo finalmente alla gente cosa si nasconde dietro le parole di Dio, patria e onore che molti politicanti proferiscono.
Facciamo conoscere a tanti giovani che SMD utilizza pubblicità ingannevole che il volontariato se protatto per più anni produce solo effetti dannosi irreversibili per il destino di una vita, specie alle genti del Sud che credono ancora, come si diceva una volta, "basta la firma" e sulla quale convinzione popolare SMD ci marcia!
Abbandonate ogni prudenza vana, ogni compromesso con le vostre coscienze, ogni timore, scendiamo in piazza a ricevere il plauso del popolo italiano!
Firmato
super tramat

mercoledì 2 luglio 2008

Preparatevi le Divise!!! Sfileremo per i Fori Imperiali!!!

Pensionati in Uniforme, Precari delle Forze Armate e Forze dell’Ordine, preparate le vostre divise, in Autunno scenderemo in piazza per dire a questo Governo o chi per esso NO! ALLE INGIUSTIZIE.
Amici, ci stanno togliendo i diritti acquisiti, ci stanno togliendo l’aria che respiriamo ci stanno togliendo anche la dignità.
Diremo a Costoro che con gli uomini più puliti, più incorruttibili, più onesti di questa società non si può più scherzare.
CI STATE PRENDENDO PER IL .....!!! ADESSO BASTA!!!
I segnali si erano avvertiti già dalla precedente legislatura Berlusconi, adesso siamo sicuri. L’ATTUALE ESEGUTIVO CI ODIA!!!
BASTA AL PRECARIATO!!!

martedì 1 luglio 2008

Finanziaria alle porte, precari alla porta

Prime indiscrezioni sui prossimi provvedimenti economici del governo e sulla finanziaria 2009 giungono dai tavoli ministeriali attraverso le agenzie. Quest’anno, la finanziaria potrebbe essere anticipata da più decreti, che potrebbero arrivare anche prima del Dpef. Tutto è molto provvisorio e per ora nulla è scritto in nero su bianco; però, uno dei tagli riguarda proprio i precari della pubblica amministrazione. Secondo quanto riporta l’Ansa, “stop alla stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione prevista dalle leggi finanziarie del 2007 e del 2008. Si consentirebbe comunque il riconoscimento del lavoro prestato nella pubblica amministrazione per i concorsi relativi all’assunzione a tempo indeterminato“.

DECRETO FISCALE, DEL VECCHIO (PD): FILM GIA' VISTO - LA RUSSA SMENTISCE SE STESSO

COCER ESERCITO: 37.000 OPERATORI DEL COMPARTO A RISCHIO PENSIONAMENTO ANTICIPATO
***
Roma, 28 giu - Ci va giù duro il generale Del Vecchio commentanto il decreto fiscale del governo Berlusconi che opera tagli drammatici e indiscriminati per le forze armate, nel corso di un'intervista telefonica rilasciata a GrNet.it. Particolarmente colpiti risultano i volontari in ferma prefissata ai quali le nuove norme impediranno il passaggio nel "professionale" allo scadere nella ferma, contrariamente a quanto aveva stabilito il governo uscente. "E' un fil già visto" - sottolinea Del Vecchio - ricordando i tagli alla Difesa operati dal precedente governo Berlusconi, ma questa volta i tagli a regime saranno del 40%. La riduzione dei fondi destinati al "professionale" (legge 331/2000), che con il governo Prodi si attestarono intorno l'11%, causarono una diminuizione delle nuove assunzioni di circa 7.000 unità, che con i nuovi tagli, metterà in discussione l'intero quadro di assunzioni nelle forze armate. "La Russa - continua del Vecchio - che inizialmente aveva dichiarato di voler aumentare gli stanziamenti alla Difesa, smentisce se stesso, e delude le aspettative dei nostri giovani soldati che verranno congedati per insufficienza di fondi". Il decreto fiscale inoltre - si legge in una nota del Cocer Esercito - cancella il diritto ai trattamenti economici aggiuntivi per infermità dipendente da causa di servizio, che rappresentano "una forma di tutela per quel personale che nell'esercizio delle specifiche funzioni riporta ferite e/o lesioni permanenti tali da non renderlo più idoneo al servizio". Contestata inoltre la norma che prevede per i primi dieci giorni di assenza per malattia, la decurtazione di "ogni indennità o emolumento, comunque denominati, aventi carattere fisso e continuativo, nonché di ogni altro trattamento accessorio". Lo stipendio dei militari - precisa il Cocer - che rispetto ai dipendenti statali è formato per "oltre il 60% da indennità specifiche di impiego" verrà quindi ridotto al 40%", "pur sopportando condizioni" di lavoro "di tutt'altro onere rispetto al rimanente pubblico impiego". Infine - conclude il Cocer - "la possibilità data dal decreto fiscale per le amministrazioni di risolvere il rapporto di lavoro dei dipendenti che abbiano raggiunto i 40 anni di contribuzione", "si potrebbe tradurre in un pensionamento anticipato per più di 11.000 soldati, 6.000 carabinieri e ulteriori 20.000 tra finanzieri, poliziotti, penitenziari e forestali. ""Stiamo esaminando il decreto" - conclude Del Vecchio - "e valuteremo le opportune azioni in sede parlamentare".

venerdì 27 giugno 2008

Lettera all'Ordinariato Militare

A Sua Eccellenza Reverendissima
Arcivescovo Ordinario Militare per l’Italia
Monsignor Vincenzo Pelvi
Salita del Grillo 37,
00184 ROMA

E, p.c. Ispettore per l’Esercito Italiano
Monsignor Angelo Frigerio
Via XX Settembre 123 A
00187 ROMA

Ispettore per la Marina Militare
Monsignor Valerio Tanchio
Piazzale della Marina
400196 ROMA

OGGETTO: Stabilizzazione Ufficiali in Ferma Prefissata

Eccellenza Reverendissima,
Vorrà perdonare se, con quest’appello che Le rivolgiamo, Le viene sottratto un poco del Suo prezioso tempo.
L’appello Le viene fatto, oltre che da parte nostra, genitori della “Associazione Genitori Ufficiali Precari delle Forze Armate”, da tanti giovani cristiani che patiscono disagio sociale ed economico.
A causa di un’arcaico sistema di reclutamento delle FF.AA., ai nostri ragazzi vengono negati i più elementari diritti di tutela sul lavoro e dignità, assicurati invece, da leggi dello Stato, ad altri lavoratori cosiddetti “civili”.
Noi genitori ancora ricordiamo con orgoglio quando abbiamo assistito al Giuramento dei nostri figli. In quel giorno, in cui hanno ricevuto le “stellette”, nei loro occhi leggevamo la fierezza della migliore gioventù d’Italia, perché consapevoli dei compiti d’assolvere nella vita, sia pure per un tempo limitato.
Allora, non sapevamo, né comprendevamo, che lo Stato, con la professionalizzazione delle FF.AA., aveva creato un sistema di precariato scellerato, foriero, negli anni successivi, di attese ed effetti negativi per i nostri figli.
Il precariato si replicherà all’infinito con continui concorsi “predeterminati” in nome degli Ufficiali in Ferma Prefissata!!!
Questa gioventù, tra le più belle e limpide d’Italia, durante la permanenza nei rispettivi Comandi, non solo non ha goduto del trattamento previsto dalle norme sul rapporto d’impiego per il personale militare in servizio permanente, ma, pur vincitrice di un pubblico concorso con contratto a tempo determinato, non ha ottenuto la stabilizzazione del proprio lavoro, prevista dalla Legge Finanziaria 2007, al comma 519, che è stata concessa a tanti altri precari della pubblica amministrazione, Carabinieri compresi.
Di più, al momento del congedo, col reinserimento di questi ex militari nella cosiddetta “vita civile”, c’è stata la negazione del Premio di fine ferma da parte dell’Amministrazione Difesa, e dell’indennità di disoccupazione da parte dell’INPS; tali ammortizzatori sociali sono riconosciuti a tutti i lavoratori.
Questi paria dello Stato, nonostante abbiano fatto 3 – 5 – 7 anni di servizio, hanno diritto solo all’iscrizione nelle liste di collocamento; ciò non consente neanche precedenze in graduatoria per ottenere un nuovo lavoro, come invece avviene per qualunque altro lavoratore civile.
Ai paria in finis è stato concesso un TFR basato su un periodo parziale dell’intero servizio prestato!
Eccellenza Reverendissima,
si sono resi conto questi medagliatissimi Capi di Stato Maggiore che si sono eretti a giudici della vita e del destino dei nostri figli, non rispettando una Legge dello Stato Italiano?
E se i sopraindicati alti Ufficiali avessero i loro figli nelle medesime condizioni?
Cosa succederebbe?
Sicuramente attaccherebbero, criticherebbero, demolirebbero a parole i responsabili; atteggiamenti comprensibili come genitori preoccupati per propri figli!
Oggi, dopo il congedo, leggiamo negli occhi dei ragazzi il “perché” sia accaduto tutto ciò e come nessuno sia interessato a loro.
Per la prima volta noi genitori non possiamo dare risposte ai nostri figli…la voce è muta….troppo grande è il sentimento d’amore per questa nostra cara Italia che ci chiude la bocca e che nessuno, per gli errori commessi da fantomatici “capi” in nome di Essa, potrà mai far vacillare.
Non lo vogliamo, non dobbiamo, non possiamo farlo.
Un solo dubbio….
Potranno questi “bamboccioni”, nel tempo che verrà, avere riconoscenza per i propri padri ed ancora un maggiore rispetto per coloro che oggi cinicamente hanno così disposto, in barba ad una chiara Legge del Parlamento italiano, della loro vita futura, con l’esempio reso dalla voluta negazione di tanti diritti elementari dei quali noi ci siamo per tempo assicurati?
Saranno così forti da perdonare la via Crucis loro inflitta da una sciagurata loggia, la quale, facendosi usbergo della divisa e del pesante medagliere ha l’assurda pretesa di essere portatrice di pace e civiltà nel mondo!!
È troppo facile inveire su gente povera, indifesa ed onesta!
E perdoni noi, Eccellenza Reverendissima, che cerchiamo per i nostri figli il conforto di una Sua parola presso lo Staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa.

IL PRESIDENTE
Associazione Genitori Precari delle Forze Armate
Antonio CURCIO

Liquidazione Premio di fine ferma: i misteri della Marina Miliatare Italiana

Leggete quanto riportato in questo folio allegato: è stato liquidato il premio di fine ferma per la sola ferma ulteriore di 12 mesi, e sin qui ne abbiamo già parlato abbastanza e qualcuno di noi sta già provvedendo a ricorrere al TAR per la mancata corresponsione del sussidio maturato nei primi 30 mesi. Ciò che colpisce, invece, è l'importo netto corrisposto, considerando che tutti i colleghi AUFP raffermati hanno ricevuto un importo nettamente inferiore, circa 2.500/2.700 Euro.
...sconcertante...

giovedì 26 giugno 2008

Comparto sicurezza e difesa: Cocer e Sindacati delusi per la mancanza di risorse nella finanziaria 2009

Le organizzazioni sindacali e le rappresentanze militari del Comparto Sicurezza e Difesa hanno presentato un documento congiunto nel quale lamentano la scarsità di risorse nella prossima finanziaria e la mancata applicazione del "patto per la sicurezza" sottoscritto nel luglio del 2007. Respinta anche qualsiasi possibilità di taglio ai bilanci dei Ministeri relativi al Comparto Sicurezza e Difesa "perché provocherebbero un collasso funzionale dei diversi sistemi operativi delle forze di polizia e delle forze armate". I sindacati hanno chiesto, invece, il riconoscimento della "specificità" del settore, risorse adeguate per il rinnovo del contratto per il biennio 2008/2009, il mantenimento della contrattazione integrativa, il riordino delle carriere, l'attuazione della previdenza complementare, la soluzione del problema del precariato, la copertura totale del turn over e la detassazione della retribuzione accessoria.

Documento Sindacati - Cocer

martedì 24 giugno 2008

Il Presidente della Commissione Difesa al Senato scrive al Comitato

Egregio Dottor Morea,
Innanzitutto La ringrazio per le graditissime espressioni augurali che mi ha voluto inviare in occasione della mia elezione a Presidente della Commissione Difesa del Senato della Repubblica. Nell'occasione ci tengo ad assicurarLe il mio interessamento alla problematica che ha sottoposto alla mia attenzione con la Sua del 24 maggio c.a. Ho già dato incarico ad un mio collaboratore, il Dott. Nicola Paparusso, di riceverLa quanto prima affinchè venga posta adottata ogni utile iniziativa per la risoluzione di quanto lamentato.
Distinti saluti.
Il Presidente della Commissione Difesa
Sen. Prof. Gianpiero Cantoni

domenica 22 giugno 2008

Ai genitori, mogli/mariti, fidanzate/i, conviventi, parenti ed amici degli Ufficiali precari delle Forze Armate

Carissimi,

si rende assolutamente indispensabile l’adesione al sindacato SUPU, perché è l’unico organo ufficiale che può tutelare i sacrosanti diritti dei nostri ragazzi.

Non dobbiamo temere alcuno e ne dobbiamo nasconderci!.

E' giunta l’ora di dimostrare, con tutte le nostre forze, il coraggio e la determinazione che abbiamo nel difendere i nostri amati ragazzi, pur non avendo la “greca” di ammiragli e generali!

Viva le Forze Armate

L'Associazione Genitori Precari delle Forze Armate



venerdì 20 giugno 2008

Lettera al Presidente della Repubblica

Signor Presidente,

mi chiamo Antonio Curcio, rappresentante della nascente Associazione Genitori Ufficiali Precari delle FF.AA. e portavoce di migliaia di cittadini (parenti ed amici degli Ufficiali) che intendono sensibilizzarla su una questione ritenuta essere fonte di illegalità e ingiustizia.

La Legge Finanziaria 2007 (emanata dal Parlamento della nostra Repubblica, non dagli “alti” Ufficiali che costituiscono lo Stato Maggiore Difesa!) nell’art.1 comma 519 stabilisce il diritto alla stabilizzazione per coloro i quali hanno tre anni di servizio o che maturano tale requisito in virtù di contratti stipulati prima del 29.09.2006 e che siano in servizio al 01.01.2007. Tale diritto, come previsto dalla Legge, si applica PRIORITARIAMENTE agli Ufficiali in ferma prefissata (UFP) delle Forze Armate arruolati ai sensi dell’art.23, comma 1, del Decreto Legislativo n. 215 del 2001; questi ultimi, Onorevole Presidente, sono i nostri Figli! Attualmente senza lavoro! Senza diritto alla Stabilizzazione!

Signor Presidente,

non chiediamo alcuna preferenza; Le chiediamo di intervenire, quale Capo delle FF.AA., quale garante della Costituzione, presso lo staff del Capo di Stato Maggiore della Difesa, onde far applicare la sopraccitata Legge che i “medagliatissimi” Ammiragli e Generali ritengono inapplicabile a coloro i quali si formano culturalmente al di fuori delle Accademie.

Lo Stato Maggiore della Difesa, anziché avvalersi di centinaia di giovani laureati in diverse discipline (avvocati, architetti, ingegneri, ecc..) prendendo atto della Legge, ha attivato il competente Ufficio Legislativo al fine di erigere un muro di cavilli legali che hanno ritardato il normale iter legislativo.

Signor Presidente,

sappiamo tutti che il Paese è oppresso da problemi ben più gravi; potevamo, ciascuno di noi, perpetrare la nostra causa per le vie legali (ricorsi, tribunali, sentenze ecc..), ma molte delle nostre famiglie percepiscono una pensione e, talvolta, uno stipendio precario scaturito dal lavoro temporaneo che i nostri ragazzi ,in rari casi, riescono a trovare nella nostra società civile, ancora impossibilitati a costruirsi una famiglia!

Ma la Sua, Presidente, è una voce che non resta inascoltata!

Lei è la nostra unica speranza affinché lo Stato Maggiore possa correggere le proprie intenzioni.

Signor Presidente,

anche Lei è padre e capirà bene che è nostra intenzione affiancare i nostri ragazzi e lottare fino all’estremo delle nostre forze affinché sia fatta giustizia in questa vergognosa vicenda: le Leggi emanate dal Parlamento vengono valutate, condivise e, casomai applicate, dallo Stato Maggiore Difesa!

Signor Presidente,

rimettiamo nelle Vostre mani il già precario destino dei nostri figli!

Quando si è sotto il regolamento di disciplina militare, talvolta, bisogna rispondere SIGNOR SI e SIGNOR NO ad un ordine superiore; ma la Legge è uguale(?) per tutti! Anche per lo Stato Maggiore Difesa.

RingraziandoLa per il tempo concesso porgo i più cordiali saluti.

W L’ITALIA

W LE FORZE ARMATE

****

NOTA PER LA SEGRETERIA:

per favore…fate leggere al Sig. Presidente la presente….senza riferire ciò che Voi volete che Egli intenda….in quanto il Presidente è capacissimo di valutare se è il caso o meno di intervenire su questo grave problema per alcuni di noi.

Infine, conoscendo la grossa mole di lavoro cui siete sottoposti, vi dispenso dall’inviare la solita lettera prestampata di risposta formale.

Antonio Curcio

giovedì 19 giugno 2008

Il Comitato dei Genitori dei Precari delle Forze Armate scrive:

Carissimi Genitori,
Dalla recente corrispondenza intercorsa tra il Comitato dei Precari e lo Staff del Ministro della Difesa, mi è parso di carpire una carenza di informazioni dettagliate riguardo la situazione dei nostri figli; vuoi per problemi più gravi, vuoi per scarsa applicazione, ci sono tuttora alcune persone "incaricate" (Deputati, Senatori, Militari, ecc...) che devono essere contattate, per fare loro presente l'ingiustizia che stanno subendo i nostri ragazzi.
A tal proposito invito chiunque tenga a cuore questa situazione a contattare alcuni dei componenti delle Commissioni Permanenti Difesa delle due Camere e far presente la situazione.
Ciascuno di noi dovrebbe contattare solo i componenti delle Commissioni Difesa eletti nella propria Regione chiedendo loro se sono a conoscenza della questione e se hanno cominciato a lavorarci sopra, per far rispettare i dettami legislativi e far finalmente intravedere un sicuro più sereno ai nostri ragazzi.
Più genitori scriveranno, più Parlamentari verranno sensibilizzati, maggiore sarà la speranza di una futura Stabilizzazione.

Distinti saluti

Antonio Curcio
***

Egregi Signori Precari

Vi scrivo per informarvi che in data odierna 18 giugno 2008, si è tenuta in Roma, presso la sede del S.U.P.U. (www.sindacatosupu.it), una riunione dei "Precari delle Forze Armate" presieduta dal Gen. Antonio Pappalardo.
Nel corso della stessa si è delineata una strategia da seguire per portare le nostre rivendicazioni all’attenzione del nuovo Governo ed in particolare del Sig. Ministro della Difesa.
Il Gen. Pappalardo si è detto disponibile a rappresentarci, ma per farlo ha bisogno del nostro sostegno esprimibile con l’adesione al sindacato che rappresenta. Ciò comporta per noi una spesa di 50 € e la compilazione del modulo che riporta le modalità di pagamento.
Dovrete quindi stampare ed inviare il presente modulo, debitamente compilato per la parte di competenza, al seguente indirizzo: S.U.P.U. – Via Po, 162 - 00198 Roma indicando sulla busta "Stabilizzazione degli Ufficiali precari delle Forze Armate".
Così facendo il Gen. Pappalardo sarà legittimato a rappresentarci nelle sedi opportune.
La stessa adesione può essere data anche dai vostri parenti o genitori che confluiranno nel comitato dei "Genitori dei Precari delle Forze Armate" presieduto dal Sig. Antonio Curcio che può essere contattato ai seguenti recapiti telefonici (348/9142029 – 081/7752722).
Nel corso della riunione si è costituito un comitato permanente di lotta sindacale del quale si può entrare a far parte contattando direttamente il Gen. Pappalardo (antoniopappalardo46@libero.it); ma anche chi, per motivi logistici, non potrà in futuro esser presente alle riunioni del suddetto comitato, dando la sua adesione, potrà essere sicuro di venire rappresentato e verrà inoltre informato degli sviluppi attraverso una mailing list ed un nuovo blog di prossima apertura.
In sintesi l’obiettivo è uno solo: la stabilizzazione degli Ufficiali precari delle Forze Armate.
Ora non so quanti di voi sono riusciti a passare in servizio permanente o non hanno comunque interesse a rientrare nelle Forze Armate, ma per tutti gli altri penso che un piccolo sacrificio economico, perché solo questo vi si chiede, possa essere affrontato data la posta in gioco.
Il Gen. Pappalardo, persona alquanto risoluta e corretta, si è detto certo di poter avere in tempi brevi un incontro col Ministro della Difesa, ma vuole avere un certo numero di consensi per evitare di esporsi per un paio di individui.
GRAZIE

mercoledì 18 giugno 2008

Resoconto assemblea sindacale del 18 giugno 2008

Oggi, 18 giugno 2008, alle ore 11:00, nella sede del SUPU in Via Pò 162 - ROMA, si è tenuta un’assemblea sindacale, presieduta dal Presidente Gen. Antonio Pappalardo, per discutere le posizioni da assumere nei confronti del Ministro della Difesa, per la stabilizzazione del personale militare precario.
Si è costituito un nuovo comitato permanente per la lotta sindacale, in cui sono stati inclusi componenti delle diverse categorie rappresentate, in considerazione delle specifiche condizioni di servizio di provenienza e di cui fanno parte anche genitori di ufficiali precari.
Il Generale Pappalardo ha puntualizzato l’importanza della linea unitaria nella lotta sindacale al di là di ogni particolarismo di parte o individuale e la necessità del principio di negoziazione con le rappresentanze politiche competenti di esclusiva pertinenza sindacale.
E’ in corso la preparazione di un documento da sottoporre al sig. Ministro della Difesa per evidenziare la risoluzione dell’annosa condizione del precariato militare, specie se si considera l’emissione di nuovi bandi di concorso per Ufficiali in ferma prefissata che alimentano ancora il fenomeno del precariato.
Abbiamo rilevato, inoltre che su circa 8000 precari delle FFAA, fino ad adesso, sono in loro possesso solo 15 deleghe sindacali!
SENZA SOLDATI…..NESSUNA BATTAGLIA E’ POSSIBILE!
Ricordiamo che per poter effettuare la delega sindacale, è disponibile l’apposito modulo precari sul sito del SUPU alla voce "iscrizione".
Concludendo si chiede a tutti gli Ufficiali Ausiliari Precari delle Forze Armate di provvedere quanto prima, per chi non l’avesse ancora già fatto, all’iscrizione al suddetto sindacato, affinchè lo stesso sia legittimato a rappresentarci.
Invitiamo anche i genitori dei precari affinché facciano la stessa cosa, per l’interesse dei propri figli.

lunedì 9 giugno 2008

L'UNUCI risponde:

In relazione a quanto prospettatoci purtroppo devo sottolineare che le particolari norme che sovrintendono all'organizzazione ed ai compiti delle Forze Armate rendono di difficile applicazione le disposizioni relative alla stabilizzazione del personale precario (progressione nel grado, organici da rispettare, etc...).
E' però intendimento degli Stati Maggiori di interessare le autorità competenti perchè si cerchi in alternativa una soluzione legislativa che favorisca lo spostamento del personale militare in organismi civili della pubblica amministrazione.
La Presidenza segue l'evolversi della problematica che dovrà essere comunque risolta a livello governativo, così come da Lei sottolineato. Bene la costituzione del Comitato con il quale l'UNUCI potrebbe collaborare. Riporti i dati del blog sul nostro forum, ritengo che saranno molti ad esserne interessati. Ci tenga informati degli sviluppi.
Il RESPONSABILE INTERESSI ISCRITTI
Br.Gen. Vittorio Stefanelli

Assemblea Sindacale Precari FF.AA. e Ausiliari Carabinieri

Il giorno 18 giugno 2008, alle ore 11:00, nella sede del SUPU in Via Pò 162 - ROMA, il Presidente Gen. Antonio Pappalardo e la Segreteria Nazionale, terranno un’assemblea sindacale riguardante i precari e le iniziative da adottare sui vergognosi concorsi che sono stati publicati (Es.: G.U. n. 44 del 6 giugno 2008 Concorsi, per titoli ed esami, per l'ammissione di complessivi 30 giovani al 2° corso allievi ufficiali in ferma prefissata (A.U.F.P.) della Aeronautica militare per il conseguimento della nomina a tenete/sottotenente in ferma prefissata, ausiliario dei ruoli normali e speciali dei vari Arma, Corpi e specialita' della Aeronautica - Anno 2008) e per i quali interessano solo ed esclusivamente una certa clientela post elettorale.
Abbiamo già i tecnici formati parcheggiati a casa disoccupati, non c’è bisogno di altri concorsi.
Verrà stilato un documento da presentare alle autorità governative.
Chi è interessato può partecipare.

venerdì 6 giugno 2008

Lo scandalo dello Stato Maggiore Difesa

La storia infinita.
Credevamo che con il nuovo governo fosse finito il precariato nelle Forze Armate.
Con il nuovo concorso che sta per essere emanato sulla Gazzetta Ufficiale, creeremo "precari su precari"...quando la finite di prendere in giro i nostri giovani militari precari?
Questa O.S. - SUPU - presto si farà sentire in merito a questo umiliante e vergognoso concorso.
Segreteria SUPU
Concorso AUFP Aeronautica Militare

giovedì 5 giugno 2008

Patrocinio a spese dello Stato

Legge 134/2001 – T.U. 115/2002
***

Cos'é
Al fine di essere rappresentate in giudizio sia per agire che per difendersi, le persone non abbienti possono richiedere la nomina di un avvocato e la sua assistenza a spese dello Stato, usufruendo dell'istituto del Patrocinio a spese dello Stato.
A quali condizioni di reddito può essere richiesto
Per essere ammessi al Patrocinio a spese dello Stato è necessario che il richiedente sia titolare di un reddito annuo imponibile, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore a euro 9.723,84.Se l'interessato convive con il coniuge o con altri familiari, il reddito è costituito dalla somma dei redditi conseguiti nel medesimo periodo da ogni componente della famiglia, compreso l'istante.Eccezione: si tiene conto del solo reddito personale quando sono oggetto della causa diritti della personalità, ovvero nei processi in cui gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli degli altri componenti il nucleo familiare con lui conviventi.
Patrocinio a spese dello Stato in materia civile
Il patrocinio a spese dello Stato può essere concesso nell'ambito dei giudizi civili, amministrativi, contabili o tributari già pendenti ed anche nelle controversie civili, amministrative, contabili o tributarie per le quali si intende agire in giudizio.
Chi può richiedere l'ammissione in ambito civile
Purché le loro pretese non risultino manifestatamene infondate possono richiederlo:- i cittadini italiani;
- gli stranieri, regolarmente soggiornanti sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del processo da instaurare;
- gli apolidi;
- gli enti o associazioni che non perseguano fini di lucro e non esercitino attività economica.L'ammissione può essere richiesta in ogni stato e grado del processo ed è valida per tutti i successivi gradi del giudizio. Se la parte ammessa al beneficio rimane soccombente, non può utilizzare il beneficio per proporre impugnazione.
Dove si presenta la domanda di ammissione in ambito civile
Presso la Segreteria del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati, competente rispetto al:
- luogo dove ha sede il magistrato davanti al quale è in corso il processo;- luogo dove ha sede il magistrato competente a conoscere del merito, se il processo non è ancora in corso;
- luogo dove ha sede il giudice che ha emesso il provvedimento impugnato per i ricorsi in Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti.
Modalità di presentazione della domanda al Consiglio dell'Ordine degli Avvocati
I moduli per le domande sono disponibili presso le stesse Segreterie del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati. La domanda deve essere presentata personalmente dall'interessato con allegata fotocopia di un documento di identità valido, oppure può essere presentata dal difensore che dovrà autenticare la firma di chi sottoscrive la domanda. Può essere inviata a mezzo raccomandata a.r. con allegata fotocopia di un documento di identità valido del richiedente.
La domanda, sottoscritta dall'interessato, va presentata in carta semplice e deve indicare:
- la richiesta di ammissione al patrocinio;
- le generalità anagrafiche e codice fiscale del richiedente e dei componenti il suo nucleo familiare;- l'attestazione dei redditi percepiti l'anno precedente alla domanda (autocertificazione);- l'impegno a comunicare le eventuali variazioni di reddito rilevanti ai fini dell'ammissione al beneficio;
- se trattasi di causa già pendente;
- la data della prossima udienza;
- generalità e residenza della controparte;
- ragioni di fatto e diritto utili a valutare la fondatezza della pretesa da far valere;
- prove (documenti, contatti, testimoni, consulenza tecniche, ecc. da allegare in copia).
Cosa fa il Consiglio dell'Ordine dopo il deposito della domanda
- Valuta la fondatezza delle pretese da far valere e se ricorrono le condizioni per l'ammissibilità,
- entro 10 giorni emette uno dei seguenti provvedimenti:
a) accoglimento della domanda
b) non ammissibilità della domanda
c) rigetto della domanda
- trasmette copia del provvedimento all'interessato, al giudice competente e all'Ufficio delle Entrate, per la verifica dei redditi dichiarati.
Cosa si deve fare dopo il provvedimento di ammissione
L'interessato può nominare un difensore, scegliendo il nominativo dall'Elenco degli Avvocati abilitati alle difese per il patrocinio a spese dello Stato appositamente approntati dai Consigli degli Ordini degli Avvocati del distretto della competente Corte di Appello.
Cosa si può fare se la domanda non viene accolta
L'interessato può proporre la richiesta di ammissione al giudice competente per il giudizio, che decide con decreto.
In caso la decisione da parte del Consiglio dell'Ordine non pervenga entro termini ragionevoli, l'interessato può inviare una nota al Consiglio dell'Ordine stesso e per conoscenza al Ministero della Giustizia – Dipartimento Affari di Giustizia – Direzione Generale della Giustizia Civile- Ufficio III.
Esclusione dal patrocinio in ambito civile
Il beneficio non è ammesso nelle cause per cessione di crediti e ragioni altrui (salvo se la cessione appaia fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti).

mercoledì 4 giugno 2008

Riunione dei precari iscritti al SUPU

Si informano i Signori appartenenti alla categoria dei Precari, iscritti al SUPU, che la riunione indetta per Martedì 17 Giugno 2008 alle ore 17.00 è stata spostata al giorno successivo, MERCOLEDI 18 GIUGNO alle ore 11.00, per motivi organizzativi.
Si prega la SV di confermare la propria presenza:
info@supu.it
cordiali saluti
Segreteria SUPU

martedì 3 giugno 2008

Estate in caserma per i ragazzi e La Russa lanciò la mini-naia

ROMA - Stage estivi nelle caserme, su base volontaria, rivolti ai giovani tra i 18 e i 25 anni: "due mesi o anche meno" di vita militare. L'idea stavolta non è venuta a Fiorello, nella nuova parodia di La Russa che canta "Gioca Jouer", ma al vero ministro della Difesa. L'intento sarebbe quello di "riavvicinare le nuove generazioni alle Forze armate" e per questo La Russa annuncia di aver studiato soluzioni sul modello dei campi estivi. "L'esercito volontario e professionale è arrivato e ha portato dei benefici - ha detto il ministro a Settegiorni, su RaiUno - perché la naja era malvista da molti ragazzi e finiva per allontanarli" dal mondo militare. Adesso, tuttavia, questi giovani si sarebbero allontanati anche troppo dalle caserme e "bisogna correre ai ripari". "Non ripristinando la leva obbligatoria, per carità - si affretta a precisare il ministro - ma trovando i modi con cui volontariamente si possano riavvicinare le nuove generazioni ai valori che promanano dalle Forze armate. Valori di identità nazionale, di amore per la Patria, di attaccamento alle nostre tradizioni e alla nostra cultura, di senso di responsabilità: valori importanti". La Russa spiega allora quale sia il suo "sogno", oltre all'obiettivo concreto di "portare in cinque anni il bilancio della Difesa dall'attuale 0,9% del Pil all'1,25%": "Trovare l'occasione per cui tutti i giovani che lo desiderino possano, tra i 18 e i 25 anni, passare un mese e mezzo, magari delle loro vacanze, facendo vita militare, addestrandosi militarmente ma soprattutto moralmente, per l'amore della Patria, per il rispetto della gerarchia, per tutti quei sentimenti che vengono dalle Forze armate".
Un'idea bocciata dal ministro ombra del Pd, Roberta Pinotti, anzitutto perché "da quando esiste l'esercito professionale abbiamo semmai il problema opposto: sono troppi i giovani, specie del Sud, che vorrebbero entrare rispetto ai posti disponibili". Senza contare che l'Esercito "ha un esubero di circa 35 mila marescialli", che sono rimasti praticamente gli stessi che c'erano quando le Forze Armate contavano il doppio della truppa. Inoltre, sostiene Pinotti, "non riusciamo a garantire un inserimento ai quei giovani che, finito il servizio come volontari, vorrebbe restare inquadrati e invece diventano "precari" militari". I problemi delle Forze Armate insomma sarebbero altri. Quanto ai giovani, "semmai servirebbero incentivi per coloro che intendono mettersi al servizio degli altri, nella Protezione civile, nell'assistenza agli anziani o agli handicappati e non solo nell'Esercito".

I richiamati militari Cri, figli di un dio minore

Siamo un gruppo di lavoratori a tempo della Croce Rossa Italiana della Campania. Possiamo definirci precari "storici" considerato che svolgiamo il nostro lavoro con sacrificio da circa 15 anni. Siamo richiamati dal corpo militare (ausiliari delle forze armate) della Cri in servizio civile d'istituto a seguito di una legge la 484 del 1936 e adibiti a mansioni di autista soccorritore, amministrativi, campi c.p.t, ecc.ecc. La nostra potrebbe essere una qualunque lettera di precari che a ragione o a torto cercano di far prevalere i propri diritti. Ma c'e' di piu'. La Croce Rossa a seguito della legge sull'assunzione del personale precario (precedente governo Prodi) ha decretato con determine dirigenziali l'immissione nei ruoli con relativa graduatoria di merito circa 1500 persone che diventeranno poi in una seconda trance con nuova graduatoria per i precari non rientranti nella legge art.1 comma 519 circa 2300 unita'. Ebbene, nonostante gli scriventi sono possessori di tutti i requisti previsti per legge dall'art 1 comma 519 (anzianita' di servizio decennale, ecc.ecc.), sono stati esclusi dalla stabilizzazione a seguito di determina n° 75 del 26/05/08 in quanto personale militare. Facciamo presente che il personale militare richiamato in tutta Italia e di circa 296 colleghi rispetto alle circa 2400 unita' del personale civile infoltitosi di numero nel tempo in maniera abnorme da "infornate" fatte dal precedente governo.Tutto cio' si puo' definire uno scherzo del destino? In quindici anni di precariato militare nonostante i numerosi concorso interni, siamo sempre stati esclusi. Viene bandito il concorso per il personale militare richiamato (tra le tante cose altra stranezza e che ha potuto accedere alla stabilizzazione solo chi si trovava in servizio ad una determinata data specifica "giorno e ora"), ci affibbiano il contratto civile e quindi addio stabilizzazione.anni dopo e la volta del concorso per i precari civili e noi siamo di nuovo ripassati richiamati militari, poi e la volta della stabilizzazione del precariato art 1 comma 519, e la Cri comunica con tanto di determina che noi siamo in servizio presso il corpo militare e qundi di non poter beneficiare di tale sanatoria. Ed infine, il passato governo approva un emendamento per la stabilizzazione dei precari delle forze armate e l'ente Cri ci fa sapere che non siamo riconosciuti dal ministero della Difesa.Ma allora una domanda nasce spontanea. Siamo lavoratori di serie B, oppure non facciamo testo poiche' essendo militari non facciamo gola ai sindacati confederati? Si parla di sanatoria e ci dicono che siamo militari, si parla di adeguamento di contratto delle forze armate e di colpo non siamo riconosciuti come tali. A questo punto incominciamo veramente ad avere paura. Paura del futuro ma anche del silenzio e dall'assenza delle istituzioni, ci sentiamo impotenti ingabbiati nei meandri della burocrazia. Tante sono state le segnalazioni, ma nessuno ci ha ascoltati. Tantissimi padri di famiglia che non hanno il coraggio tornando a casa di guardare negli occhi i propri figli. Incertezza del futuro per noi e le nostre famiglie. Lavoratori alla merce' di questa o di quella amministrazione che a secondo dei capricci di qualche sindacato, o peggio ancora di intererssi di parte non vedono ancora la luce in fondo al tunnel dell'insicurezza. Sicuri di un v.s intervento per porre fine a questa vergognosa situazione che ci vede coinvolti in prima linea insieme alle nostre famiglie che soffrono in silenzio aspettando che qualcosa cambi vi porgiamo i nostri distinti saluti.
Un richiamato militare Cri